PALLONCINI BIANCHI PER L’ULTIMO SALUTO A EVA RUSCIO

9 12 2007

Grappoli di palloncini bianchi con su scritto il suo nome e con in mezzo un palloncino nero, in segno di lutto, hanno salutato il feretro di Eva Ruscio, morta nell’ospedale di Vibo Valentia durante un’operazione alle tonsille

da “Il Domani della Calabria”

POLIA (VIBO VALENTIA), 9 DIC – Grappoli di palloncini bianchi con su scritto il suo nome e con in mezzo un palloncino nero, in segno di lutto, hanno salutato il feretro di Eva Ruscio, la sedicenne morta mercoledì scorso nell’ospedale di Vibo Valentia. Il parroco, don Giovanni Battista, nel corso della sua omelia, ha rivolto parole di conforto ai genitori, stretti nel loro dolore composto insieme agli altri due figli, Vito e Bruno, ma ha anche detto che se un medico non trova il tempo per i propri pazienti è meglio che faccia altro. A portare i palloncini fuori dalla piccola chiesa di San Nicola di Bari, nella frazione Menniti di Polia, sono stati i compagni di scuola di Eva, giunti in centinaia nel piccolo paese delle pre Serre vibonesi per salutare l’amica. Non un addio, hanno detto nei messaggi letti durante la funzione, ma un arrivederci. Parole che sono state salutate da un lungo applauso che è proseguito quando il feretro bianco, coperto da rose dello stesso colore, è uscito dalla chiesa. Una chiesa troppo piccolo per contenere il dolore. In tanti sono rimasti nella piazzetta antistante e molti sono stati costretti a sostare nelle stradine laterali. Il parroco, don Giovanni Battista, nel corso della sua omelia, ha rivolto parole di conforto ai genitori, stretti nel loro dolore composto insieme agli altri due figli, Vito e Bruno, ma ha anche detto che se un medico non trova il tempo per i propri pazienti è meglio che faccia altro. A portare i palloncini fuori dalla piccola chiesa di San Nicola di Bari, nella frazione Menniti di Polia, sono stati i compagni di scuola di Eva, giunti in centinaia nel piccolo paese delle pre Serre vibonesi per salutare l’amica. Non un addio, hanno detto nei messaggi letti durante la funzione, ma un arrivederci. Parole che sono state salutate da un lungo applauso che è proseguito quando il feretro bianco, coperto da rose dello stesso colore, è uscito dalla chiesa. Una chiesa troppo piccolo per contenere il dolore. In tanti sono rimasti nella piazzetta antistante e molti sono stati costretti a sostare nelle stradine laterali.

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