CESARE SALVI (SD): CHIEDIAMO LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA

1 10 2007

E  su De Magistris il presidente della commissione Giustizia del Senato dice “no” al trasferimento: “Continui ad indagare”. La replica di Loiero e Bova

da “Il domani della Calabria” on line
COSENZA  – «Una nuova Calabria per un cambiamento profondo». È andato giù pesante il senatore di Sinistra democratica, Cesare Salvi, intervenendo nel dibattito sulla situazione politica regionale. A Cosenza, nel corso del convegno nazionale di Sd su “Il futuro del Mezzogiorno, il futuro dell’Italia.
Legalità, sviluppo, buona politica”, hanno preso la parola, oltre a Cesare Salvi, Giancarlo Caselli, procuratore della Repubblica di Torino; Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia, Nuccio Iovene, senatore e coordinatore regionale Sd Calabria; Claudio Fava, europarlamentare Ss, Lirio Abbate, giornalista siciliano sotto scorta per intimidazioni mafiose; Paolo Nerozzi, segretario nazionale della Cgil. «Fin dalla sua fondazione – hanno detto i promotori dell’iniziativa – Sinistra democratica ha messo al centro della propria identità, del proprio profilo politico e ideale i temi della buona politica, della legalità, della trasparenza, caratteri costitutivi per l’intera sinistra e per qualsiasi prospettiva di cambiamento del nostro Paese».
Nel corso del suo intervento introduttivo il senatore Iovene ha evidenziato come la Calabria continui a essere «una regione in affanno. Con un sistema produttivo nel complesso fragilissimo; un’economia dipendente, una disoccupazione tra le più alte del Paese, un’emigrazione giovanile e intellettuale tornata a crescere a ritmi preoccupanti e con un presenza mafiosa, la ’ndrangheta, che è l’organizzazione criminale più potente, ricca e diffusa d’Italia, ben oltre le sue tradizionali zone di attività e influenza, e mantiene forte il proprio controllo sul territorio.
In questa Calabria la politica, più che rappresentare lo strumento di un riscatto, di un cambiamento possibile, si presenta sempre più spesso e diffusamente come il mezzo attraverso il quale perpetuare la situazione esistente. I partiti sono in gran parte ridotti a comitati elettorali e strumenti di occupazione delle istituzioni e la lottizzazione delle nomine, da quella di direttore generale o commissario fino a quella di usciere, è la principale, se non l’unica, forma in cui si esercita il governo. In Consiglio regionale siedono, sempre secondo i dati forniti dal procuratore Grasso, 22 consiglieri indagati per reati diversi e alcuni per associazione mafiosa. Il Consiglio regionale, tranne gli adempimenti obbligatori delle leggi finanziarie e di bilancio, non legifera abdicando così alla sua funzione fondamentale. Sulle questioni più rilevanti della vita regionale non si è registrato alcun significativo cambiamento».

Salvi: «Sciogliere in Consiglio».
Nel corso del suo intervento il presidente dei senatori di Sinistra democratica, Cesare Salvi, ha chiesto le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio regionale. «Il fallimento del regionalismo meridionale – ha detto – è un’emergenza istituzionale e democratica. Si impone un ripensamento di fondo, ma anche immediate e serie iniziative politiche e istituzionali, a partire dalla Regione Calabria. Sinistra democratica chiede le dimissioni della Giunta Loiero, lo scioglimento del Consiglio regionale dove siedono decine di consiglieri inquisiti e il ritorno ai cittadini calabresi per una nuova Calabria per un cambiamento profondo: una vera e propria rivoluzione meridionale e meridionalista».

