ANCORA UNO SFREGIO ALLA CALABRIA ED AI CALABRESI ONESTI. MA STAVOLTA NON E’ LA MAFIA A COMMETTERLO, MA LA COMMISSIONE ANTIMAFIA

15 12 2007

COMUNICATO STAMPA DELLA RETE ANTIMAFIA DELLA CALABRIA

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Nota di aggiornamento: questo comunicato ha suscitato le ire di Enzo Ciconte, che evidentemente non ha colto il grido di dolore di un popolo, l’indignazione di uomini e donne che si sono visti ancora una volta ingiustamente discriminati, e per giunta da una Commissione Parlamentare guidata da un calabrese come Francesco Forgione, coadiuvato come consulente dallo stesso Ciconte.
Ed invece di chiarire, di discutere civilmente, eventualmente di AMMETTERE UN SEMPLICE E BANALE ERRORE, c’è stata la reazione violenta di chi si sente leso in un medioevale principio di “lesa maestà”.
E così ENZO CICONTE MI HA QUERELATO.
Prima mi ha fatto scrivere da un suo legale, INTIMANDOMI DI CANCELLARE QUESTO COMMENTO (cancellare, non correggere, attenzione!), ed alla risposta del mio legale che ero pronto a RETTIFICARE ciò che Ciconte riteneva diffamatorio, se solo me lo avesse indicato dimostrandomi la diffamazione che avrei commesso, MA NON A CANCELLARE TUTTO IL COMMENTO, invece di indicarmi quale fosse la diffamazione LA SUA GARBATA RISPOSTA E’ STATA LA QUERELA.
E non solo: Ciconte non ha perso l’occasione di querelare anche Aldo Pecora, il fondatore del movimento antimafia dei ragazzi di “Ammazzateci tutti”, solo perchè sul sito del movimento i ragazzi avevano ripubblicato il commento e l’appello, in una normale azione di rassegna stampa che trovava spazio in quel sito web sin dalla sua nascita.
Ora immagino che siate curiosi di sapere le motivazioni della querela.
Qualcuno di voi penserà che mi (ci) abbia querelato perchè ho fatto intendere che veniva retribuito senza dare un adeguato corrispettivo per quella lauta retribuzione concessagli da Agazio Loiero.
E INVECE NO.
Allora penserete che si sia offeso perchè l’ho messo dentro ingiustamente nella vicenda della mancata segnalazione delle associazioni antimafia calabresi nel sito della Commissione Parlamentare Antimafia.
E INVECE NO.
E allora perchè mi (ci) ha querelato il sig. Ciconte? Perchè ha messo in atto contro di noi azioni legali che non mi sembra (ma forse potrei sbagliarmi, non so…) abbia MAI posto in essere contro un mafioso, o uno ‘ndranghetista?
Cosa avremo commesso di così grave noi due poveri cristi, padre e figlio, da sempre impegnati nell’antimafia sociale MA SENZA MAI VEDERE – e per la verità senza mai chiedere –  IL BECCO DI UN QUATTRINO per questo nostro impegno?
EBBENE, SONO STATO QUERELATO PERCHE’ IL SIG. ENZO CICONTE SOSTIENE DI AVER PERCEPITO DALLA REGIONE CALABRIA UNA SOMMA INFERIORE AI 75.000 EURO ALL’ANNO CHE IL SOTTOSCRITTO AVEVA IPOTIZZATO – SULLA SCORTA DI UN DECRETO DELLA REGIONE CALABRIA PUBBLICATO SUL B.U.R.C. –  SIA PER LUI CHE PER IL SUO COLLEGA PINO ARLACCHI (che per onor di cronaca non solo non mi ha querelato, ma non ha espresso alcuna doglianza per quanto da me scritto).
Sì. Avete capito bene.
Ciconte ha querelato due persone impegnate nell’antimafia sociale, dei quali uno. Aldo, poco più che VENTENNE, perchè io ho ipotizzato – prendendo i dati da un impegno di spesa della Giunta Regionale che parlava di emolumenti per i due pari a 150.000 euro (PARLO DELLA DECRETO N. 13842 DEL 25 OTTOBRE 2006, dove c’è scritto: “[omissis] Ritenuto, pertanto, di dover impegnare la somma di euro 150.000 per far fronte alle spettanze dovute ai componenti della predetta Consulta nelle persone del Prof. Arlacchi Giuseppe E DEL PROF. CICONTE VINCENZO, oltre ai rimborsi delle spese, se dovuti e documentati, ed agli oneri a carico dell’Ente– che Ciconte ed Arlacchi si dividessero equamente quella retribuzione.
Ciconte sostiene di aver percepito di meno di 75.000 euro, E PER QUESTO CI HA QUERELATI!
E CHE CI VOLEVA, SANTO DIO, A COMUNICARE AL MIO AVVOCATO, CHE VI AVEVA DICHIARATO LA MIA DISPONIBILITA’ AD EMENDARE E CORREGGERE IL COMMENTO SE MI AVESSERO INDICATO UN ERRORE O UN’OFFESA A CICONTE, CHE IL PROBLEMA ERA SOLO IL “QUANTUM”?
Cosa sarebbe cambiato, nello spirito della nostra indignazione, se un Ciconte INERTE davanti allo scempio dell’onorabilità del popolo calabrese nel sito della Commissione Parlamentare Antimafia, anzichè percepire 75.000 euro ne aveva percepiti, che so, 50.000 oppure solo 1 euro?
NULLA!
Ma questo Ciconte lo ha capito bene, e per questo ci ha voluto “regalare” una querela che trova appigli solo in un cavillo, in un numero, NON NELLA SOSTANZA DEI FATTI NARRATI.
E, giusto per non farci mancare nulla, NOI CHE NON PERCEPIAMO UN CENTESIMO PER FARE ANTIMAFIA abbiamo dovuto a causa di questa querela non solo nominare un avvocato difensore (anzi DUE, uno per me ed uno per Aldo), ma abbiamo dovuto farlo A ROMA, perchè il magistrato che ha disposto il nostro rinvio a giudizio ha deciso che, anche se il presunto “reato” è stato commesso su internet, la sede del processo dovesse essere Roma.
Che casualmente è pure il domicilio del sig. Enzo Ciconte, guardate un po’ che fortuna!
E a noi, poveri cristi, tocca giocarci pure la partita fuori casa, fuori dalla Calabria che era l’oggetto del commento incriminato, che era il titolo del blog su cui è stato pubblicato, e dovrebbe essere persino la terra non solo di noi due poveri cristi, ma anche dell’illustre Prof. Ciconte.
Oltre al danno la beffa, dunque.

