Il punto di vista di Crif sulla vicenda segnalata dal nostro lettore

21 02 2008

Riceviamo dal sig. Maurizio Liuti, CRIF – Communication, PR & Corporate Relations Manager, la seguente replica che pubblichiamo integralmente e senza commento alcuno da parte nostra, come nostro costume quando trattiamo argomenti oggetto di dibattito da parte dei nostri lettori.
L’unica osservazione che ci permettiamo di fare, senza alcuna acrimonia, al sig. Liuti è in merito alla sua richiesta perentoria di cancellare il titolo dell’opinione del nostro precedente lettore, per chè da lui ritenuto “gravemente diffamatorio” (il titolo era “Milioni di italiani vittime della Crif”): il titolo dell’opinione del lettore è solo una sua libera espressione del suo libero pensiero, un valore sancito e tutelato persino dall’art. 21 della Costituzione Italiana. Non ci sembra che sia stato usata alcuna aggettivazione offensiva o volgare o recante pregiudizio per la Sua azienda, e quindi ci permettiamo di opporle un cortese rifiuto a tutela del valore superiore dell’espressione del libero pensiero. Naturalmente, contestualmente, Le mettiamo a disposizione il nostro spazio web d’informazione sociale per farLe esprimere, come sta facendo, in assoluta libertà e con pari evidenza il punto di vista della Sua azienda, con il titolo che Lei stesso ha dato alla Sua replica e senza alcun commento da parte nostra.
Quando si tratta di porre all’attenzione dei nostri lettori tematiche che non sono state da noi promosse, la nostra linea editoriale si adegua fedelmente alla celebre espressione di Federico Fellini “Non voglio dimostrare nulla. Voglio solo mostrare”.
Le opinioni se le faranno i lettori, stia tranquillo.

Un’ultima annotazione per la richiesta di rimozione dei loghi aziendali di Crif ed Eurisc: potremmo tranquillamente risponderLe che ormai la giurisprudenza in tema è più che consolidata nel considerare di pubblico dominio su internet tutti i simboli ed i loghi che si trovano sul web, salvo che per il divieto assoluto di farne utilizzo commerciale o pregiudizievole per le aziende titolari degli stessi, siano essi marchi registrati o meno. Prova ne sia che il Vostro logo è presente liberamente in centinaia di siti internet (anche commerciali) che francamente faremmo fatica a credere siano tutti autorizzati a farlo.
Ma non vogliamo neanche apparire, oltre che non essere, pregiudizialmente ostili nei Vostri confronti: se proprio ritenete che il semplice riportare i Vostri loghi commerciali ed aziendali in un articolo che parla delle Vostre aziende sia da considerarsi un loro utilizzo abusivo (e prima di risponderci Vi invitiamo ad aprire un qualsiasi sito web d’informazione o un qualsiasi giornale) non avete che da avere la cortesia di reiterarci la richiesta e noi ottempereremo in nome del diritto di ognuno di pretendere il diritto di concedere a chi gli aggrada le proprie insegne, anche senza una logica razionale.
Quella è comunque “roba vostra”, e tale la vogliamo considerare anche noi, ed anche contro i nostri stessi diritti di cronaca.
Restiamo a Vostra disposizione. Giovanni Pecora

Gentilissimo Signor Pecora, ho letto con grande stupore e rammarico l’articolo “Milioni di italiani vittima della CRIF” pubblicato sul sito www.reteperlacalabria.it, da lei diretto, alla pagina http://www.perlacalabria.it/2008/02/17/milioni-di-italiani-vittime-della-crif-niente-mutuo-o-prestito-per-il-ritardato-pagamento-di-soli-due-bollettini-di-pochi-euro/ 

