Antimafia: l’onorevole Angela Napoli esorta gli autori di “La società sparente” a continuare la battaglia per l’emancipazione dalla ’ndrangheta in Calabria

29 11 2007

Comunicato Stampa della Casa Editrice Neftasia

In quella regione, certe cose, pare, non possono dirsi. Sarà un problema di suscettibilità dei calabresi. Si possono bilanciare il diritto all’onore con il diritto di cronaca e il dovere di combattere l’illegalità? Sono civili e democratiche le minacce e le intimidazioni?
Dopo la richiesta di sequestro del libro La società sparente, presentata al Tribunale di Cosenza dall’avvocato Francesco Caputo a nome dell’imprenditore Domenico Parrotta, del caso si sono occupati Franco Abruzzo sul suo sito, Radio 24, Radio Rai, Adnkronos, Img Press, Estense, Radio Spazio Aperto, “Il Quotidiano della Calabria”, Giuseppe Scano di Censurati.it, il blog Giustizia-Perseo, Rete per la Calabria, Movimento del Sole, Calabria libre e molte altre testate giornalistiche e movimenti per la legalità e la giustizia.

E’ di oggi un intervento dell’onorevole Angela Napoli, membro della Commissione parlamentare Antimafia, che sotto si riporta. Il deputato riflette su quanto sta avvenendo contro il libro e i suoi autori: minacce (il 26 ottobre ad Alessio, il 12 novembre a Morrone, con denuncia ai carabinieri), intimidazioni, pressioni.
In ordine alla suddetta richiesta di sequestro, la medesima si oppone al mero racconto di fatti di cronaca in Calabria, risalenti al 1997. Secondo il ricorrente, gli autori del libro avrebbero gravemente leso la reputazione del Parrotta.
“La società sparente” è un libro che racconta il malaffare in Calabria per episodi, documentati attraverso indagini, atti parlamentari, interviste a politici e dirigenti pubblici, lettere di assessori regionali della Calabria al governatore Loiero, atti pubblici e notizie della stampa nazionale.
Nel 1997, ci fu un’operazione antidroga, denominata Drugstore e condotta dalla Procura di Cosenza, che portò all’arresto di 8 giovani di San Giovanni in Fiore (Cosenza), due dei quali purtroppo deceduti: uno, pare, per overdose, l’altro ucciso dalla ’ndrangheta e ritrovato carbonizzato nella sua auto, nel 2006.
Rispetto alla posizione del Parrotta, all’epoca interessato da un giro di voci a San Giovanni in Fiore relative a un suo coinvolgimento, le quali sono da considerarsi vere e proprie diffamazioni verso l’imprenditore – ne parlò anche il mensile calabrese “Il Cittadino” nel numero del 30 giugno 1997 – gli autori del libro “La società sparente” hanno riportato solo la cronaca di quel periodo, peraltro espressamente garantendo il soggetto in questione, nel modo più ampio, contro ogni ipotesi di accusa al suo indirizzo.
Le stesse voci sul Parrotta interessarono nel 1997 l’avvocato Francesco Caputo, il quale allora presentò querela per diffamazione contro ignoti. Così scrisse il mensile “Il cittadino”, stampato a San Giovanni in Fiore (Cosenza), nel numero del 30 giugno 1997.

L’intervento dell’onorevole Angela Napoli   (28.11.2007)

«Appaiono gravi e preoccupanti gli atti intimidatori subiti da Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, autori del libro La società sparente.
Il libro racconta l’obbligata fuga dalla terra d’origine, causata, quasi sempre, dal mondo politico calabrese colluso ed affaristico, e non certamente garante delle esigenze della collettività. Nel libro, con grande coraggio, gli autori denunciano ciò che, a partire da San Giovanni in Fiore, sta avvenendo in Calabria in termini di malaffare, corruzione, traffici illeciti e di rapporti tra ‘ndrangheta e politica.
Vengono analizzate parte delle cause che hanno contribuito a rendere la ‘ndrangheta l’organizzazione criminale più potente e più pericolosa. Probabilmente le storie ed i fatti descritti nel libro non sono piaciuti a qualche “protagonista”, il quale ha pensato bene di mettere in atto tentativi per scoraggiare ed isolare coloro che sentono il dovere morale di abbattere quel muro, dietro il quale si intrecciano e si proteggono i vari interessi.
Non ama certo il proprio Paese chi ha paura delle verità, anche e soprattutto di quelle che fanno maggiormente male! Nell’esprimere la mia sincera solidarietà a Emiliano Morrone e a Francesco Saverio Alessio, li sollecito a continuare nella loro meritoria opera, al fine di contribuire a quella rivoluzione culturale necessaria a creare un futuro di speranza per i nostri giovani».

Roma, 28 novembre 2007

Angela Napoli

 

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