Ma dovevamo aspettare che morissero gli innocenti?

11 12 2007

SANITA’: DICHIARATO LO STATO DI EMERGENZA IN CALABRIA

Il ministro della Sanità Livia Turcoda “Il Domani della Calabria”

Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza socio sanitaria della Regione Calabria per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture

ROMA, 11 DIC – Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza socio sanitaria della Regione Calabria per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture. La decisione è stata presa come primo atto per l’applicazione delle misure di emergenza che porteranno alla costruzione di 4 nuovi ospedali, misure decise dopo la morta della sedicenne Eva Ruscio.  Il ministro della Salute Livia Turco ha espresso la volontà di istituire una commissione ministeriale alla cui presidenza dovrebbe essere chiamato l’ex prefetto di Roma Achille Serra alla quale quale verrà dato il compito di esaminare in modo complessivo lo status dei servizi sanitari in Calabria. Il nuovo organismo, ha spiegato il ministro ai componenti della commissione Sanità del Senato nel corso di una audizione sulla vicenda della ragazza morta a Vibo, dovrà concludere i suoi lavori entro tre mesi dalla sua nascita ed offrire allo Stato e alla Regione un quadro generale di riferimento per meglio orientare le azioni di risanamento della rete sanitaria regionale.
 
TURCO: A VIBO INADEGUATA LA PREPARAZIONE DEI MEDICI
Nel curriculum dei tre medici dell’unità di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Vibo Valentia, dove è morta la sedicenne Eva Russo, non c’é indicazione di esecuzione di tracheotomie. E’ il ministro della Salute a riferirlo in commissione Sanità del Senato in una relazione nella quale si sottolineano elementi di criticità sia nel reparto che nell’ospedale. Alla ragazza, ha spiegato la Turco, al di là della esecuzione di un elettrocardiogramma e degli esami di laboratorio di routine non sono state fatte altre indagini, come il tampone faringeo o emocolture. Chiaramente carente anche la pianta organica del reparto: quattro medici, il primario e tre dirigenti medici, questi ultimi a contratto a tempo fra i sei e gli otto mesi. Il 10 dicembre, quindi pochi giorni dopo la tragedia, il reparto rischiava la chiusura a causa della situazione del personale.

VERIFICATI DA NAS ILLECITI PENALI
L’ispezione dei carabinieri dei Nas nell’ospedale di Vibo Valentia ha consentito di riscontrare “numerosi illeciti di natura prevalentemente penale”: è il ministro della Salute, Livia Turco, a spiegarlo in commissione Sanità del Senato riferendo i risultati delle prime verifiche nell’ospedale dove è morta la sedicenne Eva. In particolare, ha spiegato ancora il ministro, i carabinieri dei Nas hanno accertato: mancanza di pulizia, omissioni nella manutenzione delle attrezzature, impraticabilità delle vie di fuga, così come impianti elettrici non a norma. Irregolare anche lo stoccaggio dei rifiuti sanitari e la pavimentazione dell’ospedale si è dimostrata insicura con “conseguente rischio di cadute”. Anche gli estintori non venivano sottoposti ai periodici controlli ed é risultata irregolare la tenuta del registro di carico e scarico delle sostanza stupefacenti.

NELLA PIANA DI GIOIA TAURO 5 OSPEDALI INADEGUATI
Sono ben 5 le strutture ospedaliere “non in grado di dare risposte sanitarie concrete nella Piana di Gioia Tauro: si tratta degli ospedali di Polistena, Palmi, Gioia Tauro, Taurianova e Oppido Mamertina. La relazione del ministro della Salute consegnata in commissione Sanità del Senato sulla situazione in Calabria parla di strutture vecchie e a volte fatiscenti, senza comfort alberghiero, con irrilevante capacità ricettiva e con difficili collegamenti con la viabilità principale. “Il solo ospedale di Polistena possiede le potenzialità per fornire un livello accettabile di assistenza sanitaria, purché si effettuino seri interventi di ammodernamento e adeguamento”. La relazione indica una delle soluzioni nella creazione del nuovo ospedale della Piana, con 300 posti letto. Indice puntato anche per Catanzaro: “é opportuno realizzare una struttura ex-novo” piuttosto che continuare ad investire nel vecchio ospedale ‘Pugliese’. 

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