Non entrando nel merito dei convincimenti personali della persona che ha scritto l’articolo relativamente al codice di deontologia che regolamenta il settore dei Sistemi di Informazioni Creditizie, trovo però quanto meno diffamante il titolo in cui si attribuisce a CRIF la responsabilità per il mancato accesso al credito anche a fronte di minime insolvenze. A maggior ragione per il fatto che nessuno della sua redazione si sia sentito in dovere di approfondire il funzionamento dei SIC, nonché il ruolo di CRIF, in un ambito che per valenze sociali ed economiche meriterebbe quanto meno una corretta informazione ai cittadini.   Innanzi tutto, i Sistemi che contengono informazioni sia “positive” sia “negative” (come, appunto, quello gestito da CRIF) non sono finalizzati all’esclusione dal circuito del credito ma, al contrario, consentono alla maggioranza dei cittadini di qualificarsi agevolmente di fronte agli enti finanziatori al momento in cui richiedono credito senza dover necessariamente offrire delle garanzie reali o di terze persone per ottenere il credito stesso (caso tipico dei cosiddetti crediti al consumo). In assenza di tale “referenza”, l’unica forma di tutela che una banca o una società finanziaria avrebbe a disposizione, a fronte della concessione del credito, sarebbe l’ipoteca sulla casa, il pegno su un bene o la garanzia prestata da terzi. Oggi il censimento nei SIC permette al 95% dei soggetti censiti di ottenere credito in tempi più rapidi e a condizioni più vantaggiose, mentre tutela il 5% dei consumatori dal rischio di una eccessiva esposizione creditizia. 

Il presupposto per cui i dati di un consumatore che ottiene credito siano trasmessi ad un SIC non infatti è la presenza di incidenti di pagamento ma il fatto che sia stato semplicemente erogato credito e il consumatore abbia fornito il proprio formale consenso affinché l’ente finanziatore trasmetta tali dati ai SIC. È facile quindi comprendere la ragione per cui nell’archivio di CRIF siano censiti prevalentemente crediti il cui andamento di rimborso è regolare (il 95% dei casi) e, nel caso di informazioni negative, crediti per i quali si rilevano dei ritardi di pagamento di almeno 2 rate o 2 mesi. Inoltre, è assolutamente indispensabile sottolineare come ciascun ente finanziatore operi autonomamente le valutazioni sull’erogazione di un finanziamento, sulla base delle proprie politiche di credito e in relazione alla propensione di assumersi e gestire maggior o minor rischio di credito. La storia creditizia del consumatore è solo uno degli elementi presi in considerazione in fase di istruttoria e viene di solito valutata in relazione ad altri elementi quali il reddito, il patrimonio disponibile, ecc. Il ruolo dei sistemi di informazioni creditizie nella fase di istruttoria di un credito è, quindi, quello di rendere trasparente il rapporto tra ente finanziatore e richiedente credito. Il SIC, pertanto, fornisce al consumatore una risorsa essenziale (soprattutto grazie alle informazioni positive) per “referenziarsi” e accedere così al credito più velocemente e senza garanzie, e all’ente finanziatore un contributo fondamentale per avere un quadro oggettivo della storia creditizia del richiedente perché gestisce in maniera neutrale, come terza parte indipendente, informazioni positive (crediti rimborsati regolarmente) e negative (eventuali ritardi di pagamento non isolati e lievi). 

Grazie a queste informazioni di dettaglio l’ente finanziatore può misurare in maniera più puntuale il rischio di credito del singolo richiedente distinguendo non solo tra consumatori rischiosi e non rischiosi ma graduando anche il giudizio sui consumatori rischiosi. Non vi sono per altro evidenze del fatto che la presenza di ritardi di pagamento lievi nella storia creditizia di un consumatore abbiano come effetto automatico il razionamento del credito allo stesso da parte della generalità degli enti finanziatori. A titolo informativo, per lei e i suoi lettori, sento inoltre il dovere di segnalare come molte istituzioni di microcredito a livello internazionale ed organismi come la World Bank sostengano da tempo l’insostituibile ruolo dei sistemi di informazioni creditizie per agevolare l’accesso al credito, specie per i soggetti meno abbienti che possono solamente far valere la propria affidabilità. 

Alla luce di questo le chiedo di rimuovere il titolo gravemente diffamatorio nei confronti dell’Azienda nonché i loghi di CRIF ed Eurisc indebitamente utilizzati a corredo dell’articolo.  A beneficio dei suoi lettori mi metto piuttosto a sua completa disposizione per fornirle tutte le informazioni e la documentazione dalla letteratura internazionale sul ruolo e i meccanismi di funzionamento dei SIC.  In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti  

 

Maurizio Liuti
CRIF – Communication, PR & Corporate Relations Manager

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