Cos’altro deve succedere in Calabria?

17 02 2008

Il governo Prodi cade perché la vittoria del 2006 era stata sul filo di lana. La giunta Regionale Calabrese ha attraversato ben quattro crisi con rispettivi rimpasti, pur avendo vinto le elezioni quasi in modo bulgaro con oltre il 65%. Due esperienze diametralmente opposte, accomunate dalle stesse crisi. Io penso che il problema non sta nei numeri, bensì nella qualità della classe politica

di Fausto Pettinato (*)
da “Aprile on line”

Basta, basta, basta. siamo stufi e nauseati.
Cos’altro deve succedere in questo consiglio regionale Calabrese? Cos’altro si aspetta? E poi ci lamentiamo e facciamo tutte le analisi del mondo, perché i cittadini sono sfiduciati!
E come potrebbe essere diversamente, se questo è il panorama?
Almeno su questo ha ragione il Presidente del consiglio regionale Peppe Bova, “se non ci sono le condizioni per andare avanti, bisogna dire ai Calabresi che questa esperienza pesante e dolorosa, è qualcosa di più che sfortunata”.
A cominciare dall’uccisione del vice Presidente regionale Fortugno, in questo consiglio è successo di tutto. Arresti, indagati, processati, rinviati a giudizio, e chi più ne ha ne metta. Conoscendo bene l’integrità morale del Presidente Bova, prima di esprimersi con quelle due righe, so bene quanto le avrà pesate e riflettute.
Il governo Prodi cade perché la vittoria del 2006 era stata sul filo di lana. La giunta Regionale Calabrese ha attraversato ben quattro crisi con rispettivi rimpasti, pur avendo vinto le elezioni quasi in modo bulgaro con oltre il 65%. Due esperienze diametralmente opposte, accomunate dalle stesse crisi. Io penso che il problema non sta nei numeri, bensì nella qualità della classe politica. Una qualità che dai primi anni novanta, è andata scemando sempre di più, fino al panorama attuale. Si è voluto a tutti i costi procedere e pensare di arrivare in Italia ad un sistema maggioritario che di maggioritario non ha mai avuto niente. Riforme elettorali in una direzione, e sistema istituzionale in un’altra.
Basta andare a rileggersi il libro del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uscito nel 1995, dal titolo “Dove va la Repubblica” una transizione incompiuta. Si è persino fatto credere, ai più sprovveduti, che si eleggesse il Premier, mentre il nostro è un sistema parlamentare, nel senso che noi votiamo solo Deputati e Senatori. L’incarico per formare il governo, è una prerogativa del Capo dello Stato, e io aggiungo, per fortuna!
Insomma una confusione ignobile e forse costruita ad arte. Così come si è proceduto a formare coalizioni dall’una e dall’altra parte di 15-20 partiti partitini e liste collegate dello 0,5%, come dire che un partitino o una lista con circa 300.000 voti in Italia, siede in parlamento e determina. Anche perché, bisogna dirlo, si è prodotta una legge che eroga il contributo elettorale per cinque anni anche a questi partitini, indipendentemente se la legislatura si interrompe prima. Si sono svuotati i partiti dalla partecipazione e confronto, e si è proceduto ai partiti dei leader personalizzati con tanto di brand sul simbolo. E’ questo il male maggiore. Senza partecipazione, senza confronto e senza massa critica, avete ucciso la democrazia. E non c’è possibilità di appello su questo, la responsabilità è Vostra ed è pesante. Si è inseguito a tutti i costi Berlusconi, Presidente – Padrone.

Quello che più temeva Berlusconi, era la macchina potente dell’organizzazione dell’ex PCI. E D’Alema ha pensato bene ad inventarsi il famoso partito leggero, con la famosa cosa 2 di Firenze. Tradotto: bisognava fare in modo che si auto escludessero tutta quella massa di popolo che partecipava alla vita politica, e che evidentemente usava la propria testa! Tanti come me in Italia e in Calabria, sono fuori dalla vita politica attiva, per mancanza di spazi democratici e di confronto, ma anche perché come dicevo, questo processo è stato costruito ad arte. Ma nessuno si illuda di pensare che abbiamo deposto la testa sul comodino, anzi!. Errori storici si pagano in tempi storici, affermava E. Berlinguer. E mio Padre mi ripeteva sempre che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Avevi ragione Papà. D’Alema farebbe bene a trasferirsi nei Balcani, Veltroni a farsi ospitare da Barack in America, e Berlusconi dove lo mandiamo? Bè in fondo lui è solo uno schowmen! E’ capace di affermare tutto e il contrario di tutto in pochi secondi. E in un’Italia del grande fratello, evidentemente ci può stare.
Il problema siamo noi cittadini, che evidentemente quando andiamo a votare lasciamo la testa a casa. E poi questi restano sempre a galla. Vi ricordate l’ex Presidente della Calabria Chiaravalloti? Per premio di aver mal governato, oggi è vice presidente dell’Autority sulla privacy. Ci scommettete che Doris Lo Moro per aver svolto male il ruolo di assessore regionale alla sanità in Calabria, sarà eletta in parlamento? Volete vedere che Il presidente della giunta Calabrese Loiero si candiderà anch’esso al parlamento? Di questi esempi nei potrei citare all’infinito.
Anzi mi correggo, saranno nominati, si perché noi cittadini , non abbiamo la possibilità di esprimere la preferenza a questo o quel candidato, perché vige la legge elettorale del porcellum. E questo è l’esempio più ignobile di quello che si è prodotto in Italia in questi anni. Hanno azzerato lo spazio democratico di poter scegliere ed è avvenuto senza avversità alcuna ne dentro ne fuori da parlamento. Così come in Calabria è stata approvata all’unanimità la riforma dello statuto che ha aumentato da 40 a 50 il numero dei consiglieri regionali. Come se in rapporto ai residenti, vi fosse stata un’impennata di crescita della popolazione del 25%, quando invece sappiamo che siamo a crescita zero o giù di li. Però con questo scherzetto si sono aumentati i costi della politica di circa 4 milioni di euro all’anno.

Ma se tutto questo succede, evidentemente la responsabilità è anche nostra come cittadini. Qualcuno dovrebbe ricordare all’On. Loiero, delle promesse fatte in campagna elettorale nel 2005: “La Calabria bisogna rivoltarla come un calzino”. Onorevole Loiero, scommetto che Lei va in giro a piedi nudi…. e non sa come è fatto un calzino!
E noi Calabresi, ancora ci comportiamo come gnomi…. Se questo è il panorama; mafia, corruzione, tangenti, arresti, indagati, mal costume, malaffare, morti ammazzati, morti sul lavoro, lavoro nero, precariato, frode allo stato, evasione, illegalità, costi della politica, sfruttamento, inadempienza, politici che fanno i magistrati, magistrati che fanno i politici, e via di questo passo, un’altra domanda da farsi è: Il sindacato dov’è? In altri tempi e per molto ma molto meno, avremmo protestato a questo stato di cose, con decine e decine di scioperi generali!

Cari giovani Calabresi, pur solidarizzando e condividendo le vostre sofferenze, se non alzate la testa a scendere in campo in prima persona per spazzare via questa classe politica, sarà molto dura arrestare questa deriva, e i prezzi maggiori purtroppo cadranno su di Voi.
(*) ex Delegato Fiom-Cgil

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