Appuntamento domenica a San Giovanni in Fiore: PD, in Calabria scendono in piazza le ‘Contrarie’

12 10 2007

Manifestazione contro le primarie calabresi di ‘Ammazzateci tutti’ e del ‘Comitato pro De Magistris’: ”Non è proponibile una finta partecipazione popolare alla costruzione di un futuro neppure immaginabile”

Roma, 12 ott. (Ign) – Dopo il sit-in davanti al Csm, i giovani, i movimenti e i cittadini del ‘Comitato pro De Magistris’ tornano in piazza, stavolta in Calabria. In occasione delle primarie, il 14 ottobre indicono le ‘Contrarie’ a San Giovanni in Fiore (Cosenza), capitale dell’emigrazione meridionale con 18 mila abitanti, 6 mila disoccupati e 7 mila iscritti all’Aire.
La manifestazione contro le primarie calabresi vedrà la partecipazione di Aldo Pecora, fondatore del movimento antimafia ‘Ammazzateci tutti’, Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonio Scopelliti, ucciso da Cosa nostra nel 1991, Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, autori del libro ‘La società sparente’, sui rapporti fra ‘ndrangheta e politica in Calabria, con la prefazione di Gianni Vattimo.
Il Comitato non vuole abbassare la guardia e ritiene che ”le primarie in Calabria, già segnate dalla denuncia di brogli da parte del deputato Franco Laratta (Margherita) e di gravi intimidazioni mafiose verso il deputato socialista Giacomo Mancini, non siano che una presa in giro, dato che le candidature non sono state indicate dalla base e vista la riproposizione di politici su cui gravano dubbi di trasparenza politica e amministrativa”.
Secondo i giovani sostenitori di De Magistris, che per le ‘Contrarie’ hanno già mobilitato associazioni e movimenti della rete per la legalità, ”alla vigilia dell’omicidio Fortugno, su cui ancora non si conosce la verità, e in una condizione disastrosa come quella della Calabria, piena di inquisiti eccellenti, non è proponibile una finta partecipazione popolare alla costruzione di un futuro neppure immaginabile”. ”In ogni caso – sostiene Aldo Pecora – bisogna rimanere vigili e occorre creare le basi per una nuova politica in Calabria, che parta realmente dal basso, dalla società civile e dalla riflessione sulla questione etica”.
E mentre Emiliano Morrone ritiene che le ‘Contrarie’ siano ”l’ennesima testimonianza che le nuove generazioni osservano le dinamiche politiche con senso critico e autonomia e si ritrovano, grazie al potere connettivo di Internet, per difendere il diritto e la Costituzione, iniziando dalla Calabria periferica, centro di sangue, dolore, silenzio e irrisolto”, Pecora chiarisce: ”Le ‘Contrarie’ non rappresentano il nostro biasimo delle primarie ma sono il rifiuto delle elezioni del Partito Democratico in Calabria”.

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