Mafia, Cuffaro condannato a 5 anni

18 01 2008

Processo talpe alla Dda, il presidente della Sicilia riconosciuto colpevole di favoreggiamento ma non di aver avvantaggiato Cosa nostra. Cuffaro: “Resto al mio posto”

da “repubblica.it” 

PALERMO – Il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato condannato a 5 anni nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, ha escluso l’aggravante di aver favorito la mafia. A Cuffaro è stata applicata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici.
Nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia, il presidente della Regione era imputato di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto e per questo i pm avevano chiesto otto anni di reclusione. La corte però, pur riconoscendo una condotta colpevole di favoreggiamento a favore degli altri imputati (alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso), non ha ritenuto dimostrata l’aggravante di aver favorito l’organizzazione criminale e quindi ha abbassato la pena.

Cuffaro, contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli. “Sono confortato, non sono colluso con la mafia e per questo resto presidente della Regione. Da domani torno al lavoro”. Queste le prime parole dell’esponente dell’Udc.

Il presidente della Regione Sicilia ha però anche annunciato che ricorrerà in appello: “Assieme ai miei avocati, lette le motivazioni della sentenza, ricorreremo in appello perché anche questi residui capi d’accusa possano cadere”.

Palazzo Chigi non commenta la sentenza di condanna: le fonti della Presidenza del Consiglio si limitano a ribadire “il pieno rispetto per l’autonomia della magistratura”.

Esprime invece soddisfazione per l’esclusione dell’aggravante del favoreggiamento alla mafia per Cuffaro il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa: “Siamo compiaciuti che già dalla sentenza di primo grado sia stata esclusa ogni forma di collusione del Presidente Cuffaro con la mafia – scrive Cesa in una nota – Nell’esprimere piena solidarietà all’amico Toto sono certo che egli saprà ulteriormente dimostrare nei prossimi gradi di giudizio la sua estraneità ai fatti contestatigli”.

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