Forgione: «Serve trasparenza».
Il presidente della Commissione antimafia, Francesco Forgione, in un lungo intervento più volte sottolineato dal pubblico con copiosi applausi, ha parlato di «bisogno di trasparenza della politica, coerenza nella lotta alla mafia e nella ricostruzione, a partire dai comportamenti individuali di chi ricopre cariche istituzionali, di un’etica pubblica: non c’è una scissione tra l’etica dei comportamenti individuali e l’etica pubblica. L’etica deve recuperare questa trasparenza». E ancora, «è sicuro che la ’ndrangheta dopo Duisburg ha subito un colpo di immagine, di credibilità. Troppi riflettori accesi sul suo sistema d’affari e quindi qualche autorità interna all’organizzazione ha potuto decidere di “inabbissarsi” per far passare, diciamo, l’onda dell’attenzione mediatica, che non è che mette in discussione questo o quel capomafia: mette in discussione il livello di pervasività degli affari della ’ndrangheta dentro e fuori la Calabria». «Non vi è dubbio – ha aggiunto Forgione – che Duisburg per la ’ndrangheta è stato un danno. Lo valuteremo con le inchieste della Commissione antimafia».
LOIERO: SALVI COME LA DESTRA, FACCIA AUTOCRITICA
“Mi stupisce che il senatore Cesare Salvi venga in Calabria e utilizzando argomenti della destra più becera si scagli contro la giunta e il consiglio regionale. Proprio lui che dovrebbe fare almeno un po’ di autocritica”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, replicando alle affermazioni del senatore della Sd che stamattina a Cosenza ha chiesto e dimissioni della Giunta regionale e lo scioglimento del Consiglio. “Da Salvi però – ha aggiunto Loiero – ci si può aspettare di tutto. Ha scritto un libro col senatore Villone contro gli sprechi della politica. Eppure è stato per cinque anni vicepresidente del Senato e altri cinque capogruppo dei Ds, ruoli non secondari per intervenire, ma il Senato, secondo una classifica del Sole-24 Ore, è l’assemblea più sprecona, quella che in Europa è costata di più ai contribuenti, tanto che il presidente Franco Marini è stato costretto ad avviare una politica di contenimento della spesa. Quello di Salvi è anche per questo un attacco indecente, un modo per occupare uno spazio politico e niente più. Non può certo venire in Calabria a dare lezioni di alcun tipo”. E’ “indignato” il presidente Agazio Loiero per quelle che definisce “posizioni bizzarre” del senatore della Sd. “Salvi – ha sostenuto Loiero – guasta una delle giornate più positive: il governo, assecondando due nostri grande battaglie, ha messo in finanziaria 60 milioni di euro per i precari Lsu-Lpu, e Salvi dovrebbe sapere quali sono i drammi del lavoro in Calabria, e ha detto sì al rigassificatore di Gioia Tauro che consentirà una reale politica industriale nell’area del porto. E per la Calabria, poi, s’é aperta, grazie ai nostri incontri a Tirana col vicepremier albanese Gazmed Oketa e il ministro degli Interni Bujar Nishami, una reale opportunità di investimenti produttivi che avranno ricadute positive anche sul nostro territorio. Salvi queste cose non le sa. Ha cattive informazioni”. Loiero non intende eludere le questioni poste da Salvi ed ha affermato: “Siamo coscienti che in Calabria ci sia bisogno di un supplemento di rigore e di severità”. Parte quindi dalle accuse nei confronti del Consiglio Regionale per affermare “che ha già approvato norme per escludere consiglieri condannati in primo grado, che al momento non ci sono, da incarichi politico-istituzionali. I consiglieri di cui si occupa la magistratura, poi, non sono quelli di cui parla Salva. Il numero esatto nessuno lo sa. E’ possibile che sia di 15, per lo più di vicende che non riguardano questa legislatura e questa maggioranza, e per tre gli stessi pm procedenti hanno chiesto il proscioglimento. C’é solo un consigliere inquisito per vicende legate alla mafia, uno condannato per vicende diverse e però sostituito, cosa che non avviene in Parlamento dove ci sono una trentina di condannati in via definitiva sarebbero che restano comunque al loro posto. Dunque?”. Parlando poi della sua vicenda personale, Loiero sostiene che é falso quanto Salvi afferma: “Non sono sotto processo. Ho ricevuto solo un avviso di garanzia che, ricordo a Salvi, non è una condanna visto che il 90 per cento di tali avvisi si conclude con un proscioglimento. Io mi rendo però conto che diversamente da tutti i Consigli e da tutte le giunte regionali d’Italia, in Calabria c’é necessità di più rigore e più severità. Io ho ricevuto un avviso di garanzia e ho sfidato il Pm a trovare una prova contro di me. Ma voglio rassicurare Salvi che, sia pure in una regione come la Calabria dove un avviso di garanzia non si nega a nessuno, se un Pm dovesse chiedere e un Gip di decidere un mio rinvio a giudizio, contrariamente a tutti i colleghi e malgrado i positivi risultati di governo ottenuti, mi porrei il problema se rimanere o meno al mio posto: proprio perché governo questa regione difficile”. Secondo Loiero, “la Calabria è un caso a sé, ne sono convinto e sono io a ricordarlo a Salvi che scopre la ‘ndrangheta contro cui il mio governo lotta quotidianamente. E ricordo ancora a Salvi che circa 500 amministratori calabresi, tra cui il sottoscritto, in pochi anni sono stati oggetto di intimidazione, che per tali vicende nessuno e’ stato mai perseguito e che sono anche questi amministratori ‘al fronte’ a garantire agibilità democratica, più di chi vuole una regione senza governi democraticamente eletti”. 

