Ministro Mastella, basta con le prese in giro

30 09 2007

di Giorgio Durante

Il ministro Mastella tra due secondiniMinistro Mastella si svegli, siamo nel 2007, i cittadini hanno iniziato a leggere ad ascoltare, a comprendere.
Lei, lo si legge sul suo viso sgomento, non si dà pace, non riesce a capire a capacitarsi, come! la gente mi avversa, mi offende, mi deride, mi mette davanti alle mie responsabilità, si starà chiedendo, cosa è accaduto?
Signor Ministro il sistema è imploso, la corda si è spezzata, la Casta è ingorda, divora tutto anche quelle briciole che la prima Repubblica,  pure messa sotto accusa, concedeva al popolo, sottomesso alla politica per il voluto perpetuare dello stato di bisogno collettivo, per la mancanza di soluzioni e di progetti.
Ma la politica prometteva e creava speranza ed aspettative, prima la destra poi la sinistra, e così in un balletto di alternanza, da moto pendulo, poco a poco impoveriva il popolo non più sovrano. Reso inoffensivo anche sul piano delle scelte, con una legge elettorale da regime totalitario, si è creata così un’oligarchia auto referenziata alla quale lei appartiene a pieno titolo.
Non vorremmo sembrare populisti e pertanto tralasciamo i discorsi del familismo spinto o dei privilegi di Casta ormai ben noti, e che solo lei con quella faccia che ha più bronzo delle Campane di San Marco, ha potuto difendere al teleschermo davanti a milioni di italiani che a stento, le assicuro, trattenevano i conati di vomito (mi perdoni la crudezza).
Sul caso de Magistris signor Ministro, lei mente, sapendo di mentire, ma con la stessa faccia di bronzo che le appartiene, tenta ancora una volta di convincere gli italiani, che il suo è un atto dovuto, conseguente alle determinazioni degli ispettori. Chi saranno mai poi questi chi lo sa, sono assunti per concorso?
Ma questo è un altro discorso. Fatto sta, e mi smentisca se non è vero,  che sulla sua scrivania giacciono da anni diversi dossier ben più pingui, su diversi tribunali d’Italia.
I cui contenuti a leggere alcune pagine pubblicate dalla stampa soprattutto dall’Espresso, danno una rappresentazione raccapricciante di molte Procure, comprese quelle di alcuni capoluoghi calabresi, si parla di tentativi di corruzione, di situazioni conflittuali di intere famiglie che gestiscono la filiera della giustizia, di magistrati asserviti alla politica in cambio di assunzioni di congiunti, o di consulenze milionarie, vedi il Tar di Catanzaro, di indagini assegnate in modo pilotato a Magistrati di fiducia, come continua ad accadere anche a Cosenza, c’è quello di riferimento per i Ds, quello dell’Udeur, quello che garantisce la massoneria, e così via in un intreccio davvero diabolico, che hanno determinato la morte della Giustizia. Immagino che il suo viso è sbigottito, sorpreso, sicuramente non per il contenuto di ciò che ho detto, che è di sua sicura conoscenza, ma per l’ardire di un cittadino, pur presidente di una associazione che si batte per l’affermazione della legalità e dei diritti dei cittadini, che con queste cose lo inchioda alle sue responsabilità alle sue premeditate inadempienze e soprattutto alle sue sospette, zelanti e sollecite iniziative nei confronti di de Magistris.
Il suo intervento, come cittadini, ci permettiamo di dirle ci insospettisce, per i tempi, per i contenuti, per le motivazioni inconsistenti e soprattutto per i suoi confidenziali rapporti con alcuni degli indagati.
In una democrazia occidentale ci si sarebbero aspettate le sue dimissioni, non oggi che sono riteniamo un atto, questo si dovuto, ma nel momento in cui si è saputo del suo coinvolgimento, seppure non penalmente rilevante, nei fatti in oggetto.
Signor Ministro, ha perso l’occasione di essere utile a tutti gli italiani, magari ascoltando e dando seguito a quanto detto a chiare lettere da Nicola Gratteri in un dibattito televisivo di qualche giorno fa, che per fronteggiare la “ndrangheta” basterebbe cambiare una decina di articoli della vigente normativa penale, questa dovrebbe essere la sua “mission”, il suo ruolo istituzionale, non quello di fermare le inchieste che coinvolgono la politica, mandi gli ispettori dove, davvero servono, come ad esempio, nel verminaio di Cosenza e non utilizzi il suo mandato per intralciare il difficile lavoro di chi indaga su questioni importanti che minano le fondamenta della stessa democrazia.
Si metta da parte, la sua radiografia ci inquieta, e soprattutto le rivolgiamo una domanda signor Ministro: lei da che parte Sta? Dai suoi comportamenti istituzionali, si evince che certamente, non sta con noi popolo Italiano, ed è in nome di questo popolo, indignato e vilipeso, che chiediamo di rimettere il suo mandato, per aver tradito le aspettative di tutti noi.

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