A PROPOSITO DI MASTELLA E DE MAGISTRIS, DUE PESI DUE MISURE

1 10 2007
(segnalazione inoltrataci da Associttadini)
 

… INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Logo del Senato della Repubblica Italiana
Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-02084
Atto n. 4-02084 

Pubblicato il 31 maggio 2007
Seduta n. 159

CORONELLA – Al Ministro della giustizia. –
Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:
il 18 luglio 2006, l’on. Francesco Cafarelli ha denunciato ai Titolari dell’azione disciplinare una grave e circostanziata serie di fatti dei quali si sarebbe reso protagonista, nell’esercizio delle pregresse funzioni di magistrato della Procura di Roma, il dott. Giancarlo Armati, attuale Procuratore generale della Corte d’appello di Perugia;
l’on. Cafarelli, nell’evocare i singolari svolgimenti di un processo da lui subito nella cosiddetto stagione di “tangentopoli”, insieme all’allora Ministro dei lavori pubblici Giovanni Prandini, processo conclusosi poi definitivamente con pronuncia liberatoria a favore di tutti gli imputati, ha precisato che la fonte d’accusa, tal Romualdo Di Corato, imprenditore legato agli appalti ANAS, aveva ottenuto dal magistrato inquirente – il citato dr. Armati, appunto – un inspiegabile trattamento di scandaloso favore. Addirittura, si legge nell’esposto, nel corso dell’esame cui il Di Corato era stato sottoposto l’11 febbraio 1993, l’Armati, anziché invitarlo alla nomina di un difensore quale indagato per corruzione, gli aveva attribuito del tutto arbitrariamente la qualità di persona offesa da una presunta concussione. Nessuna indagine – prosegue l’on. Cafarelli – fu mai svolta dal dr. Armati a carico del Di Corato, nonostante le numerose prove della falsità delle dichiarazioni che egli aveva reso nei confronti di tutte le persone poi prosciolte;
a distanza di anni – soggiunge ancora l’on. Cafarelli – è stata acquisita la costernante spiegazione delle “ragioni” che avevano ispirato il comportamento dell’Armati nei confronti del Di Corato: i due – al tempo dell’indagine – erano legati da intensi rapporti d’indole inequivocamente corruttiva;
la prova del mercimonio è contenuta nella drammatica denuncia presentata al Procuratore della Repubblica di Roma il 30 giugno 2006 dal dott. Federico Armati, alto funzionario del Ministero dell’interno, contro il padre Giancarlo nel contesto il sindacato parlamentare, il dott. Federico Armati afferma testualmente: “Posso dichiarare con certezza che negli anni 1989, 1990, 1991,1992 e 1993, mio padre, il dr. Giancarlo Armati, all’epoca sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma riceveva in modo continuato regali di valore rilevante dal sig. Di Corato Romualdo, pugliese di Trani, titolare di un’importante impresa di costruzioni di autostrade. Tra i regali di cui ho diretta conoscenza ricordo un orologio di platino marca Cartier mod. Pasha con cinturino in pelle marrone, un orologio d’oro marca Piaget, gemelli da camicia in oro e smalto nero con diamante di Bulgari, servizio completo di posate da tavola di argento massiccio del gioielliere Buccellati, un prezioso servizio da tavola di porcellana, un servizio di bicchieri di cristallo Baccarat, una coppia di preziosi candelabri d’argento d’epoca con incisione alla base, un servizio di bicchieri-coppe in oro zecchino (…) giacche, maglioni ci cachemire, calzini di cachemire, camicie ed altro, provenienti, per la maggior parte, dai negozi di Roma, Ravasi di via del Babbuino ed Hermes di via Condotti”;
con successiva denuncia del 26 luglio 2006, il dr. Federico Armati ha riferito di essere stato oggetto – a causa della sua iniziativa – di pesantissime intimidazioni persino in ambito familiare, con l’esplicito avvertimento di uno strettissimo congiunto, qualificatosi “messaggero”: “se non ritiri la denuncia sarai rovinato, sarai distrutto”,
si chiede di sapere se sia a conoscenza di quali iniziative siano state intraprese e se e quali provvedimenti siano stati adottati, nell’ambito di propria competenza, dal Ministro in indirizzo, dal Procuratore generale della Corte di cassazione e dal Consiglio superiore della magistratura, anche in via interdittiva, a tutela del prestigio dell’ordine giudiziario e della delicatissima funzione del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Perugia.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...