BOVA A SALVI: CHIEDERE SCIOGLIMENTO E’ CONTRO CIVILTA’
“E’ singolare che al Consiglio regionale si imputi con una stanca routine il fatto che siederebbero in Assemblea un numero di consiglieri indagati e su questa base se ne chieda lo scioglimento. Si tratta di un ragionamento che fa a pugni con qualsivoglia principio costituzionale o più semplicemente di civiltà democratica”.
A sostenerlo è il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, in una lettera aperta al ministro Fabio Mussi, di Sinistra democratica, che, secondo alcune notizie di stampa, avrebbe chiesto lo scioglimento del Consiglio.
Richiesta avanzata oggi, a Cosenza, dal capogruppo di Sinistra Democratica al Senato, Cesare Salvi. “Sig. Ministro – scrive Bova a Mussi – la Calabria sta faticosamente tentando di superare una lunga fase di avvio di questa tribolata Legislatura che sino ad oggi è stata costellata di infamie e veleni.
La politica calabrese si sta tirando fuori dalle secche operando un inedito sforzo di ridimensionamento dei propri costi, delle strutture politiche e degli organismi regionali, che negli anni hanno assorbito notevoli risorse appesantendo un bilancio già esangue. Operando così si sono liberate risorse fresche da destinare, tra l’altro, al finanziamento, ogni anno, di 250 stage presso le amministrazioni pubbliche regionali per i migliori giovani laureati calabresi, selezionati con meccanismi oggettivi in base ai cuurricula, senza ricorrere a discutibili test e soprattutto senza imbrogli. Si tratta di una politica coraggiosa che certamente ha un prezzo politico salato da pagare, ma che non presenta alternative”. “Su un altro versante, poi – prosegue Bova – in queste ore é in corso la nuova progettazione del POR per gli anni 2007-2013 ed arrivano le prime note d’apprezzamento dall’Unione europea che segnano, anche in questo importantissimo ambito, una netta inversione di tendenza rispetto alla precedente gestione targata centrodestra, che si è rivelata fallimentare. In Calabria c’é bisogno di normalità, i cittadini richiedono a gran voce moralità e trasparenza nella vita pubblica e la possibilità di avviare una stagione di rilancio e di riforme che consenta di risalire la china. Tutti i nostri sforzi, il nostro impegno, fino a non dormirci la notte, è rivolto in questa direzione e per questo la Calabria ed i calabresi meritano rispetto e positiva attenzione. Quell’attenzione riservata proprio in queste ore dalla Polizia di Stato che ‘accarezza’ la nostra terra assegnandole l’onore di ospitare la Festa nazionale della Polizia”. “I calabresi – prosegue il presidente del Consiglio regionale – ce la stanno mettendo tutta, stanno provando a fronteggiare come possono e come sanno lo strapotere della ‘ndrangheta. Il Consiglio regionale, colpito al cuore dalla criminalita’ oscura e mafiosa sin dall’avvio della Legislatura, tenta a sua volta di assecondare questo sforzo attivando strumenti che mirano a garantire maggiore trasparenza e legalità, partendo proprio dal terreno nel quale le mafie vogliono con ogni mezzo insinuarsi: quello degli appalti pubblici. La stazione unica degli appalti è una risposta seria e concreta in questa direzione ed al prossimo Consiglio sarà legge della Regione”. “Trasparenza e legalità allora. Ed è per questo – afferma Bova – che ci siamo dotati, unica Regione in Italia, di un regolamento interno che impone la decadenza automatica da tutti gli incarichi per i consiglieri regionali che vengono semplicemente rinviati a giudizio per associazione mafiosa. Non c’é nulla di simile in nessuna Regione d’Italia, men che meno in Parlamento. Sarebbe estremamente significativo, allora, che lei, ministro Mussi, volesse rendersi promotore di un provvedimento analogo per le Istituzioni politiche nazionali. In tal caso stia ben certo che avrebbe tutto il nostro plauso e la nostra collaborazione. Tuttavia, mi consenta di osservare che è francamente assai singolare che al Consiglio regionale si imputi con una stanca routine il fatto che siederebbero in Assemblea un numero, per vero mai precisato e comunque assai variabile, di consiglieri ‘indagati’ e su questa base se ne chieda lo scioglimento. Si tratta, com’é evidente, di un ragionamento che fa a pugni con qualsivoglia principio costituzionale o più semplicemente di civiltà democratica. Non spetta a me ricordare, infatti, che l”avviso di garanzià è, appunto, uno strumento per garantire l’indagato e debbo inoltre sottolineare con forza che, sino ad oggi, tutte le indagini in corso a carico di consiglieri regionali si sono chiuse a favore degli indagati, con