Fondazione Scopelliti: indignazione e vergogna per la cancellazione del nome di Pio La Torre dall’aereoporto di Comiso

28 08 2008

E’ vecchia abitudine in un certo meridione, intriso di mafiosità ed assuefatto a questa piaga, uccidere tre volte le vittime della criminalità mafiosa.
Prima li uccidono con la lupara (o con il kalashnikov, sua versione moderna).
Poi li ri-uccidono con le maldicenze e le insinuazioni, quasi a voler giustificare l’assassino e a scaricare la colpa di essere stato ucciso sulla stessa vittima.
Infine tentano di ucciderli per la terza volta con l’oblio, con la cancellazione della memoria storica.
Il sindaco di Comiso, in provincia di Ragusa, ha deciso che l’aeroporto di quella cittadina non può più essere intitolato a Pio La Torre, il grande sindacalista e politico siciliano massacrato dalla mafia insieme al suo giovane segretario e guardia del corpo Rosario Di Salvo il 30 aprile 1982.
L’aerostazione, secondo il sindaco di centrodestra, deve essere intitolata ad un “eroe” aereonautico della guerra fascista in Africa orientale, caduto nel 1936. Forse uno di quegli “eroi” che bombardò con i gas le inermi popolazioni etiopi, massacrando in massa vecchi, donne e bambini a migliaia.

Con degna obbedienza al “teorema Micciché”, il leader siciliano di Forza Italia che qualche tempo addietro aveva chiesto che si cancellasse l’intitolazione dell’aeroporto di Palermo ai giudici Falcone e Borsellino perché dava una cattiva immagine della Sicilia ai turisti, il sindaco di Comiso confonde la storia con i talk show, la memoria storica con i reality ed il dovere della memoria con i sondaggi d’opinione dei supermercati.
Per costoro la storia è tutta uguale, oppressori ed oppressi, vittime e carnefici, mafiosi ed antimafiosi, tutti nella stessa melassa indistinta: ed allora tanto vale Pio La Torre quanto ci garantisce un “ritorno” di immagine. Come fosse la confezione di un detersivo o di una saponetta, come se il suo sangue fosse un bitter analcolico.

La Fondazione “Antonino Scopelliti”, intitolata al magistrato della suprema Corte di Cassazione assassinato dalla mafia in Calabria nel 1991, reagisce con dolore ed indignazione alla notizia sopra riportata, ed il suo Consiglio d’Amministrazione delibera all’unanimità di inviare al Consiglio Comunale di Comiso, inteso come massima istituzione democratica di quella città, una nota formale con cui chiederà ufficialmente ai singoli consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, di proporre una mozione di revoca della delibera del Sindaco sull’intitolazione dell’aeroporto, che tanta vergogna in tutta Italia ed all’estero ha gettato sulla città e sul popolo di Comiso.
La Fondazione Scopelliti si augura che la stessa cosa facciano tutte le fondazioni che si riconoscono nella lotta per la legalità ed alla mafia portata avanti da Pio La Torre, affinchè una mobilitazione delle coscienze possa produrre la cancellazione di questa vergognosa ed immeritata pagina della storia siciliana.

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