Ci sarebbe da ridere…

19 01 2008

(Piccolo sfogo pensato in napoletano, anche se sono calabrese; se volete, provate a leggerlo con l’accento partenopeo, che verrà meglio, tranne che naturalmente per le parole di Prodi che dovrebbero suonare con lo “sci-sci” bolognese)

Siamo ancora in democrazia? Esiste ancora la libertà di pensiero in Italia? Si?
E allora sapete che cosa penso di questa storia della punizione di De Magistris, penso che il giovane magistrato non si sarebbe salvato neanche se fosse sceso dal cielo l’Arcangelo Gabriele a testimoniare in suo favore su mandato del Padreterno in persona.
Sapete perchè?
Perchè siccome Mastella ha mandato l’ambasciata a Prodi che lunedì ha da cadere il Governo, perchè come si dice dalle sue parti “muore Clemente con tutti i filistei“, allora Prodi ha telefonato a Mancino.


Corte Suprema di Cassazione – Roma, 26 gennaio 2007
Il Ministro Mastella, il vice presidente del CSM Nicola Mancino e il Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi ascoltano la relazione di Mario Delli Priscoli, Procuratore Generale della Corte di Cassazione
.
(Fotografia © Agostino e Daniele Scudieri) 

RP – “Pronto Manzino?”
NM – “Manzino? Chi cazz’è che tiene voglia ‘e sfruculiamme? Casini guarda ca se sì tu stavote m’ ‘ncazzo ‘o veramente!”
RP – “Ma quale Casini, Nicola… Non mi riconosci…mrrrrrr… brrrrr…sono Romano!”
NM – “Ah, Roma’, sì tu? Scusa, ma prima non avevo riconosciuto i gargarismi…dimmi”
RP – “Senti un po’ Nicola, ho un grosso problema che solo tu mi potresti, come dire…brrrrr…mrrrr…risolvere”
NM – “Diimi Roma’, se posso lo sai che sono… come si dice dalle mie parti… a tua completa disposizione. Dimmi, che t’hanno rubato ‘o stereo rint’a machina? T’hanno insidiato ‘a filippina? Te serve na’ bella stecca ‘e Marlboro Lait?”
RP – “No…no Nicola…mrrrr…brrr…veramente è qualcosa di molto più importante. Nicola, mo guarda che ho un problema con Mastella, che è incazzato come un zinghiale (ops! scusa Nicola, non mi riferivo mica a te…)
NM – “E io che pozz’ fa’? Mica posso mandargli a calmarlo gli amici degli amici, che quelli dopo la storia dell’indulto lo venerano comm’a San Gennaro…”
RP – “Ma no…brrrr…mrrrr… ma che dizi… Io per calmarlo voglio fargli un grande regalo. Ma cosa regalargli, sciòrbole? Il ministero gliel’avevo già regalato… anche se ora l’ha dovuto lasciare di corsa (povero Clemente, pensa che ha passato la notte in bianco…brrrr…mrrrr…. dopo la telefonata che l’avvisava che l’indomani gli avrebbero arrestato tutta l’Udeùr e Signora… figurati che verso le quattro, socc’ma,  s’è preso carta e penna e si è messo a scrivere il suo discorso di dimissioni…mrrrr…brrr…. poi certo che ha perso la cognizione del tempo e l’ha pronunciato prima che uffizialmente avesse avuto la notizia degli arresti…). La Campania gliel’avevo già regalata, compresa quella bella poltrona di vera pelle alta alta per la signora Sandrina… E allora (mrrrr…brrrr…) mi sono domandato: “Cus’ lè che gli potrei regalare in questo uikkend per rabbonirlo un pochettino-ino-ino?”. Ma non mi veniva proprio niente in mente. Allora mi son detto ‘Romano, sciòrbole! Ma chiamalo e chiediglielo, perbacco baccone!’ Così ho preso il zellulare e gli ho telefonato…”

