Il pm di Catanzaro Luigi De Magistris potrebbe essere trasferito

25 10 2007

De Magistris, il Csm prova il blitz

da “Il Tempo”

Ci proveranno. Ci proveranno stamattina. Sarà un blitz. Il classico promoveatur ut amoveatur.
Il blitz è pronto e prevede una riunione di primo mattino della prima commissione del Csm, quella che vaglia le posizioni disciplinari e a cui è affidato adesso il caso del pm calabro-napoletano.
L’organismo ristretto potrebbe dunque decidere di rimuovere dalla procura catanzarese il sostituto procuratore dell’inchiesta «Poseidone» e «Why not» (nella quale il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella figurano come indagati) e destinarlo altrove.
Ma, e sarebbe questa la novità, non agirebbe per incompatibilità disciplinare; per un errore soggettivo insomma.
Bensì per una incompatibilità oggettiva, per la situazione che si è venuta a creare nella procura con un generale conflitto tra procuratore e sostituto. Ambienti parlamentari vicini al centrosinistra fanno notare che questa soluzione salverebbe il governo. Il ministro Di Pietro, che difende De Magistris, potrebbe sventolare il fatto che il pm non è stato ritenuto colpevole di alcunché, non ci sarebbe nessuna sanzione disciplinare a suo carico. Il ministro Mastella, invece, potrebbe rivendicare il fatto di aver chiesto per primo la rimozione del magistrato.
Nel centrodestra, invece, le prime indiscrezioni hanno irritato i responsabili della Giustizia. I quali vorrebbero invece che il Consiglio superiore della magistratura decida nel merito, come stabilito, a metà dicembre. La Cdl spera infatti che si arrivi alla sanzione. Le divisioni sono giunte anche all’interno del Csm, visto che la prima commissione è rimasta riunita ieri sino a tarda sera.
Blitz o non blitz, da oggi all’attenzione del Csm ci sarà anche il provvedimento con cui il procuratore generale di Catanzaro, Dolcino Favi, ha avocato l’inchiesta Why Not, sottraendola così a De Magistris. Provvedimento trasmesso a Palazzo dei Marescialli dalla stessa Procura generale del capoluogo calabrese e assegnato alla Settima Commissione, competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari, che oggi comincerà ad occuparsene. Ma i consiglieri dell’organo di autogoverno della magistratura non avrebbero poteri di intervento su un atto di questo genere, che è processuale. Per questo c’è chi sostiene che alla fine si dovranno limitare ad una presa d’atto del provvedimento.
De Magistris intanto ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla turbativa d’asta in relazione agli appalti nella sanità. Nell’inchiesta anche altre otto persone e tra queste il capo di gabinetto di Loiero, Michele Lanzo.
F. d. O.

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