Mastella approfitta del programma di Vespa e del servizio pubblico per far passare la sua tesi, contro la piazza e de Magistris.

10 10 2007
Uno squallido spettacolo è andato in onda su Rai uno, il tutto orchestrato da Bruno Vespa prono come sempre, al potente di turno, questa volta, Clemente Mastella.
Collegato da New York, per tutta la durata della trasmissione, ci auguriamo non con il satellite a spese del contribuente (visto gli altissimi costi del satellite), come accadde con l´aereo di Stato per Monza, ha avuto modo di esprimere tutto il suo disappunto in una sorta di coro monocorde, spalleggiato da ospiti guarda caso tutti Pro Mastella compresi quelli di sinistra che pure c´erano.
Noi qualunquisti, antipolitici e neoterroristi come ci ha definito il Guardasigilli, abbiamo seguito con attenzione il programma di Vespa e le tesi Mastelliane, non ci hanno assolutamente convinti, pretestuose come le sue accuse lanciate alla Forleo e de Magistris. Siamo sempre più convinti che il Magistrato Partenopeo abbia toccato il nervo scoperto di un sistema affaristico-clientelare che di fatto soffoca lo sviluppo regionale.
Certo dare la disponibilità di un canale televisivo nazionale, perfino via satellite, per una difesa personale, è un fatto a dir poco sconcertante, cose che accadono solo in Italia, in questa Italia dove la politica è casta ed è soprattutto difesa di interessi corporativi, a qualunque costo.
Tutta la trasmissione non ha mai posto al centro quelle questioni, quelle che interessano la gente, a partire dall´etica e della scomparsa di milioni di euro destinati alla Calabria, oppure ancora le cause di un mancato sviluppo, il processato era de Magistris, tutto il resto non è emerso, e Vespa si è ben guardato dall´approfondire le questioni importanti, anzi ha dato voce in finale al Parlamentare Pittelli il quale ovviamente ha taciuto i rapporti tra il Procuratore Lombardi e lui o degli intrecci societario fideiussori che li vedono entrambi protagonisti.
In finale gran chiusura di Mastella con il placet di Vespa, il poveruomo di ceppaloni, che come tanti altri cittadini ha acquistato un appartamentino, di oltre 20 vani a Roma, e che ha una prole che si arrangia come può con contrattini di migliaia di euro ovviamente nei Ministeri romani, ed una consorte che piace alla gente, tanto da farla sedere ai più alti livelli del consiglio regionale Campano, povero Clemente vittima di un complotto orchestrato non si sa da chi, se non lo sa lui che è il direttore d’orchestra a chi lo domanda? Certo che se un complotto c´è e appare in tutta la sua evidenza è contro il popolo italiano e calabrese che grazie a questa classe politica, che ha perso ogni freno inibitore, che ha metabolizzato come normale e meritato uno status da sultano, ha perso tutti i treni e non solo quelli di trenitalia, che ormai passano sempre più raramente, essendo la Calabria appartenere, in toto, ai cosiddetti rami secchi. 

Giorgio Durante Presidente Calabrialibre 

Movimento Spontaneo pro de Magistris 

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