“Un grande Ospedale al centro della Piana di Gioia Tauro, affiancato dai presìdi di Polistena e Oppido”

23 08 2008

La relazione introduttiva all’assemblea sul nuovo ospedale della Piana: una realtà d’eccellenza che metta fine ai “viaggi della speranza”. Ma non dimentichiamo le aree interne

 

Non scherziamo con la salute
 di Giovanni Pecora

 

Giovanni PecoraLo dice anche la saggezza popolare, “Quando c’è la salute, c’è tutto”.

E quanto sia vero questo detto lo sanno bene tutti i cittadini che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi o di avere problemi di salute tra i propri cari: quando si perde la salute si perde la tranquillità familiare, si mette a repentaglio il proprio lavoro e persino il futuro dei propri figli.

Per questo motivo dobbiamo ricordarci sempre, e ricordarlo ai nostri rappresentanti politici, che con la salute non si scherza. E soprattutto dobbiamo ricordarci che il primo e principale compito di un rappresentante del popolo è quello di pensare al bene dei propri cittadini, cioè a fare sempre ciò che strategicamente, al di là delle apparenze o delle semplificazioni demagogiche, è l’interesse di tutti. E nei “tutti” sono compresi anche loro stessi, perché – ovvi scongiuri a parte – anche i nostri rappresentanti sono residenti in questo territorio, e quindi potenzialmente tutti loro o i loro cari potrebbero avere bisogno di un Ospedale che dia “salute”, non ennesimi casi di quella che viene comunemente chiamata “malasanità” ma che purtroppo spesso, troppo spesso, dovrebbe chiamarsi “cronaca di una morte annunciata”.

Ma andiamo nel concreto.

 

“DOVE” DEVE SORGERE IL NUOVO OSPEDALE.

Si sta discutendo in questi giorni della vicenda relativa alla costruzione del nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro, ed i quesiti posti sono fondamentalmente due: “Dove” realizzare il nuovo Ospedale e “Come” deve essere questo nuovo Ospedale.

La stragrande maggioranza dei cittadini interessati, rappresentati dai loro sindaci, hanno già espresso la loro preferenza sul “Dove” questo nuovo Ospedale dovrebbe essere costruito, e questo doveva essere già un punto fermo: il nuovo Ospedale deve essere costruito in un’area baricentrica allo sviluppo oro-geografico della Piana di Gioia Tauro, un’area che tenga conto anche delle infrastrutture viarie utilizzabili in atto, e potenziabili con poca spesa in futuro.

I sindaci del territorio si sono espressi a schiacciante maggioranza dei presenti (20 a 4) sull’indicazione della località “Cannavà”, ricadente territorialmente nel comune di Rizziconi ma di fatto a soli 3 km dallo svincolo autostradale di Gioia Tauro, posto sull’asse stradale della S.S. 111.

Ora, improvvisamente, senza dare alcuna motivazione seria e credibile, la Regione fa trapelare che il nuovo Ospedale dovrebbe sorgere a Palmi: naturalmente massimo rispetto per la nobile città di Palmi, tra le più importanti città della Piana quanto a tradizioni, cultura e storia. Ci mancherebbe altro.

Ma se la località “Cannavà” è stata indicata a stragrande maggioranza, la legge della democrazia vorrebbe che questa indicazione venisse comunque rispettata, anche se causa qualche “mal di pancia” a chi, magari con buone motivazioni, avrebbe scelto diversamente.

Ma a dimostrazione concreta che tale scelta geografica non è peregrina né tantomeno penalizzatrice di alcuno, vi invitiamo a prendere visione della Tabella “Distanze kilometriche da Cannavà e Palmi” allegata in fondo, realizzata utilizzando uno strumento tecnologico di comune uso e di facile consultazione da chiunque su internet come “Google Maps Italia”: da questa Tabella si evince senza ombra di dubbio che, se la scelta della localizzazione dipendesse da una mera questione di distanze kilometriche, la localizzazione a Cannavà di Rizziconi presenta un risparmio di distanze rispetto a Palmi (e quindi di preziosi minuti di percorrenza) valutato mediamente in 5,18 km., con punte massime di convenienza pari addirittura a oltre 10 km. come nei casi dei comuni di San Ferdinando e di San Pietro di Caridà.

