L’incontro che imbarazza l’Anm

15 05 2008

Bufera sull’Anm, dopo l’articolo di Travaglio su un incontro avvenuto il 25 ottobre 2006 tra il presidente dell’Anm Simone Luerti e l’imprenditore Antonio Saladino (indagato da De Magistris nell’inchiesta Why Not) alla presenza del ministro Mastella. Luerti si dimette “per senso di responsabilità”. E per l’ex Guardasigilli: “fu un incontro assolutamente innocente”

di Jacopo Matano su “Aprileonliine”

Bufera nella magistratura. Complice anche qui -come vedremo- l’ “effetto Travaglio”, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ha deciso di rassegnare le sue dimissioni per la vicenda legata alle sue presunte “frequentazioni” con Antonio Saladino, l’imprenditore e presidente della Compagnia delle Opere calabrese indagato da De Magistris nell’ambito dell’inchiesta Why Not. Ma vediamo, nel dettaglio, i fatti.

INCONTRI- A lasciare la presidenza dell’Anm, dove sedeva dopo la conferma nel novembre 2007, è Simone Luerti, rappresentante della corrente centrista Unicost. “Il senso di responsabilità verso l’intera magistratura, che mi ha determinato ad accettare a suo tempo il gravoso incarico e il desiderio di assoluta trasparenza – recita la dichiarazione di “commiato”- mi suggeriscono di rassegnare le dimissioni al comitato direttivo centrale al fine di evitare strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all’indipendenza delle scelte dell’Anm”. Luerti, che ha all’attivo una recente esperienza da gip a Milano ma anche un passato nella procura di Catanzaro, è membro di Comunione e Liberazione. Sulle sue frequentazioni, ai tempi di Catanzaro circa dieci anni fa, con l’imprenditore e presidente della Compagnia delle Opere calabrese Antonio Saladino – indicato da De Magistris nell’inchiesta Why Not come il vertice di affari illeciti e fondi europei “distratti”- il diretto interessato aveva sempre minimizzato, riferendo che non si sentivano da tempo. Circostanze, comunque, che all’interno dell’Anm, ed in particolare di Magistratura Democratica e Movimento per la giustizia, avevano da mesi aperto un dibattito interno e scatenato diversi malumori, parallelamente ad altri brontolii legati al “voto d’obbedienza” nei confronti del gruppo dei Memores Domini di Comunione e Liberazione di cui Luerti fa parte, per molti incompatibile con una carica pubblica che necessita la massima indipendenza e che fa voto soltanto alla Costituzione. Ciononostante, tutte le correnti della magistratura associata hanno sempre dimostrato una posizione di amicizia e difesa, anche per non frammentare l’unità del terzo potere nei confronti dell’avvicinarsi di una nuova stagione politica e del cambio al vertice di Via Arenula.

L’AGENDA DI SALADINO – Ma poi, una settimana fa, il presidente dell’Anm finisce nell’occhio del ciclone per una notizia svelata dall’Espresso. E’Marco Travaglio a raccontarla: secondo l’agenda di Saladino messa agli atti dell’inchiesta, i due si sarebbero incontrati il 25 ottobre 2006 al ministero della Giustizia in via Arenula. Seduti al tavolo insieme a Luerti e Saladino, stando alle carte di Why Not c’erano anche Ferlini (numero due della Compagnia delle Opere) e il padrone di casa: l’allora ministro della giustizia Clemente Mastella. Letta la notizia, i malumori e i borbottii all’interno dell’Anm si trasformano in “sconcerto”, come rivelano i magistrati. Scoppia il “caso Luerti”, e al magistrato si presenta una doppia opzione: smentire l’incontro o dimettersi. Ma l’incontro c’è stato.

Il rendez-vous con Saladino, per Luerti, fu “un fatto occasionale avvenuto in tempi non sospetti”. Lo stesso ricordo che resta nella memoria dell’ex Guardasigilli: “Io quasi non me lo ricordo nemmeno”, dichiara in serata Mastella, “comunque non fu nulla di particolare. Era mio compito di ministro parlare con i magistrati”. E Saladino? “Fu del tutto casuale, non accadde nulla di importante. Fu un incontro assolutamente innocente”. Eppure pesa, su questo semplice incontro con il ministro e con l’imprenditore indagato, il fattore De Magistris. Se diamo per certo che nei confronti del pm catanzarese non ci fu preclusione da parte della magistratura e se è vero che il giudizio sulla non correttezza del suo lavoro fu condiviso da tutti (e continuano a confermarlo anche le correnti dell’ “opposizione”), resta il fatto che i silenzi, quando non gli “affondi” nei confronti del pm destituito partivano da un’Anm guidata da chi aveva incontrato, il 25 ottobre 2006, l’imprenditore poi oggetto dell’indagine. Una circostanza, questa, destinata a riaprire qualche sospetto.

(fonte: http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=7695)

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: