Why not, intrecci finanziari e false consulenze

9 02 2008

da “La Provincia cosentina”

I magistrati ritengono che le retribuzioni venivano fatte a società create appositamente per veicolare i soldi
Tra alcune consulenze fittizie e la vendita di un programma informatico che, secondo la Procura Generale di Catanzaro, avveniva il passaggio di denaro tra alcuni degli indagati dell’inchiesta Why Not nella quale sono coinvolti una quarantina di persone tra cui il presidente del consiglio, Romano Prodi, l’ex ministro della giustizia, Clemente Mastella, e da ieri anche il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. Nelle perquisizioni compiute in 14 società, la gran parte delle quali riconducibili ad uno dei principali indagati, Antonio Saladino, i carabinieri hanno acquisito una serie di documenti contabili che ora vengono analizzati per trovare i riscontri alle ipotesi accusatorie. In particolare i magistrati della Procura generale vogliono dimostrare che alcune società erano create appositamente per drenare i fondi pubblici e gli inquirenti citano anche la frase dell’ex dirigente degli affari internazionali della Regione Calabria, Francesco De Grano che spiegava «questa fondazione ci serve per veicolare fondi».

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