Allora la prima domanda che ci dobbiamo porre è: perché dirottare in una località meno facilmente raggiungibile la costruzione del nuovo Ospedale? Se non si va incontro ai chiari desideri ed interessi della popolazione residente, quali altri oscuri interessi si va a soddisfare?

Andiamo avanti.

A parziale e debolissima motivazione sullo spostamento della localizzazione da Cannavà a Palmi si è detto che esisterebbe la possibilità di realizzare enormi risparmi economici poiché l’Ospedale verrebbe realizzato in un’area di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Reggio e che quindi non obbligherebbe la Regione ad espropri lunghi ed onerosi.

Tutto ciò è semplicemente falso.

Primo falso: l’area a ridosso della città di Palmi, nell’area dell’Istituto Agrario “Ferraris”, indicata come idonea alla costruzione dell’Ospedale della Piana non è un bene demaniale di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria ma bensì è un lascito privato inalienabile di proprietà del Patronato “Regina Elena” e destinato esclusivamente alla realizzazione di una “Scuola pratica di agricoltura”, sul quale terreno sono stati investiti recentemente ben 150.000 euro in attività d’Istituto. Tra l’altro il dirigente scolastico dell’Istituto Agrario, prof. Carmelo Caccamo, ha pubblicamente dichiarato in un’intervista che non ha intenzione alcuna di accettare “permute” con un altro terreno posto in area diversa dalle adiacenze dell’Istituto.

Secondo falso: in ogni caso nessun Ente può cedere a titolo gratuito a chicchessia parte del proprio patrimonio, pena finire nel mirino della Corte dei Conti. Quindi è una frottola la presunta “non onerosità” della localizzazione a Palmi.

Semplicemente la procedura di esproprio di diversi proprietari terrieri sarebbe stata sostituita da una sola procedura di alienazione onerosa di beni appartenenti ad un solo proprietario.

Terzo falso: qualora fosse impossibile per motivi di tempi tecnici procedere per esproprio dei terreni in località Cannavà, ci sono altri comuni della Piana che sono pronti a cedere decine e decine di ettari di terreno idoneo alla costruzione non di uno, ma persino di due Ospedali.

Rimane da capire chi ha propalato per vere queste menzogne ed a quale fine oscuro l’abbia fatto.

Noi adesso siamo qui per capire.

Ma siamo qui anche per “far capire” ai nostri rappresentanti politici che l’epoca delle decisioni prese “sulla nostra testa” deve finire, e che le popolazioni di questo territorio sono stanche di vedere tradito il proprio voto ed il mandato popolare.

Questa volta dobbiamo mobilitarci, e mobilitare tutta la popolazione della Piana, soprattutto per dimostrare ai signori politici che l’epoca delle deleghe in bianco è finita.

 

 

 

“COME” DEVE ESSERE IL NUOVO OSPEDALE.

La realtà oro-geografica della Piana di Gioia Tauro è complessa, molto variegata è la distribuzione della popolazione residente, e molto diversificate sono le richieste sanitarie provenienti dal territorio.

Questa considerazione è preliminare rispetto all’indicazione di “Come” debba nascere il nuovo Ospedale della Piana.

Non essendo ancora stato varato il Piano Sanitario Regionale (ai cui atti fin qui prodotti in Commissione Regionale è stato richiesto formalmente l’accesso, con mandato all’Avv. Giacomo Saccomanno da questo comitato spontaneo) non vogliamo certamente addentrarci in argomentazioni di carattere tecnico che dovrebbero comunque essere suffragate da consulenze specialistiche che in questo momento non possediamo.

