Forniture a prezzi maggiorati nelle carte dell’inchiesta sugli appalti all’Asl di Locri

26 10 2008

Somme, urgenze e gare ad hoc
Otto letti con le ruote bloccate e troppo grandi per gli ascensori

di GIUSEPPE BALDESSARRO (dal Quotidiano della Calabria del 25 ottobre 2008)

REGGIO CALABRIA -Sono strane la gare che la Medinex di Pasquale Rappoccio, l’imprenditore reggino indagato dalla Dda, per corruzione, truffa e falso, si è aggiudicato nel tempo.
Strane e incongruenti nella migliore delle ipotesi.
Truccate secondo i magistrati Marco Colamonaci e Mario Andrigo, che giovedì hanno notificato 9 avvisi di
garanzia a imprenditori, medici e dirigenti dell’Asl di Locri.
E per capire che c’è qualcosa sotto che non funziona basta leggere le carte dell’inchiesta.
Tutto ruota attorno alla fornitura di lettini per l’ospedale. E il sistema viene spiegato a partire da un appalto per 8 lettini per l’Unità di Terapia Intensiva Coronaria.
Il 27 giugno 2005, il primario Giuseppe Sarica, segnala ai vertici aziendali che i letti non vanno bene.
Che sono superati, che non funzionano per come dovrebbero e che cadono a pezzi, per la scarsa  manutenzione e per la difficoltà a reperire i ricambi.
Da qui per attivare la «procedura di somma urgenza ». Dieci giorni dopo, ossia 6 luglio, l’ospedale decide
di invitare sette ditte a fornire preventivi di spesa.
E nello specifico, secondo quanto scritto dall’ufficio acquisti aziendale vengono sollecitate via fax la Medinex Srl, la Ti.Medical Sas, la Attimed Sas, la Tecno San e la Contract International (tutte con sede in
Reggio Calabria), la Kosmos Hospital Srl (con sede in Gioia Tauro -RC) e la RI&MT srl (con sede in Locri
– RC).

I fax inviati portano la data 12 luglio, lettere nelle quali si specifica l’urgenza, ma non si da un termine ultimo per la partecipazione alla gara e l’invio delle proposte.
Tuttavia il 13 luglio (il giorno dopo), la stessa Asl dichiara sostanzialmente la conclusione delle procedure
di valutazione dei preventivi giunti. E la scelta si restringe alle proposte giunte, che sono solo due: quello della Medinex arrivato il giorno stesso dell’invio del fax e della TiMedical, che risponde il giorno dopo.
La prima azienda si dice disponibile alla fornitura entro 20 giorni, per un costo di 32 mila euro più iva.
La seconda chiede 40 mila euro più iva e 30 giorni per la consegna. Tra le due ovviamente, viene scelta la
Medinex in virtù del minor prezzo e dei tempi di consegna più ristretti. Ma si scopre che in realtà il 15 luglio
era arrivata anche la proposta della RI&MT Srl di Locri pronta a fornire 8 letti di rianimazione, comprensivo
di vari optionals, per un totale di euro 29.743,20 più Iva. Una circostanza che già di suo legittimerebbe
le perplessità degli investigatori. Ma non è tutto. Perchè una volta chiesta la fornitura alla Medinex, tra il 25 e il 26 luglio, i lettini, o meglio parte di essi arrivano in ospedale  solo tre mesi e mezzo dopo, per essere collaudati a gennaio.
Insomma che urgenza  c’è se poi la fornitura arriva dopo tutto questo tempo?
Di più. L’idea che in realtà  tutto sia stato stabilito a  tavolino gli inquirenti è alimentata ulteriormente
quando vengono in possesso di alcune lettere dello stesso primario Giuseppe Sarica, che si lamenta con i
vertici aziendali della fornitura dei lettini appena ricevuto, e che svela un particolare importante.
Scrive Sarica: «Tale modello non corrisponde ai due modelli mandateci in prova tempo fa, e presenti
ancora in Utic e per i quali in data 24 luglio 05 abbiamo già espresso parere favorevole in quanto corrispondenti alle caratteristiche tecniche da noi indicate».
In buona sostanza la Medinex aveva già fornito «in visione» due lettini. Proprio nei giorni precedenti alla gara. Un caso? Forse. A cui però è bene aggiungere le altre lamentele del primario.
«In effetti i letti consegnateci recentemente – scrive il responsabile del reparto – pur essendo lo stesso
modello, non sono provvisti di alcuni optional presenti nei modelli in conto visione. Non solo, ma gli
stessi hanno le ruote anteriori bloccate con impossibilità ad una manovra agevole.
Si comunica inoltre che tutti i letti della ditta in questione non passano attraverso il vano degli
ascensori, con evidenti difficoltà nei casi in cui è necessario il trasferimento dei nostri pazienti in diagnostica o presso altri reparti».
Insomma, si scopre che l’ospedale ha acquistato lettini ad un prezzo più alto di quello possibile, con procedure d’urgenza che tanto urgente non era e che non sono adatti perchè non entrano negli ascensori.
In altri termini «un pacco ». Una truffa bella e buona per magistrati e uomini della Guardia di finanza, che a distanza di tempo hanno anche scoperto che delle sette ditte convocate per la gara, in realtà alcune non avevano neppure ricevuto il famoso fax. Un imbroglio studiato da imprenditori, che si erano accordati
tra loro, medici e i vertici dell’Asl. Un’associazione a delinquere, in piena regola.

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