I “pizzini” di Agazio e Nicola, la svolta per l’inchiesta Why Not

14 12 2007

Scottanti documenti pubblicati da Panorama. Si alleggerisce la posizione di Mastella

Mario Campanella su “La Provincia cosentina”

Il consigliere regionale indagato Nicola AdamoL’inchiesta “Why Not” prosegue e riserva molte novità: lo racconta Panorama nel numero in edicola da stamattina. Il pool di magistrati applicati al fascicolo, coordinati dal procuratore generale di Catanzaro, Vincenzo Iannelli, sta facendo acquisire centinaia di documenti contabili e procedurali presso la Regione Calabria. Sono stati ordinati accertamenti anche su due società che potrebbero essere riconducibili, secondo fonti investigative, ad ambienti politici: la Core soluzioni informatiche di Bologna e la Almaviva Sud, costola dell’Almaviva. Il pm Pierpaolo Bruni, secondo quanto racconta Panorama, nel frattempo ha ascoltato due volte la testimone chiave, l’imprenditrice Caterina Merante, che ha confermato tutte le accuse, comprese quelle contro gli uomini considerati vicini a Prodi. Nel fascicolo sono raccolti anche biglietti da visita e lettere con raccomandazioni per alcune assunzioni, indirizzate al principale indagato, l’imprenditore Antonio Saladino. I documenti, che Panorama – è detto in una nota – pubblica in esclusiva, sarebbero stati scritti a mano dal presidente della Regione Agazio Loiero (all’epoca dei fatti ministro degli Affari regionali) e dal diessino Nicola Adamo, quando era assessore ai Lavori Pubblici. Il pool indaga sui vecchi reati contestati da De Magistris (nessuna posizione è stata archiviata), ma non sono escluse nuove ipotesi di reato come la turbativa d’asta e il voto di scambio. Con il nuovo corso sono stati sostituiti anche i consulenti di De Magistris: al loro posto sono stati incaricati gli esperti dello studio Perotti di Torino. La società Why Not è stata oggetto di una massiccia azione di stabilizzazione provvisoria del personale che, però, non può essere confuso con responsabilità. Almaviva Sud è l’emenazione del grande gruppo nazionale che ha rilevato Carisiel e che è gestito da Roberto Barletta, l’amministratore delegato vicino ad Enza Bruno Bossio, moglie di Nicola Adamo.

MASTELLA PROSCIOLTO?
Intanto, all’esito degli approfondimenti investigativi effettuati, si ritiene di escludere che emergano, almeno allo stato degli atti, elementi diversi dall’asserita esistenza di rapporti di amicizia tra Antonio Saladino e l’onorevole Clemente Mastella e che, quindi, vi siano fonti di prova che depongano per la sussistenza di reati commessi a Roma”. Si legge così nell’atto con il quale il pm Sergio Colaiocco ed il procuratore capo della Capitale, Giovanni Ferrara, hanno disposto la trasmissione del fascicolo, sull’inchiesta denominata “Why not”, a Catanzaro. Nel documento si riportano i diversi passaggi compiuti a Roma, dopo l’avocazione dell’indagine al pm Luigi De Magistris e l’invio da parte del pg del capoluogo calabrese. “L’iscrizione di Mastella è sembrata doversi ricondurre – si spiega – alle sole dichiarazioni rese da Giuseppe Tursi Prato l’11 ottobre 2007, secondo le quali Antonio Saladino avrebbe riferito che ‘Mastella è amico mio, ci sentiamo sempre… quelli dell’Udeur in Calabria fanno quello che dico io, se ci sono problemi chiamo Mastella”. Ma “esaminati tutti gli   
elementi raccolti nel corso dell’indagine, questo ufficio non ha ritenuto sussistere alcun atto o condotta dell’onorevole Mastella in rapporto di ‘strumentale connessione’ con le competenze del ministro della giustizia e pertanto ha proceduto in via ordinaria ai necessari approfondimenti d’indagine al fine di verificare se emergessero fatti-reato e se gli stessi fossero stati commessi in Roma. Quindi, assoluzione per Mastella, o almeno principio di archiviazione prevista e prevedibile per il guardasigilli. Il suo rapporto con Saladino era semplicemente amicale e non nascondeva altro. Del resto, chi mai avrebbe potuto obiettare altro nei confronti del ministro di giustizia in carica? La novità grossa viene, invece, dall’inchiesta che promette sviluppi eccezionali. Il ruolo attivo del governatore e del suo vice nella selezione del personale non è una novità: lo è, invece, il modo con cui questo è avvenuto, mentre si profilano scenari di collegamento diretti con le società satellite che gravitavano nel mondo dell’informatica.
Mario Campanella
 
 

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