Ci fermiamo quindi alle considerazioni di carattere generale.

Le opzioni sul tappeto sono tre:

1 – l’Ospedale Unico della Piana

2 – l’Ospedale di Riferimento della Piana

3 – un nuovo Ospedale nella Piana.

Crediamo che la terza possibilità, cioè costruire il sesto ospedale della Piana, sia francamente solo un’ipotesi puramente accademica che si può scartare aprioristicamente senza nemmeno considerarla.

La scelta dovrà cadere quindi, inevitabilmente, sulla possibilità di realizzare una realtà ospedaliera che tenderà man mano a diventare l’unica operante nella Piana, oppure sulla seconda possibilità di costruire un nuovo Ospedale che si andrà ad integrare, assumendo il ruolo di Ospedale di riferimento, nell’ambito di una rete ospedaliera ridisegnata nella Piana seguendo principi di funzionalità e di modernità.

Vedremo.

Intanto possiamo tentare di porre alcuni “paletti”, alcuni punti fermi che riteniamo irrinunciabili al di là di ogni fantasticheria campanilista e che guardino esclusivamente all’interesse della popolazione della Piana, al suo diritto alla salute e ad una sanità efficiente e moderna ma anche di “prossimità” per i comuni più disagiati dal punto di vista geografico.

Con concretezza e buon senso.

 

1 – La costruzione del nuovo Ospedale della Piana dovrà mirare ambiziosamente al tentativo di dare una svolta alla sanità calabrese, sia nel suo ambito territoriale sia diventando punto di riferimento per alcune patologie anche a livello provinciale e regionale.

In particolare, il nuovo Ospedale dovrà offre servizi, cure e assistenza sanitaria polispecialistica per patologie acute di medio/alto livello di complessità agli utenti provenienti da tutto il territorio della Piana, favorendo contestualmente la realizzazione di una “rete integrata di strutture e servizi” finalizzata a offrire la miglior risposta ai bisogni di salute nel rispetto delle indicazioni, della programmazione e degli indirizzi regionali, in aderenza alle linee di sviluppo fissate dal Piano Socio Sanitario Regionale.

All’interno di tale rete il nuovo Ospedale si dovrà proporre quale nodo primario di riferimento assicurando la collaborazione, il confronto e l’integrazione delle competenze specifiche, nel rispetto del ruolo e della mission propria di ogni struttura del territorio.

Il nuovo Ospedale dovrà esplicare nella rete sanitaria locale la propria leadership perseguendo lo sviluppo e la valorizzazione delle competenze professionali di elevata specializzazione, confermando il proprio ruolo di riferimento nell’area dell’emergenza-urgenza di alta specializzazione, collaborando con Istituti di Ricerca e Università, svolgendo attività di formazione finalizzata a trasferire alla clinica le conoscenze e i metodi della ricerca, possedendo ed utilizzando in maniera ottimale il proprio patrimonio tecnologico.

Il nuovo Ospedale della Piana dovrà promuovere la salute anche attraverso il confronto con Organizzazioni Sanitarie nazionali ed internazionali, sottoponendosi alle necessarie certificazioni di Qualità, e dovrà promuovere anche l’innovazione, la formazione, l’aggiornamento e la ricerca clinica in linea con la vocazione di Ospedale di riferimento e, in alcuni casi, di alta specializzazione e in stretto collegamento con le attività di assistenza, garantendo ai cittadini uguali opportunità di accesso alle prestazioni sanitarie, curando la personalizzazione e l’umanizzazione delle cure, nel rispetto dei diritti e della dignità della persona.

Queste le linee-guida generali di cosa ci dobbiamo aspettare da questa nuova realtà sanitaria, che fondamentalmente deve mettere i cittadini della Piana in sicurezza dal punto di vista dell’intervento in tutte le patologie che spesso oggi ci costringono ai cosiddetti “viaggi della speranza”.

