In Calabria non si muore solo di mafia, si muore anche per gente come questa

30 09 2008

AL SIGNOR PREFETTO DI REGGIO CALABRIA
AL DIRIGENTE DELLA DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA DI REGGIO CALABRIA
AL SIG. PROCURATORE PRESSO LA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA D REGGIO CALABRIA
LORO SEDI

OGGETTO: segnalazione nominativa di sospetta attività illecita a mezzo stampa nella locride.

Con una coincidenza di tempi che sarebbe sospetta se non si manifestasse con palese e persino sfrontata chiarezza, un attacco sinergico e frontale viene portato in questi ultimi due giorni contro il movimento dei giovani antimafia “Ammazzateci tutti” da parte di quella parte infetta dell’informazione che ormai non ha neanche il pudore di nascondere di fare il tifo per chi risolve in maniera spiccia le seccanti controversie della vita. Un’informazione che ormai non si preoccupa neanche di apparire collusa, in chiara contrapposizione a quei giornalisti coraggiosi che rischiano la vita per essere fedeli alla loro missione professionale, una cancrena che sta divorando giorno dopo giorno parti del sistema giornalistico calabrese.
Due giri di parole, quattro ammiccanti ingiurie sputate col mezzo sigaro in un angolo della bocca, e poi giù il colpo alla schiena, nel pieno stile dei coraggiosi eroi di dietro la siepe.
Ma andiamo in questa sede a verificare un fatto specifico, mentre altri stanno per essere affrontati nelle aule giudiziarie, senza paura.
C’è un tale non meglio identificato Pasquale Violi, che scrive forse da Locri su una pubblicazione gratuita con sede nella locride detta “La Riviera“, che non ha perso occasione, da almeno un anno a questa parte, di insistere a vomitare periodicamente parole trasudanti un odio che si può spiegare solo in un modo nei confronti di Aldo Pecora, il fondatore e leader dei ragazzi del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”.
Noi non sappiamo nulla di questo tizio, evidentemente per il fatto che le sue mirabili gesta non oltrepassano le mura di casa sua, né ci interessa sapere nulla di lui.
Ci interessa invece ribadire pubblicamente che le sue “attenzioni” a freddo, senza alcuna conoscenza diretta né motivazione apparente nei confronti di Aldo Pecora, contro cui sta cercando da tempo ormai di montare una campagna inequivocabile di odio, non sappiamo con quali possibili conseguenze, ci appaiono preoccupanti per l’incolumità del giovane portavoce dei ragazzi di “Amazzateci tutti”.
Per questo motivo, pur nella certezza che questo tizio è stato già segnalato all’attenzione della Magistratura, invitiamo qui PUBBLICAMENTE la Prefettura di Reggio Calabria, la Direzione Investigativa Antimafia e la Direzione Distrettuale Antimafia a volersi attivare per verificare che non sussistano condizioni di pericolo per l’incolumità di Aldo Pecora e se non si ravvisi nel susseguirsi ininterrotto degli scritti di questo Pasquale Violi, suffragati dall’autorizzazione implicita o esplicita del direttore responsabile della pubblicazione suddetta, una vera e propria “linea editoriale” tendente a soddisfare oscuri interessi di personaggi di cui al momento possiamo solo ipotizzare il preoccupante profilo.
Se così fosse sarebbe gravissimo che le Istituzioni democratiche non si ponessero immediatamente in allerta prima che la suddetta campagna di odio possa causare drammatiche conseguenze, come purtroppo sappiamo benissimo sia già successo altrove con identiche modalità, per questo ragazzo la cui “colpa”, evidentemente gravissima agli occhi del Violi e di chi sta dietro di lui, è solamente quella di aver finalmente svegliato le coscienze dei calabresi onesti ed aver dato all’opinione pubblica nazionale, con plauso corale di tutte le Istituzioni democratiche e della gente per bene di tutta Italia, un’immagine diversa e finalmente positiva della Calabria.
Non fosse stato per la preoccupazione legittima che sta ingenerando questa insistente azione denigratoria ed ingiuriosa, in una regione ad altissima penetrazione mafiosa come la Calabria, certamente avremmo preferito invitare questo tizio ed Aldo Pecora a confrontarsi pubblicamente, magari in uno di quegli studi televisivi tanto evocati ed agognati da chissà quanto tempo dal Violi. Sarebbe stato molto interessante mettere sul piatto della bilancia da una parte le opinioni di tutte le migliori firme del giornalismo e della cultura italiana (parliamo di Travaglio, Stella, D’Avanzo, Bocca, Lucarelli, Cucuzza, Cannavò, Fierro, Galli della Loggia, Scalfari, Mieli, Galimberti, ecc. ecc. ecc.) sull’operato di Aldo Pecora e del suo movimento ormai nazionale,  e dall’altra le opinioni di Pasquale Violi della “Riviera”.
Ma se Sciascia per la sua Sicilia diceva che “le parole sono pietre”, in Calabria noi non abbiamo dubbi che qui spesso “le parole sono piombo”.
E per questo stiamo facendo questa pubblica denuncia, perchè non vogliamo che un giorno qualcuno possa dire “non pensavamo, non sapevamo”.
Preferiamo, ed ovviamente auspichiamo, che da attente ed approfondite indagini ci si tranquillizzasse dicendo che questo tizio è solo il tipico poveraccio in preda alla classica sindrome del fallito che odia morbosamente tutto ciò che è bello, solare e positivo intorno a lui.

Rimaniamo in attesa di un gradito cenno di riscontro o di un auspicabile convocazione per essere ascoltati direttamente su questa preoccupante vicenda.

Coordinamento Regionale “Rete per la Calabria”

P.S.
Noi non abbiamo paura di fare nomi e cognomi.
Ribadiamo, per essere chiari: NOI NON ABBIAMO PAURA.
Questa è la nostra “linea editoriale”.
GP

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