Ebbene, noi la fiducia nella Giustizia ce l’abbiamo nel DNA, altrimenti non avremmo scelto, padre e figlio, di fare ciò che facciamo.
E di farlo GRATIS.
Sono sicuro che a Roma ci sarà un giudice che comprenderà benissimo di cosa stiamo parlando, e di quanto PRETESTUOSA sia questa querela.
E quando ci assolverà, PERCHE’ MAI MI E’ PASSATO NELLA TESTA DI VOLER OFFENDERE CHICCHESSIA, tanto meno che dovrebbe militare nella nostra stessa squadra, ed avremo risolto questo problema,  ci rimarrà l’amarezza di aver conosciuto una persona evidentemente in cattiva fede.
Una grande delusione, ma che faremo in modo di dimenticare presto.

Giovanni Pecora

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COMUNICATO STAMPA DELLA RETE ANTIMAFIA DELLA CALABRIA

Il calabrese presidente della Commissione Antimafia, Francesco Forgione15 dicembre 2007 – Amarezza, incredulità, indignazione: questi i sentimenti espressi da migliaia e migliaia di calabresi che quotidianamente, organizzati in movimenti, associazioni, fondazioni, cooperative o come singoli cittadini nel venire a conoscenza del fatto che la Commissione Parlamentare Antimafia, nel commissionare la realizzazione di un sito internet denominato “Sportello scuola e università”, una sorta di strumento di conoscenza e di rapporto tra i giovani di tutto il mondo e l’universo antimafia italiano, ha completamente omesso di citare nei riferimenti consigliati per gli ulteriori approfondimenti e contatti un qualsiasi movimento, associazione, fondazione, cooperativa sociale residente ed operante in Calabria. Per cui se un giovane studente o universitario di qualsiasi parte d’Italia o del mondo volesse, ad esempio, approfondire una tesi o una ricerca sulla lotta ed il contrasto alla ‘ndrangheta potrebbe rivolgersi al massimo ad associazioni o enti siciliani o campani, ricevendone come immediato messaggio che evidentemente in Calabria esistono solo i mafiosi ed una paio di milioni di calabresi indifferenti al fenomeno, se non addirittura collusi. Ma per fortuna, paradossalmente, non sarà certamente così perché nessuna omertà istituzionale in malafede o, nella migliore delle ipotesi, nessuna incapacità professionale ed intellettuale in buona fede, potranno oscurare l’enorme e meraviglioso lavoro quotidiano che in Calabria svolgono decine di migliaia di volontari sociali che nelle scuole facendo testimonianza di educazione alla legalità, nei posti di lavoro con la lotta alla corruzione ed al lassismo, nell’economia con la creazione di migliaia di posti di lavoro da parte delle cooperative sociali e nell’utilizzo dei beni confiscati alla mafia, nel commercio con le associazioni antiracket, nella cultura della legalità con l’azione quotidiana delle fondazioni, nell’assistenza ai familiari delle vittime di mafia con le associazioni di mutuo sostegno, riscattano con il loro sudore ed a volte persino con il loro sangue le piaghe inferte a questa terra dalla criminalità mafiosa. E inoltre la presenza su internet dei movimenti, associazioni, fondazioni e cooperative calabresi è tra le più notevoli ed organizzate d’Italia, tanto da poter persino surclassare, qualitativamente e quantitativamente, il neonato sito della Commissione Antimafia. Ma qui non vogliamo snocciolare cifre, ancorché imponenti ed indiscutibili, perché non si tratta ovviamente di fare la gara a chi è più bravo, ma di una questione di principio: nessuno può avere l’arroganza, utilizzando strumenti e soldi di tutti i cittadini di discriminare a proprio piacimento tra cittadini con pari diritti, addirittura decidendo arbitrariamente su chi sia degno di essere citato, e chi invece no, su un sito internet realizzato con denaro pubblico e che è pagato, quindi paradossalmente, anche da noi cittadini calabresi. Questo in linea primaria. Secondariamente possiamo affermare, con orgoglio, che la Rete Antimafia calabrese non ha nulla di meno, in quanto impegno e capacità operativa, rispetto alle altre realtà consorelle di altre regioni d’Italia. Che facciano un serio lavoro di ricerca i signori che hanno lavorato al progetto del sito “incriminato”. E se non riescono a farlo da soli, che si mettano in contatto con