Non dobbiamo accontentarci di meno di questo.

 

2 – La costruzione del nuovo Ospedale nell’area di Cannavà consentirà certamente di trasferire nella nuova realtà personale e strutture degli attuali ospedali che trovandosi a pochi minuti di strada non avrebbero motivo di esistere, coprendo egregiamente questa localizzazione tutte le esigenze dei cittadini residenti nell’area costiera e dell’immediato entroterra della Piana.

Lo sviluppo del sistema integrato delle funzioni ospedaliere dovrebbe avvalersi del cosiddetto modello “hub and spoke” (mozzo e ruota), che prevede il collegamento tra una sede centrale di riferimento e più sedi periferiche per lo svolgimento di attività terapeutiche che in base alla loro complessità ed alla prognosi dei pazienti possono essere distribuite tra sedi differenziate ma con un’unitarietà di modelli tecnico-professionali, con l’utilizzo di équipes integrate e chiari percorsi assistenziali post-degenza.

E’ questo il modello delle cosiddette “reti cliniche”, che va sviluppato in diversi settori, a partire da quelli ad alta complessità (emergenza, onco-ematologia, patologia cardiovascolare, patologia cerebro-neuro-vascolare, ecc.).

E’ evidente che non si potrà mantenere il lusso di “doppioni” nel territorio della Piana, perché le risorse per la sanità sono molto limitate e non possono essere sprecate.

Ma è altrettanto evidente che esistono delle necessità specifiche che vanno affrontate: prima fra tutte la necessità di un pronto intervento di “prossimità”.

E’ impensabile che le aree interne che si sviluppano a nord della Piana fino alle pre-Serre vibonesi, ed a sud nelle zone impervie e povere di infrastrutture viarie come quelle pre-aspromontane non abbiano un presidio emergenziale di riferimento, con un reparto di Pronto Soccorso che possa intervenire in prima battuta su tutte le patologie acute e possa garantire la stabilizzazione del paziente in emergenza.

A questo proposito si evidenzia la necessità di mantenere aperti, adeguandoli a queste esigenze, i presìdi ospedalieri di Oppido Mamertina e di Polistena, che potranno anche assumere ruoli importanti nel trattamento delle patologie croniche e lungo-degenti per far sì che non rimangano indisponibili i preziosi posti letto del nuovo ospedale alle necessità sanitarie che solo quello potrebbe erogare.

In particolare l’Ospedale di Polistena, che tra gli Ospedali della Piana ha assunto di fatto in questi ultimi anni un ruolo importantissimo, potrebbe essere dotato, oltre ai dipartimenti di urgenza di cui abbiamo già detto, di tutti quelle specializzazioni mediche che non possono essere adeguatamente assistite nell’Ospedale di riferimento della Piana.

Occorre affrontare in modo nuovo e qualificato le esigenze che derivano dalle condizioni di cronicità e di disabilità, statisticamente destinate ad aumentare nei prossimi anni, garantendo la continuità e la qualità nell’assistenza di lungo periodo, l’appropriatezza dei regimi assistenziali offerti, il decentramento della risposta sanitaria che garantisca la permanenza del paziente il più vicino possibile al proprio territorio ed al proprio contesto sociale, l’integrazione socio-sanitaria.

 

È indispensabile quindi una “Alleanza per la Salute” tra tutti i cittadini della Piana, una presa di coscienza forte e chiara del fatto che sui nostri diritti, ed il diritto alla salute è il primo fra tutti, non faremo sconti a nessuno.

 per il comitato spontaneo per il nuovo ospedale della Piana
Giovanni Pecora

coord. regionale “Rete per la Calabria”

 

 

 

oooOOOooo

 

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DALL’ASSEMBLEA DI GIOIA TAURO DEL 22 AGOSTO 2008, PROMOSSA DAL COMITATO SPONTANEO PER IL NUOVO OSPEDALE NELLA PIANA DI GIOIA TAURO