la richiesta di archiviazione promossa da parte dello stesso Pubblico Ministero inquirente. Voglio ricordare il caso clamoroso dell’on.le Franco Pacenza, addirittura arrestato come il peggiore dei criminali quando si trovava in vacanza con la famiglia, o ancora quello meno noto dell’on.le Luigi Incarnato, prosciolto anch’egli da ogni addebito”. “E, d’altro canto, – prosegue Bova – se così non fosse, cosa dovremmo dire, ad esempio, del fatto che molti valenti magistrati, proprio in queste ore al centro delle polemiche, figurano anch’essi quali persone sottoposte ad indagini per fatti legati alle funzioni esercitate; eppure nessuno si sogna nemmeno di chiederne le dimissioni, anzi.
Essi vengono giustamente difesi per il lavoro ad oggi svolto quando se ne mette in discussione la moralità e la competenza.
In questo quadro, risulta ancora più curioso il fatto che, proprio in queste ore, un grande numero di cittadini italiani stia protestando a gran voce perché in Parlamento siedono indisturbati personaggi che non sono ‘semplicemente indagati’, e neppure solo ‘rinviati a giudizio’, e nemmeno solo ‘condannati in primo grado’, ma che, come tutti sanno, hanno subito una condanna confermata in appello e poi anche in Cassazione e che stanno ancora lì, abbarbicati alla poltrona”.
“E mentre tutto questo accade – afferma Bova – c’é chi, invece di interrogarsi sulle ragioni di fondo di una protesta legittima e giusta, chiede ancora e ancora di sciogliere il Consiglio regionale della piccola e marginale Regione Calabria. Sarebbe allora forse altrettanto giusto richiedere anche lo scioglimento del ‘Parlamento piu’ condannato d’Europà?”.
“Veda sig. Ministro – prosegue – in Consiglio regionale è effettivamente accaduto che un consigliere sottoposto a processo ancor prima di candidarsi alle elezioni regionali, venisse in corso di Legislatura condannato in primo grado.
Si è trattato di un fatto molto grave, che avrebbe, questo sì, potuto gettare discredito sull’intera Istituzione regionale. Che cosa è avvenuto allora? Semplicemente che quel consigliere, condannato per fatti riferiti a quando era impegnato nel ruolo di Vice Presidente di una Provincia calabrese, dopo poche ore dalla condanna, sia stato sospeso dal Consiglio e dalle funzioni e sia stato sostituito dal primo dei non eletti. La legge lo prevede e tutto questo è avvenuto, nel segno della più assoluta normalità, della fisiologia democratica.
Vede, sig. Ministro, contro il Consiglio regionale della Calabria in questa Legislatura ne abbiamo sentite tante, troppe forse”. “Voglio ricordare – afferma ancora Bova – che, ad un certo punto, quando il dolore per l’efferato delitto del compianto Vice Presidente Franco Fortugno era ancora fortissimo, è partita ai danni della massima assise regionale una vera e propria ondata di discredito. Si è diffusa allora incontrollata la notizia che ad alcuni consiglieri era stato addirittura ritirato il passaporto.
Tutto falso, mai avvenuto.
Ed è adesso ancor più evidente che contro il Consiglio, avvertendo che il risultato elettorale alle scorse elezioni regionali aveva assestato un colpo fortissimo al potere di condizionamento mafioso sulla politica regionale, si è misurata e si misura tuttora la ‘ndrangheta che, com’é oramai noto a tutti, è la più grande forza criminale d’Europa. E nonostante tutte queste ‘attenzioni’, lecite ed illecite, il Consiglio non si è lasciato intimidire ed ha assunto decisioni rigorose ed inedite, al punto che alcuni sostengono che si tratta di misure talmente rigide da giungere a limitative addirittura le libertà costituzionali dei consiglieri. Eppure, sono costretto a constatare che tutto questo sembra ancora non bastare”.
“D’altro canto, in Calabria – afferma Bova – anche questo clima da caccia alle streghe non è una novità. Siamo una terra, infatti, che è abituata a marciare sempre in salita, contro tutto e tutti. E nonostante ciò, mi lasci ribadire che i calabresi, sig. Ministro, sono in massima parte persone oneste che, con volontà ferma e instancabile, non hanno arretrato nemmeno dinanzi alle catastrofi naturali che nei secoli ne hanno sconquassato il territorio. Continueranno ne sono certo, continueremo ancora in questo modo, l’unico che conosciamo, consapevoli che nostro malgrado i nostri meriti non ci verranno mai riconosciuti e che le infamie, perché di questo si tratta, ci pioveranno addosso comunque”. 

(http://www.ildomanionline.it/Politica/CESARE-SALVI-SD-CHIEDIAMO-LO-SCIOGLIMENTO-DEL-CONSIGLIO-REGIONALE-DELLA-CALABRIA.html)
 

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