Commissione antimafia: eletto Pisanu

12 11 2008

De Sena potrebbe essere uno dei vice. Per l’altra poltrona litigano Pdl e Lega
L’ex ministro degli Interni guiderà l’organismo parlamentare

Beppe PisanuROMA –La vecchia e la nuova mafia, comprese quelle straniere che agiscono in Italia, rappresentano la più grave minaccia alla nostra economia e alla società e in alcuni casi anche al corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. Beppe Pisanu, Dc storico e ex ministro dell’Interno del governo Berlusconi, apprezzato anche dall’apposizione per la sua correttezza politica, si presenta con questo «biglietto da visita» come nuovo Presidente dell’Antimafia. Il nome di Pisanu ha raccolto 32 sì e 18 schede bianche. Una scelta, quella dell’opposizione, che Pisanu indica come una riprova del comune buon lavoro che si potrà svolgere a
San Macuto.

LE PRIORITA’ – Sul tappeto tanti dossier che ora saranno raccolti e vagliati.
Pisanu vuole infatti «ripartire da quello che già sappiamo per fare un passo avanti, magari per porci davanti ai mafiosi». Quindi vecchie e nuove mafie, quelle straniere su cui una analisi organica manca ancora.
Su tutto la lotta alla sfida economica che il grande crimine porta allo Stato.
Pisanu riscuote molto di più di un generale attestato di stima. E’ per tutti l’uomo giusto al posto giusto.
Per una volta il giudizio è unanime. «Potremo lavorare bene», dice ai giornalisti e in testa all’agenda informale non ancora decisa perchè tutto scaturirà dal confronto, Pisanu pone l’attenzione al grande flusso
di denaro che risale lo Stivale , «l’equivalente di 7-8 Finanziarie». «Possibile che non si ponga attenzione su
una tale realtà anche se la mafia ha affinato le sue tecniche di riciclaggio?
La ricetta proposta è quella dei fatti: cercare la soluzione migliore, comunque: Penso che dialogare tra queste posizioni – dice ai giornalisti – sia cosa normale, se per dialogo intendiamo discutere da posizioni diverse alla ricerca della soluzione migliore per i problemi che abbiamo davanti, io sono convinto che questo si potrà fare, e bene».

CONSENSO UNANIME – I commenti sono unanimi. Li riassume Gianfranco Fini quando loda la grande esperienza di Pisanu che potrà contribuire alla prioritaria lotta ad ogni forma di criminalità organizzata
e al parallelo rafforzamento della cultura della legalità, presidio di ogni società democratica». Per il
ministro della Giustizia Pisanu rappresenta un «tassello» della strategia antimafia, una «offensiva senza
precedenti, forse la più grande che si ricordi dai tempi di Falcone al ministero della Giustizia, che ha già raggiunto importanti risultati».
«Sarà un ottimo presidente », dice la capogruppo del Pd in Senato Anna Finocchiaro che usa quesi le medesime parole del capogruppo del Pdl Gasparri e del vice Quagliariello. Marco Follini dice che a Pisanu
vengono riconosciuti i giusti meriti e viene risarcito di qualche amarezza.
Insomma tutti d’accordo.
Ieri però l’Antimafia non ha eletto tutto il suo ufficio di Presidenza, una scelta a sorpresa motivata con i concomitanti voti nelle due aule del Parlamento. A San Macuto però si aggiunge anche una lettura più
politica del mancato voto: un contrasto tra Lega e An per la vice presidenza che dovrebbe andare alla Pdl. L’altro vice, quello del Pd, dovrebbe essere Luigi De Sena, ex prefetto di Reggio Calabria. Il Pd, che auspica una rapida conclusione della definizione dei vertici, indica Francantonio Genovese, segretario siciliano del Pd,  come segretario, e Laura Garavini deputata eletta in Germania, come capogruppo.

I COMMENTI – Antonio Bassolino, governatore campano si dice certo: «Pisanu con il quale abbiamo intensamente collaborato quando era responsabile del Viminale, ha una lunga e consolidata esperienza sul
fronte della sicurezza e della lotta per la legalità. Ho particolarmente apprezzato i suoi riferimenti sulla
necessità di individuare e confiscare i patrimoni di mafiosi e camorristi».
Sulla stessa linea il governatore siciliano, Raffaele Lombardo: «La lunga esperienza di Pisanu, maturata in
tanti anni di attività di governo costituisce un punto di forza». Ma soddisfazione arriva anche dai parlamentari del Sud. «Il Mezzogiorno – dichiara il senatore del Pdl Antonio Gentile – ha bisogno per combattere il fenomeno mafioso di uomini credibili,  capaci e che non accettano compromessi di alcun genere. Pisanu sintetizza tutte queste condizioni.
Le risposte da dare sono urgenti e non più rinviabili, il compito che ci aspetta è dunque gravoso, ma le possibilità di successo sono concrete». Sul fronte politico opposto anche Maria Grazia Laganà Fortugno
(Pd), una delle escluse dall’Antima – fia, dichiara: ««Ho potuto constatare di seguito – aggiunge – il suo interessamento costante alla vicenda che mi ha visto direttamente interessata.
Un impegno, quello di Beppe Pisanu, che riesce a superare ogni colore e ogni bandiera. Una imparzialità
che è frutto della sua grande dirittura morale».
E Franco Laratta (Pd) richiama subito ai dati di Confesercenti: «C’è una nuova mafia nel sud Italia. Una
mafia più forte, potente e invasiva della più tradizionale ‘ndrangheta tutta “faida e sangue”: è una “mafia
invisibile”, più colta emoderna, che controlla e domina gli affari, i grandi appalti in Italia ed in europa».

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