ANNOZERO: L’UNIONE SI DIVIDE, PRODI-MARINI CON MASTELLA, DI PIETRO E SINISTRA CON DE MAGISTRIS

5 10 2007

POL S0A QBXB ANNOZERO: L’UNIONE SI DIVIDE, PRODI-MARINI CON MASTELLA/ANSA PREMIER,MANCATO EQUILIBRIO, MA CRITICA NON È ATTENTATO A LIBERTÀ

(di Giovanni Innamorati)

(ANSA) – ROMA, 5 OTT – L’Unione si spacca su Annozero che manda in scena l’affondo dei giudici contro i politici. Clemente Mastella incassa la solidarietà di Romano Prodi, del presidente del Senato Franco Marini e del fronte riformista dell’Unione; mentre la sinistra radicale, insieme ad Antonio Di Pietro, si schiera a falange a difesa di Michele Santoro. Il centrodestra, specie Forza Italia, si unisce al coro di condanna della «gogna mediatica», e ironizza sul fatto che Santoro, già «eroe della sinistra» ora sia inviso all’attuale maggioranza.
La giornata si apre con la conferenza stampa di Mastella, che attacca a testa bassa, come un toro infilzato dalle picas del picadero-Santoro.
Il ministro parla di un «Ku Klux Klan dell’informazione» e chiede le dimissioni del Cda della Rai.
Da Torino, Prodi critica la puntata: «Ho letto i resoconti della trasmissione.
Mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell’appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia». Giudizi analoghi arrivano da alcuni parlamentari dell’Ulivo, come Giorgio Merlo o Paolo Gambescia, entrambi ex giornalisti. Mentre una critica alla tracimazione mediatica dei giudici viene dai socialisti Enrico Boselli e Gavino Angius.
Il responsabile comunicazione dei Ds Roberto Cuillo «rinnova la solidarietà a Mastella» per la «gogna mediatica» che subisce e richiama Santoro al rispetto del codice etico giornalistico.
E solidarietà al collega dei governo viene espressa anche dai ministri Paolo Gentiloni, Livia Turco e Rosy Bindi. «Solidarietà» al Guardasigilli arriva anche da Marini. Il presidente del Senato stigmatizza «una trasmissione a senso unico» e «senza contraddittorio».

Ma nell’Unione non tutti la pensano allo stesso modo. Anzi, si levano voci di critica all’intervento di Prodi.
«Non spetta a lui dare giudizi», tuona Cesare Salvi, della Sinistra democratica. «Tutto Prodi può fare – incalza Di Pietro – salvo dire che Santoro non possa svolgere informazione». «Niente gogne mediatiche, ma niente censura», afferma Sergio Bellucci del Prc.
E il Verde Natale Ripamonti evoca «le epurazioni in stile berlusconiano». A questo punto, Prodi capisce che le sue critiche possono essere equivocate, e che qualcuno le possa equiparare al famoso «editto bulgaro» di Berlusconi.
Ed ecco la precisazione: «Nessuno ha pensato mai a restringere la libertà, o limitare una trasmissione – spiega il premier – anzi benvengano anche le critiche. Qualcuno ha scambiato una semplice critica per un attentato alla libertà».
Chiarito ciò il presidente del Consiglio ribadisce le critiche di merito alla puntata di Santoro: «Io credo che la trasmissione non avesse le doti di concretezza, equilibrio e serenità che deve avere una trasmissione che riguarda i temi della giustizia». Ma la sinistra radicale insiste nella difesa di Santoro con il Verde Angelo Bonelli e il segretario del Prc Franco Giordano. Mentre Di Pietro, dal palco della festa di Idv, si lancia in un comizio a difesa della Forleo e di De Magistris e di Santoro.
Inevitabile l’ironia del centrodestra: «Prima Santoro e Travaglio erano eroi – osserva il leghista Roberto Castelli – ora che la sinistra è nel tritacarne grida il suo sdegno». «Chi è causa del suo mal pianga sè stesso», gli fa eco Bobo Maroni.
«I magistrati gli sono sfuggiti di mano», incalza l’azzurro Giampaolo Bettamio. Mentre Isabella Bertolini punta il dito su «uno scontro tutto interno alla sinistra». Silvio Berlusconi non commenta («Non l’ho vista»), ma molti esponenti di Forza Italia a lui vicini, fanno sentire le loro voci indignate. Margherita Boniver paragona la trasmissione ai «tribunali del popolo negli anni bui dello stalinismo».
E impietoso è il giudizio del responsabile editoria, Pietro Testoni, anch’egli ex giornalista: «Una trasmissione di gogna mediatica senza contraddittorio, con la intoccabile casta della magistratura chiamata a fare tutte le parti in commedia: accusa, difesa e testimonianze». Ma Francesco Storace ammonisce la Cdl: «Non segua Mastella, perchè c’è in giro voglia di riscatto morale che non va ignorata».(ANSA). IA 05-OTT-07 20:35 NNN

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