Domenico Crea vanta il suo “sistema”: “Il più fesso dei miei è miliardario”

28 01 2008

Il consigliere regionale coinvolto nell’inchiesta sulla sanità calabrese parla con uno dei suoi collaboratori: conversazione intercettata nell’agosto scorso
REGGIO CALABRIA – Prima conversazione. “Mentre in alcune cose, il settore è circoscritto e si possono… Qua è una regione che parte da Cosenza a Reggio Calabria; chi c… sa l’intervento che ha fatto qua o l’intervento che hai fatto ad Amantea o quello che puoi fare a Reggio Calabria? Nessuno. Nessuno è all’altezza … Te capì? O non te capì?”. A parlare è il consigliere regionale calabrese Domenico Crea, arrestato nell’ambito dell’operazione “Onorata Sanità”, in un colloquio con il suo collaboratore Antonio Iacopino intercettato dagli investigatori il 3 agosto 2007.
“Un faccendiere come a quello, come a Enzo – aggiunge Crea – in un mestiere come questo, lo sai che faceva? Rendeva il 100%. Senti quello che ti dice Mimmo; e non l’ha mai capito, si sentono intelligenti, ma a me mi possono tenere le p…., la gente. A me la gente, quelli che si sentono intelligenti, mi possono tenere le p…, se mi seguono…
E lo sai quando … che mi servivano lo sai come, alla perfezione… cioè alla perfezione e non… non si muovevano di una virgola… ed io sfondavo. Non mi tradivano e lavoravano, non so se sono… Ti parlo del ’95, ’96, quando io ero un Dio che dopo ti fanno la corte pure quelli che hai intorno. Non quando sei solo”.
“All’epoca – prosegue Crea – le mie tre braccia erano Pino, Bruno e il mongolo di Sandro, di mar…(abbassa il tono della voce e tronca la parola, ndr).
Mi hai capito? e sono tutti miliardari… Il più fesso di loro è miliardario… e ti ho detto tutto… Però, fino ad un certo punto si sono comportati bene… I primi due non posso dire nulla fin quando sono stati con me… non so… per i primi cinque anni… E tutti dicevano ‘Crea è granitico’, che ha i dirigenti suoi. Nessuno sa quello che fa lui. Non lo tradiscono … Tutti, assessori, presidenti, tutti mi si corrompono, che mi domandarono … A tutti quanti … non solo con… che qua siamo a livelli alti e chi è… e chi è intelligente e chi è che sa fare il mestiere suo, ma vedi che spacca”. Uno dei bracci di cui parla Crea, secondo l’accusa, è Alessandro Marcianò, con il figlio Giuseppe presunto mandante dell’omicidio Fortugno.
Seconda conversazione. “Duemila miliardi … me li gestivo io per i c… miei … Allora perché vi dico ragionate con le teste e non fate gli storti … perché ce ne sono certi da noi che sono storti e certi che sono intelligenti, mi hai capito? Che non sanno neanche che vuol dire … perché soffro quando penso … per una cazzata”. Così Crea si rivolge a Iacopino mentre si trovano in auto insieme. Un colloquio registrato dagli investigatori.
“Ma no con uno stipendio – aggiunge Crea – che c… te ne fotte dello stipendio. Cioè, ma quando hai me cretino tu che puoi fare? Ti prendi i 10 mila euro di consigliere? e che c… sono?”.
“Quando io a quello storto di Battaglia – dice ancora Crea – gli ho detto viene e fammi il direttore generale .. che gli volevo dire? Quanti ne abbiamo 3.000 miliardi 4.000 miliardi .. ci sei pure tu”.

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