“Why not”, Mastella indagato a Catanzaro

20 10 2007

La Procura catanzarese conferma “ufficiosamente”
PER MASTELLA ABUSO UFFICIO E LOGGIA SEGRETA

da “La Provincia cosentina) on line

Il ministro della Giustizia Clemente Mastella, risulterebbe essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Catanzaro fin dallo scorso 14 ottobre nell’ambito dell’inchiesta ‘Why not’. “Apprendo da notizie giornalistiche che sono stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Catanzaro. Se così è dichiaro di attendere serenamente gli sviluppi di questa situazione” commenta Mastella. “Sono completamente estraneo  – continua – alle vicende per le quali mi si muoverebbe addebito. Ribadisco, come ho avuto modo di ripetere a più riprese, di non essere mai stato iscritto a nessuna loggia massonica, né in Italia né all’estero, e di non aver mai partecipato a comitati d’affari”

La Procura della Repubblica, così come scrive l’Ansa, di Catanzaro ha confermato “ufficiosamente” che il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, è indagato nell’inchiesta Why Not condotta dal pm Luigi De Magistris. Aconfermare ufficiosamente che Mastella è indagato sono state fonti autorevoli della Procura.  L’iscrizione al registro degli indagati, tra l’altro, non comporta alcuna comunicazione all’interessato. Fatto questo che spiega perché il ministro Mastella non ha ricevuto alcuna comunicazione.

Abuso di ufficio e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete: queste – secondo quanto si è appreso – sarebbero le ipotesi di reato per cui il ministro della Giustizia Clemente Mastella risulterebbe indagato dalla procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta ‘Why not’. L’iscrizione nel registro degli indagati risalirebbe al 14 ottobre scorso e – si è inoltre appreso – il procuratore capo di Catanzaro, Mariano Lombardi, non avrebbe controfirmato la decisione del suo sostituto, Luigi De Magistris. Al suo posto avrebbe controfirmato l’aggiunto Salvatore Murone.
Il coinvolgimento di Mastella nell’inchiesta Why Not sarebbe motivato dai suoi presunti rapporti con l’imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria e personaggio centrale dell’inchiesta. L’indagine, infatti, ruoterebbe attorno alla vasta attività imprenditoriale di Saladino, titolare in passato di una società di lavoro interinale denominata Why Not dal quale ha preso il nome l’inchiesta. Agli atti dell’inchiesta figurano, tra l’altro, intercettazioni di colloqui telefonici tra Mastella e Saladino.

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