RP – “Pronto Cleme’?”
CM – “Toni’ n’ata vvota tu? Ma nun te bastano i guai che mi hai fatto passare cu’ ‘ste cazz’ e telefunate cu’ st’accent’ e San Marino r’u cazz’?”
RP – “Clemente, ma che dici? mrrrr…brrrr…. Sono Romano, non mi hai riconsciuto?”
CM – “Ah, Roma’ sei tu… Scusa, non avevo riconosciuto i gargarismi… pensavo che fosse n’ata vota nu scassapalle che m’ha fatt’ passa’ nu’ guaie… Dimmi…”
RP – “Senti Clemente…brrrr…mrrrr… siccome voglio dimostrarti tutta la mia disinteressatissima amizizia, desidero farti un regalo che ti addolzisca…diziamo…la bocca da tutte le amarezze di questi giorni”.
CM – “Nooo…Roma’…ma che dici… nun ce sta proprio problema… la tua amicizia è già un grande regalo per me…”
RP – “Scienti un po’…che ne diresti di un bel ministero nuovo nuovo…mrrr….magari di primissima classe, con tante belle nomine da fare, tanti scioldini da zestire… la Difesa, per esempio, eh?”
CM – No Roma’…ma che dici… ti ringrazio del pensiero… ma per adesso coi ministeri ho chiuso. E poi la Difesa… co’ tutt’ chill’ sbirr’ ‘e carabiniere… ‘e surdate, i ggenerali chi scassan’o cazz’ d’a matina a sera… noooo, Roma’…non scherziamo…”
RP – “Allora ti regalo un bella banchetta tutta per te…mrrrr.brrrr… che ne dici? Se vuoi chiamo un attimo Massimino, che di queste cose se ne intende… e in quattr’ e quattr’otto diventi banchiere!”
CM – “Nooo…una banca… ah ah ah!!!… Roma’, ma stai scherzando… Sono più di ternt’anni che conto in politica, e ‘o vo’ sape’ pecchè? Perchè non aggio mai rutt’ ‘o cazz’ ai preti ed ai banchieri, anzi sono stati sempre i miei più fidati alleati. Io restavo al mio posto a fare politica finanziato dai banchieri, i banchieri continuavano a fare soldi fottendo la povera gente, mentre i preti continuavano a darci la loro benedizione – e i loro voti –  dopo aver beccato soldoni dai politici. E il cerchio si chiudeva per bene. Ora mi vuoi rovinare tutto? Tanto valeva che mi proponevi di regalarmi ‘o Vaticano…”.
RP – “mrrrr…brrrr…. socc’ma… non so cosa offrirti di più… mica ti posso regalare la luna…”
CM – “La luna no… però…”
RP – “Socc’ma…. perbaccolina… ma dimmi, dimmi! Allora qualcosa che ti fa ancora gola esiste… Fai conto che sia già tua!”
CM – “Mah… non so… e poi per telefono… ormai ci sentono pure quando siamo al cesso, lo sai…”
RP – “E va bé, ma che sarà mai… posso pure fare ancora un regalo ad un amico a cui voglio un mondo… ma che dico un mondo… un Governo di bene…sarà miaca reato pure questo!”
CM – “Beh… coi tempi che corrono… comunque sono sicuro che le tue sono solo parole…”
RP – “Ma no… ma che dizi… pur di salvarmi la testa… ehm… volevo dire la nostra amizizia…”
CM – “Uhm…la testa… mi hai dato un’idea, ma non posso spiegartela per telefono. Diciamo che, siccome siamo tutti e due cattolici apostolici romani… e tu sei Romano due volte, eh eh, allora ti ricordo un brano del Vangelo di Marco che dice Allora il Re allora le disse: – chiedimi tutto quello che vuoi,  e te lo darò. E giurò:  – anche se chiederai metà del mio regno, io te lo concederò. Costei domandò a sua madre: – che mai chiederò? Sua madre allora le disse: – chiedi la testa di Giovanni il Battista. E allora Erodiade disse ad Erode: – voglio sull’istante un piatto  con su la testa del Battista. – A queste parole il re restò rattristato, ma aveva giurato davanti ai suoi commensali. Quindi  mandò subito una guardia
con l’ordine di portargli la testa di lui. E quegli andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa in un piatto; e la dette
alla fanciulla, e questa la dette a sua madre
‘. E sempre nel Vangelo c’è scritto: ‘Chi ha orecchie per intendere intenda’”.
RP – “Sciòrbole Clemente… ma sei proprio un cattolico fervente! Conosci il Vangelo a memoria!”
CM – “Oh… non è niente… conoscevo uno in Sicilia che aveva trascorso quarant’anni come un eremita, uno molto importante, amico di amici miei e di Totò Cuffaro, che aveva imparato a memoria tutta la Bibbia! Comunque ora devo andare, che sono invitato a colazione da un altro amico molto importante, però non in Sicilia ma in Lombardia… Oggi tocca a te il regalo, lunedì potrebbe toccare a me ricambiarlo. Stammi bbuono, Ero’!”.

RP – “Pronto Nicola…mrrr…brrr… zi sei ancora o ti sei addormentato?”
NM – “Song’ accà, ti ho ascoltato… ma non ho ancora capito io che ci’azzecco…”
RP – “Nooo! Per favore non dire ‘che ci’azzecco’ che mi fai ricordare di un’altra spina nel fianco! Ma per ora lasciamo ad ogni giorno la sua pena e parliamo di Clemente… Allora, io ho rimuzinato le parole sibilline di Clemente, ci ho ragionato su…mrrrr…brrrr… ed alla fine ho risolto l’enigma”
NM – “E quale sarebbe la soluzione? E soprattutto io che ci’azz…ehm… che c’entro?”
RP – “Andiamo Nicola, sei un cattolico-apostolico-romano anche tu, no? Chi era il Battista? Uno che ebbe il coraggio di andare fin sotto le mura del Palazzo del Re per gridare ‘Corrotti! Peccatori! Pentitevi, che la vostra fine è vicina!’…”
NM – “E allora?”
RP – “E allora, Nicola… sveglia! Oggi che giorno è?”
NM – “E’ venerdì 18 gennaio”
RP – “E’ un giorno lavorativo?”
NM – “E certo, oggi abbiamo un caso importantissimo al Csm: dobbiamo decidere sul famoso caso De Magistris, chill’ guaglione che con le sue sfaccimm’ d’indagini senza rispetto ha rutt’ ‘o cazz’ a nu’ sacc’ di amici nostri, politici, generali, magistrati, uomini d’affari… t’ha mmess’ in miezz’ pure a te e pure a Clemente, no?”
RP – “Ecco, appunto, Nicola. Oggi, quando vai al Csm, portati un bel vassoio d’argento…”

GP

P.S.
Naturalmente queste telefonate non sono mai intercettate, e questi colloqui non sono mai avvenuti. Forse.

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