Candidature PD: è proprio vero che la strada della bocca la vedono pure i ciechi! Ma ormai è troppo tardi…

26 02 2008

Ci verrebbe da ridere, se non fossimo davanti all’ennesimo dramma calabrese: di fronte alla porta chiusa, anzi sbarrata, di possibili candidature “giovani” nel Pd di Veltroni, come in altre regioni “normali”, candidature che certamente hanno fatto sognare qualche giovin rampollo – e forse qualche palpitante mammà e papà – della Casta Ds calabrese, adesso leggiamo della “fronda” ribelle nella Sinistra Giovanile regionale, infiammata dalla mancanza di cambiamento nel Pd della nostra regione.
Strano che questi “giovani” non si siano accorti della democrazia-farsa nei Ds calabresi quando alcuni di loro entravano, per la porta di servizio, nella Segreteria del Presidente del Consiglio Regionale Peppe Bova, o venivano cooptati in fantomatiche Commissioni per la legalità del Ministero della Pubblica Istruzione…
Per quanto mi riguarda ben vi sta: vi siete comportati da servi accondiscendenti prima, avendo persino l’impudenza di attaccare “a comando” dalle colonne dei giornali qualche giovane che lottava anche per la vostra liberazione dalla schiavitù delle segreterie politiche, e adesso tenetevi la vostra livrea!
Tanto per fare un esempio, quando il Quotidiano della Calabria ha lanciato il suo sondaggio on line “Il Veltroni Calabrese” (sì, proprio quello dove svettava primo fra i non-castaioli il giovane Aldo Pecora di “Ammazzateci tutti”) perchè non avete dato un segnale forte di libertà e di visione strategica della politica lanciando uno di voi, ed invece vi siete accodati come un gregge a votare Guccione?
Fa benissimo la vostra Casta regionale dei Bova, degli Adamo e dei Giuccione a trattarvi da servi sciocchi ed inutili, perchè questo vi siete meritati. 
Chi non rispetta se stesso e la propria dignità per primo, poi non si aspetti che lo rispettino gli altri. GP

Giovani insorgono: Pd calabrese non è quello di Veltroni
di Salvatore Muoio su “Il Quotidiano della Calabria”

COSENZA – «Leggiamo in alcune scelte una negligenza che, anziché tradurre in pratica, anche qui in Calabria, il grande
movimento di cambiamento e di novità che è in Italia il PD, intrappola i militanti nelle sabbie mobili di un vecchio modo di
fare politica e di intendere la democrazia”. Questa volta la bordata che arriva dal Comitato Politico Provinciale della Sinistra Giovanile appare schietta e inequivocabile. Da mesi i giovani dei Ds esprimono perplessità sul metodo utilizzato per le individuazione delle candidature alle “primarie” prima e per le nomine dell’esecutivo del partito Democratico dopo.
Qualche settimana addietro una delegazione è stata anche ricevuta dal segretario regionale Marco Minniti, proprio per discutere sui percorsi organizzativi da seguire per arrivare ad una maggiore presenza dei giovani all’interno della classe dirigente del partito. Le imminenti candidature ai due rami del parlamento, ora, sembrano far riacutizzare un malumore che non si intende più celare. «In tutto il Paese, discontinuità con il passato, svolta generazionale, cambiamento, modernità ed originalità di proposta – si è detto durante i lavori del Comitato sono i punti di forza con cui il Pd si sta caratterizzando.
Ma, detto questo non possiamo che, ancora una volta, prendere atto della distanza abissale che c’è tra il Pd che con coraggio e passione il segretario nazionale Walter Veltroni sta costruendo ed il Pd Calabrese. La nostra regione, che non vive certo uno dei suoi momenti migliori in termini di credibilità della classe politica, doveva essere la terra da cui far partire una politica “nuova”, dove la svolta generazionale doveva rappresentare il momento del riscatto. Ed invece paga ancora un immeritato dazio. Il Pd calabrese è quello che ha investito meno di tutti in termini di novità politica alle primarie d’ottobre, manifestando poca sensibilità nei confronti delle nuove generazioni. Segnali incoraggianti non ce ne sono stati nemmeno quando sono stati decisi gli organismi provinciali, alcuni nemmeno dotati di esecutivo. Delusione viene espressa anche per le “primariet – te” «presentate come una grande operazione di democrazia, altro non sarà che la consultazione degli eletti alle costituenti nazionali e regionali (“nomi – nati” in liste “bloccate” e con il compito di costituire il Pd in termini statutari e
regolamentari, e non di scegliere i candidati, con modalità, tra l’altro, altamente contestabili».

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