noi che li aiuteremo volentieri, e gratuitamente. Un’ultima annotazione di demerito per alcuni nostri conterranei: vorremmo sapere che ruolo hanno avuto, se ne hanno avuto uno, in questa amara vicenda i nostri illustri professori Enzo Ciconte e Pino Arlacchi, che noi calabresi pare che paghiamo con circa 75.000 euro all’anno ciascheduno solo per appoggiare le loro illustri terga sulle poltrone della Consulta Regionale Antimafia calabrese. Specialmente da Ciconte, visto che a quanto sembra il professore è altresì consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Per loro, e per tutti gli altri calabresi che possono aver avuto – o non riusciranno ad avere – un ruolo in questa vicenda, parafrasiamo un celebre aforisma di Ezra Pound: “O le loro idee non valgono nulla, o non valgono niente loro“.Tutti i riferimenti web e per eventuali adesioni alla Nota di Protesta si potrà fare riferimento al sito internet www.perlacalabria.it .

^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^

ECCO LA NOTA FORMALE DI PROTESTA SU QUESTA VICENDA, SOTTOSCRITTA DA DECINE DI ASSOCIAZIONI, MOVIMENTI E SINGOLI CITTADINI ED INOLTRATA NELLE COMPETENTI SEDI

^^^^^^ Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia
Alla Deputazione calabrese presso la Commissione Parlamentare Antimafia

OGGETTO: NOTA FORMALE DI PROTESTA.

Dalla nostre rispettive sedi, li 15 dicembre 2007

A nome di tutte le Fondazioni, le Associazioni, i Movimenti ed i singoli cittadini calabresi che si riconoscono in questa nota di protesta formale, tra i quali alcuni sotto riportati, intendiamo esprimere la nostra più profonda indignazione per l’ingiustificabile assenza di qualsiasi riferimento alle associazioni antimafia ed antiracket calabresi nel sito internet “SPORTELLO SCUOLA E UNIVERSITA’ – COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA” (all’indirizzo web http://www.camera.it/_bicamerali/leg15/commbicantimafia), facendo nostra tutta l’amarezza pienamente espressa per questo motivo sulla stampa dalla sig.a Rosanna Scopelliti, figlia del giudice calabrese della Suprema Corte di Cassazione Antonino assassinato nel 1991, prima delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, magistrato di cui sul suddetto sito è stata oscurata persino la memoria.
Noi calabresi onesti non abbiamo solo la sfortuna di essere le prime vittime della più pericolosa organizzazione criminale d’Europa, la ‘ndrangheta, ma abbiamo ancor più la sfortuna di essere costantemente presi in giro e dimenticati dal “potere politico”, in questo caso ancor più gravemente perchè la Commissione Antimafia dovrebbe rappresentare la “prima linea” di uno Stato che si riempie la bocca di lotta per il riscatto della nostra regione, e ancor più perchè questo organismo è presieduto da una persona che risulta, almeno all’anagrafe, calabrese. Non solo è vergognoso, ma è persino calunnioso e ingiurioso che un sito internet che si pone come mission quella di diventare uno strumento di informazione soprattutto per le giovani generazioni faccia apparire, nella possibile ricerca di un giovane studente, che i riferimenti più prossimi alla Calabria di contrasto e lotta alla mafia siano a Messina o a Napoli.
Chi ha commesso questa offesa gravissima, e cioè il responsabile di questo pseudo sito di informazione, dovrebbe avere il coraggio di presentare immediatamente le proprie dimissioni per palese incapacità nel ruolo conferitogli evidentemente con troppa leggerezza e senza approfondire le sue reali capacità culturali e professionali. Questo, unitamente ad una immediata riparazione del danno arrecato, è quanto sentiamo di dover chiedere ed essere in diritto di pretendere, con tutto l’orgoglio ferito e la passione civile di calabresi feriti da questo infame episodio. Si faccia immediatamente ammenda e, questa volta con l’ausilio indispensabile delle nostre associazioni, si renda giustizia alla nostra regione integrando l’amorfo elenco propinatoci con una consapevole e veritiera indicazione delle Fondazioni, delle Associazione e dei movimenti che operano quotidianamente in Calabria per l’educazione alla legalità e per non far perdere la speranza ai calabresi onesti.

