L’esercito di don Ciotti “La mafia non passerà”

16 03 2008

I centomila di don Ciotti. Vendola: scusate per i cannoli. Successo oltre ogni previsione della manifestazione in ricordo delle vittime della criminalità organizzata

di Raffaele Lorusso

La delegazione di

Il rosario dell´antimafia è un lunghissimo elenco di nomi. Vittime innocenti di una guerra non convenzionale, ma ugualmente sanguinosa. Il loro ricordo, scandito dagli altoparlanti che li citano uno per uno (sono in tutto 705), è la colonna sonora della Giornata della memoria e dell´impegno, promossa da Libera, la rete di associazioni antimafia fondata da don Luigi Ciotti, e Avviso pubblico. Le attese della vigilia non vanno deluse. Sul nuovo Parco della legalità, i sette ettari di verde che hanno visto la luce dopo la demolizione dell´ecomostro di Punta Perotti, ci sono decine di migliaia di persone. Una moltitudine variegata e colorata giunta da ogni parte d´Italia per dire che contro la mafia e contro l´illegalità si puo, si deve combattere. Il presidente della Regione, Nichi Vendola, che quand´era al vertice della commissione parlamentare antimafia fu in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata, ha la voce rotta dal pianto. «Dobbiamo chiedervi perdono – dice dal palco – per lo spettacolo indegno di complicità e protezioni, vi voglio chiedere scusa a nome di coloro che per una manciata di voti hanno costruito una rete di connivenze, scusa per coloro che dopo una condanna hanno festeggiato con i cannoli».

Gli organizzatori parlano di centomila persone: 70mila arrivate da fuori, anche da altri Paesi europei, e 30mila pugliesi. Quello che conta davvero, però, è il clima. Fra la folla del corteo, fra le bandiere delle associazioni e gli striscioni delle scuole, si moltiplicano sorrisi che esprimono voglia di futuro. Ad aprire il corteo ci sono i familiari delle vittime, circa 400 persone, che hanno saputo trasformare il dolore in speranza e impegno. Don Luigi Ciotti, dominus della manifestazione, dice che quel posto spetta a loro di diritto. «Vi accogliamo con tutto l´amore e la fratellanza di cui la nostra città è capace – annuncia il sindaco Michele Emiliano – Siete venuti da tante parti d´Italia in treno, in autobus, in aereo, in auto. Partiamo oggi da Bari verso un futuro importante che cambierà l´Italia». Emiliano sfila in mezzo alla gente, stringendo mani, regalando sorrisi e posando per le foto ricordo. Il sindaco è soddisfatto. «Oggi, anzi a partire da ieri – dice – un´energia che è sicuramente partita dal martirio delle vittime, si è abbattuta sulla città, che ha sempre avuto paura di guardare in faccia alle cose belle. Spesso abbiamo utilizzato il cinismo come arma di difesa. Oggi i baresi abbassano le difese e si aprono all´antimafia sociale. Finalmente l´ingenuità sta soppiantando le barriere che ci sono fra noi. Stiamo riprendendo ad essere ottimisti attraverso l´ingenuità».

Fra la folla ci sono ci sono anche il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, e tanti altri rappresentanti del mondo politico. Dal presidente della Camera Fausto Bertinotti al vicepremier Massimo D´Alema; dal ministro dell´Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, al presidente della commissione parlamentare, Francesco Forgione. Ma per un giorno la politica rimane in secondo piano. Oggi è la giornata della gente.

(fonte: http://bari.repubblica.it/dettaglio/Mafia-lo-schiaffo-di-Bari-centomila-persone-in-marcia/1434363?ref=rephp)

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