De Magistris e SuperGrillo

25 09 2007

di Ruggero Pegna   
 
Oramai, quando per alcuni l’indignazione diventa incontenibile, non rimane che chiedere aiuto a Supergrillo. Da organizzatore di spettacoli,  per molti anni ho associato al suo nome la certezza di un tutto esaurito, come quelli delle più acclamate rockstar. Ora, come tanti, in questa realtà da V-Day penso a lui come un autentico eroe dei fumetti. La notizia che il Ministro Mastella abbia chiesto il trasferimento del pm De Magistris  dalla procura di Catanzaro, avviando anche l’azione disciplinare nei suoi riguardi, non poteva non trasformarsi per il popolo dei grillini in un’ altra ceppalonata!
Pare che nell’indagare sul sistema di potere occulto e trasversale che coinvolge politici, imprenditori e magistrati, in cui figurerebbe anche lo stesso Ministro, De Magistris abbia fatto una cosa gravissima. E’ accusato di non aver voluto spifferare notizie sullo sviluppo dell’inchiesta finanche al suo superiore, dottore Lombardi.
“Usa metodi d’indagine poco ortodossi”, sostengono in coro alcuni politici, da Udine a Catanzaro.    

E’ da qualche giorno che mi scervello. Che non sia definibile così, almeno in Italia, indagare su certi sistemi di potere, questi forse sì, poco ortodossi?
Mi è sembrato strano  sentire che un magistrato, che fa il suo lavoro riuscendo ad accendere i riflettori della giustizia su fatti gravissimi di malaffare, mala politica ed ordinaria criminalità, peraltro anche in una regione dove ogni anno spariscono nel nulla milioni di euro di danaro pubblico ed un po’ di cittadini,  piuttosto che ricevere il compiacimento ed il ringraziamento innanzitutto delle Istituzioni, rischi di essere sanzionato e mandato a casa e, poi, proprio su richiesta del Ministro della Giustizia!
Non posso immaginare che il nostro Guardasigilli non desideri l’accertamento della verità, anzi, come tutti, ritengo anch’io che sia il primo a volerlo. Dopo le tante critiche per l’indulto, senza che qualcuno riflettesse sul fatto che il suo Ministero fino al 2001 oltre che di giustizia era anche di grazia, il povero Mastella  è nuovamente sotto accusa, peraltro per un “atto dovuto”, come ha candidamente detto a “Repubblica”. A questo punto, prima d’indignarci e prendercela ancora con lui e con la solita politica, dovremmo approfondire.

Possibile, invece, che De Magistris, preso dal lavoro e da queste benedette inchieste, non abbia accettato di accompagnarlo al Gran Premio di  Monza  e lui ci sia rimasto così male da fargliela pagare alla prima occasione? In fin dei conti il Ministro, se ci pensate bene, ha davvero lo sguardo bonario da Clementone dispettoso.
Se le cose stessero in questo modo, caro dottor De Magistris, sopporti   il tono confidenziale, onestamente il Ministro avrebbe le sue buone ragioni. Magari c’era pure qualche avvenente velina desiderosa di conoscerla e lei, invece di sguazzarsela tra i box della Formula Uno con l´opportunità di uno champagnino anche con Flavio ed Elisabetta,  ha preferito starsene a Catanzaro per pensare alle intercettazioni telefoniche di questo e di quello.
Faccia come la collega Pasquin che, ogni tanto,  scambiava simpaticamente qualche sentenza con soppressate  dello Zomaro e la domenica organizzava  magnifici picnic a Capo Vaticano! C’è un limite anche allo spirito di abnegazione, mi perdoni.

E poi, ha deciso di non raccontare nulla a Lombardi, non dà confidenza al Ministro, si mette ad indagare su alcuni dei suoi amici più cari. Non è che soffre di sprezzo dei superiori? Infine, mi scusi, che dire dei nomi delle sue inchieste: Calabriagate, Why Not, Poseidone? Chi glieli ha suggeriti, i ragazzi di Locri? Lasci perdere quei matti kamikaze, segua Mastella!
Dottore De Magistris, ancora è in tempo per fare pace. Lo chiami e si autoinviti al Gran Premio del Giappone. L’ aeroporto di Lamezia è di strada per Fuji. Sull’ aereo presidenziale c’è pure il biliardo e tra un colpo e l’altro avrete tutto il tempo per chiarirvi. Così nessuno penserà che si volesse insabbiare qualche indagine scottante o potrà dire che, questa volta, non ci fosse una buona ragione  per usare l’ aereo di Stato. Vedrà, il Ministro sarà felice di lasciarla proseguire nel suo lavoro ma, soprattutto, di essersi evitato un ennesimo affettuoso saluto di Supergrillo e, forse, di moltissimi italiani!
 

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