La Rete per la Calabria lancia un grido d’allarme ai politici regionali: “Non provocate la reazione popolare nella Piana di Gioia Tauro”

27 08 2008

“Siamo molto allarmati per le dichiarazioni del capogruppo Pd in Regione Nicola Adamo in merito alla chiusura degli Ospedali in provincia di Reggio. La popolazione della Piana di Gioia Tauro potrebbe stavolta reagire in maniera incontrollabile”

 
Leggiamo a pag. 6 del quotidiano “Calabria Ora” di oggi, 27 agosto 2008, una dichiarazione del capogruppo Pd in Consiglio Regionale Nicola Adamo in merito a presunte chiusure di “ospedali reggini” che ci allarma e ci preoccupa.


Dichiara infatti il leader Pd cosentino nel corso di un’intervista: «Abbiamo all’esame una proposta di Piano [Sanitario Regionale, ndr] che deve soltanto prendere atto di una riduzione degli ospedali reggini da 7 a 3, di cui un ospedale riunito, quello della Piana di Gioia».
Questa dichiarazione ha bisogno urgentemente di un chiarimento da parte del capogruppo Pd, in quanto letta così come è stata riportata sul quotidiano apparirebbe che solo 3 ospedali rimarranno aperti tra Reggio e provincia, tra i quali certamente gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, il citato nuovo Ospedale riunito nella Piana di Gioia Tauro e, verosimilmente, l’Ospedale di Locri.

Se così fosse saremmo veramente allo sfregio contro le popolazioni della Piana di Gioia Tauro, che si vedrebbero d’un colpo privati degli Ospedali di Polistena e di Oppido Mamertina, assolutamente vitali per garantire un’assistenza sanitaria adeguata di prossimità alle popolazioni delle aree interne della fascia pre-aspromontana a nord ed a sud della Piana (nonché di quei presìdi ospedalieri accorpabili al nuovo Ospedale, come Taurianova, Gioia Tauro e Palmi).
Al danno si aggiungerebbe la beffa di veder costruito il nuovo Ospedale neanche al centro della Piana, come deliberato dalla Conferenza dei Sindaci, ma addirittura in un’area assolutamente periferica come quella di Palmi.
Lanciamo quindi un ennesimo e forte grido d’allarme ai politici regionali: rispettate i cittadini della Piana di Gioia Tauro, perché la sua la popolazione non tollererebbe certamente questo ennesimo sfregio ai propri diritti inalienabili e potrebbe reagire in maniera incontrollabile. Facciamo appello quindi al senso di responsabilità delle Istituzioni politiche regionali, affinchè qualunque cosa si vada a decidere non passi sulla testa dei cittadini della Piana ma venga diligentemente discussa apertamente e democraticamente con le popolazioni interessate e con i loro rappresentanti istituzionali locali.
Altrimenti ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti alla storia, come è già avvenuto in altri luoghi a vicini alla Piana, vittime di altri “scippi” intollerabili, nel passato non molto remoto.

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