  • FIRMATO
  • Fondazione “Antonino Scopelliti”
  • Rete per la Calabria – Legalità, Solidarietà, Operosità
  • Movimento “Ammazzateci tutti”, giovani contro tutte le mafie
  • Associazione “Calabrialibre”
  • Giorgio Durante, imprenditore calabrese
  • Osservatorio Antimafia (osservatorioantimafia.it)
  • Associazione “Studenti in movimento”
  • Ass. Cult. “Rerum Novarum”
  • Ass. Cult. “La Città del Sole”
  • Riccardo Orioles, giornalista del settimanale  “I Siciliani”
  • Francesco Mazzeo, segretario “I socialisti per le libertà” Calabria
  • Associazione “Piana Libera”
  • Associazione “Calabria Protagonista”
  • Guido De Simone, presidente nazionale comitato per le Primarie
  • Associazione no-profit “La spedizione dei 1001″
  • Emilio Ierace, presidente associazione “Mediterranéa”
  • Associazione “Movimento del Sole”
  • Emiliano Morrone, direttore resp. “La Voce di Fiore”
  • Associazione “Emigrati.it”
  • Edda Boletti, presidente Associazione “Le Girandole”
  • Lia Staropoli, coordinamento provinciale Vibo V. mov. “Ammazzateci tutti”
  • Grazia Casagrande, calabrese
  • Associazione “Ra.Gi.”
  • Giovanni De Sossi, calabrese
  • Pietro Tagliaferri, titolare del blog “tgpietro.blogspot.com”
  • Gianfranco Bonofiglio, giornalista e scrittore
  • Centro Studi Regionale sull’illegalità – Calabria
  • Osservatorio per la legalità e la trasparenza Ente Provincia di Cosenza
  • Associazione “Semi di Pace”
  • Tony Vivacqua, imprenditore calabrese
  • Cobas Scuola Provincia di Cosenza
  • Franco Aceto, docente calabrese
  • AssoVittime
  • Giuseppe D’Anna, presidente associazione di volontariato “Vittime”
  • Vincenzo Scavello, docente calabrese
  • Blog “Parte Civile”
  • Vincenzo Giampà, calabrese, del movimento antimafia di Lamezia Terme
  • Giacomo Saccomanno, avvocato, legale associazioni antimafia calabresi

(seguiranno le altre adesioni, man mano che perverranno, aggiungendole sull’apposita pagina del sito www.perlacalabria.it)  _______________________________________   Per eventuali contatti per il presente comunicato: Giovanni Pecora cell. 339 488 6216 info@giovannipecora.it fax 178 227 1483

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One response

8 02 2010
domenico

Signor Giovanni Pecora , lo posso scrivere e urlare, lei è un gran Signore, averne di persone come lei, ho letto quello che ha scritto e del perchè è stato querelato, siccome Io credo nella giustizia e credo nella sua buona fede di uomo e scrittore, l’informazione non va imbavagliata, i magistrati di Roma sapranno vagliare la verità, basterebbe solo andare a vedere i vostri conti in banca, lei da uomo onesto non avrà nessun timore di farlo vedere e le altre persone come si sono arrichite? Con quale sudore della fronte? I suoi figli possono essere fieri di avere un padre come lei. Grazie a nome dei cittadini onesti della Calabria, ringrazio e lo farò sempre i giornalisti che lottano e scrivono per far conoscere la verità, cordiali saluti.

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