 

AL MINISTERO DELLA SANITÀ

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA CALABRIA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA

ALLE AUTORITA’ DEPUTATE AL CONTROLLO ED ALLA VERIFICA DELLA REGOLARITÀ E LEGALITA’ DEL PROCEDIMENTO, ANCHE AMMINISTRATIVO                                               SEDI

 

Le sottoscritte Associazioni ed i soggetti firmatari della presente, in relazione alle notizie di stampa apparse di recente, secondo le quali l’individuazione del sito dell’Ospedale della Piana risulterebbe cadere nel Comune di Palmi, con la non chiarita modifica dello stesso da Unico a Nuovo,

ESPRIMONO

II più vibrato dissenso per la metodologia utilizzata dalla Regione Calabria e dagli organi preposti, che hanno superato le indicazioni della Conferenza dei Sindaci e della popolazione, senza, allo stato, motivare le ragioni dello “strano ed anomalo” cambiamento del sito e della tipologia della struttura sanitaria

RIBADISCONO

La indispensabilità di condivisione delle scelte da parte del territorio e dei cittadini, oltre che la evidenziazione pubblica delle vere ragioni poste a base della decisione

CONTESTANO

II vecchio modo ill fare politica con scelte scellerate e senza l’esistenza di ragioni obiettive, se non la tendenza a decisioni “lobbistiche” ed assunte da pochi per interessi di parte e non, sicuramente, dell’intera collettività

RESTITUISCONO

Al mittente le inutili e provocatorie polemiche campanilistiche, difendendo il diritto alla partecipazione e condivisione delle scelte, specialmente dinanzi al disastro sanitario creato dall’intera classe politica per la sua evidente incapacità di tutelare le vere esigenze dei cittadini

CHIEDONO

Che i destinatari della presente petizione ed istanza chiariscano le modalità del percorso formativo ed informino i cittadini delle motivazioni reali che verranno poste a base delle valutazioni ed assumano, comunque, con responsabilità, legalità e serietà, nel rispetto della vigente normativa, le scelte necessarie ed indispensabili per fornire al territorio ed alla popolazione un dignitoso servizio sanitario, che eviti la mortificazione della professionalità degli addetti e i continui lutti nelle famiglie della Piana

CONFERMANO

La volontà di andare fino in fondo alla vicenda nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini, con la predisposizione di tutte le azioni riconosciute dalla legge per evitare che decisioni cosi importanti e rilevanti possano essere assunte, esclusivamente, per favorite interessi di pochi e di politici che, certamente, non possono ritenersi veramente tali

DENUNCIANO

II tentativo evidente di spartizione partitica e parziale delle strutture sanitarie, senza la tutela della efficienza e adeguatezza del servizio e stravolgendo la normativa in termini di produttività, costi e professionalità, creando una situazione di incontrollabilità della spesa e continuando nel percorso di

sprechi e di mancanza di ospedali o centri di eccellenza

RISERVANO

Ogni ulteriore approfondimento e valutazione all’esame degli atti, di cui si e già chiesto l’accesso, chiedendo, comunque, ai destinatari della presente di attivare tutte le indagini ed accertamenti necessari per verificare se, in effetti, l’azione fino ad oggi compiuta possa ritenersi lecita e legittima.

 

Gioia Tauro, 22 agosto 2008

PRIMI FIRMATARI: Ass. “Rete per la Calabria”, Ass. Onlus “Emmaus”, Ass. “Città del Sole”, Ass. “Agorà Calabria”, Movimento “Ammazzateci tutti”, Ass. “Kàiros”, Movimento “Per il bene comune”, Pro Loco di Gioia Tauro, Protezione Civile Gioia Tauro, Ass. “Dopolavoro F.S.” Gioia Tauro, Ass. “Adic” Gioia Tauro, PD Gioia Tauro, Circolo An Gioia Tauro

 

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