De Magistris: ”Troppi magistrati collusi con la casta”

16 09 2008

Chiudera’ la porta del suo ufficio della Procura di Catanzaro martedi’ sera

L’ultimo giorno di lavoro, mai interrotto nonostante il vorticoso giro di polemiche, prima di trasferirsi mercoledi’ mattina a Napoli, sua nuova sede.
Il sostituto procuratore al centro di polemiche infinite, Luigi De Magistris, lascia, dunque, il suo incarico calabrese, cosi’ come hanno deciso il Csm, la Cassazione e poi il ministero della Giustizia con il via libera al trasferimento.
Si chiude un capitolo che ha segnato, in ogni modo, la giustizia catanzarese e nazionale, finita alla ribalta della cronaca giudiziaria con inchieste scottanti, ancora tutte da definire, che hanno coinvolto personaggi di spicco della politica, dell’imprenditoria, della magistratura. Dall’allora presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, all’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, passando per molti magistrati delle procure lucane. Da “Poseidone” a “Why not”, finendo proprio con l’inchiesta “Toghe lucane” che ha sconvolto la Basilicata, il sostituto procuratore De Magistris ha segnato le inchieste piu’ discusse, prima di finire nei provvedimenti disciplinari che ne hanno decretato il trasferimento. In un’intervista all’AGI, De Magistris racconta quello che ha vissuto, proiettandosi nel suo nuovo incarico campano, nella citta’ in cui e’ nato e in cui la sua famiglia vanta antiche tradizioni in magistratura.
D. Dottore De Magistris, il ministro della Giustizia ha firmato il provvedimento e lei mercoledi’ lascera’ la Procura di Catanzaro. Si aspettava tutto quello che e’ successo intorno al suo lavoro?
R. “Credo di aver previsto quasi tutto e messo anche tutto, come si dice, penna su carta”.

D. Che fine faranno, secondo lei, le inchieste che ha avviato?
R. “E’ una domanda che non dovrebbe porre a me. Io sono molto soddisfatto del lavoro espletato in questi anni e per i risultati straordinari raggiunti”.

D. Lei ha piu’ volte avanzato sospetti e dubbi su boicottaggi nella sua attivita’.
R. “Piu’ che sospetti e dubbi ho certezze ed ho portato prove nelle sedi istituzionali preposte all’accertamento dei fatti. I boicottaggi, come lei li chiama, provengono tutti da ambienti istituzionali”.

D. Esistono veramente, in Calabria e in Italia, per quella che e’ la sua esperienza, i personaggi “intoccabili”?
R. “E’ quella parte della magistratura collusa, purtroppo non residuale in Calabria, che rende intoccabili taluni personaggi”.

D. Crede ancora nella giustizia e nella magistratura?
R. “Credo fermamente nella Giustizia, con la G maiuscola, per l’affermazione della quale ognuno deve lottare ogni giorno. Credo che all’interno della Magistratura vi siano tanti Magistrati che ogni giorno onorano la toga in modo esemplare, cosi’ come penso che vi sia una fetta rilevante dell’ordine giudiziario che ha cestinato i valori costituzionali per i quali ha prestato giuramento”.

D. Quando e’ esploso il caso De Magistris, con le sue inchieste piu’ dirompenti, in molti sono scesi in piazza per difenderla e sostenerla; oggi, a poche ore dal suo trasferimento, non sono state registrate manifestazioni simili o attestati di sostegno nei suoi confronti. Perche’?
R. “Quello che si doveva dire e’ stato detto, quello che si doveva fare penso sia stato fatto. E’ un anno e mezzo che si parla del mio caso. Ad un certo punto il popolo calabrese – al quale il Consiglio Superiore della Magistratura doveva, a mio avviso, inviare ben altri segnali – che gia’ di per se’ e’ storicamente rassegnato, ha preso atto che il mio allontanamento coatto era divenuto il prezzo, in qualche modo ineludibile, per il modo, costituzionalmente orientato, con cui ho esercitato le funzioni in Calabria: credo che anche gli alberi, che riempiono le bellissime foreste della Calabria, hanno compreso gli esatti termini della mia vicenda”.
Per chiedere la revisione del suo trasferimento serve qualcosa di nuovo e di eclatante. Potrebbero essere le novita’ che arrivano dalla Procura di Salerno che indaga su quanti avrebbero ostacolato le sue inchieste?

(Tratto da: AGI  – fonte: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8998/48/)

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