DE MAGISTRIS: ACCUSE DEGLI ISPETTORI, LA PIAZZA RISPONDE

25 09 2007

di Alessandro Sgherri (Il Domani on line)

CATANZARO, 24 SET – Si ritrovano a metà pomeriggio, davanti al palazzo di giustizia di Catanzaro, in centinaia e centinaia per esprimere la loro vicinanza al pm Luigi De Magistris, che il ministro Clemente Mastella vorrebbe immediatamente trasferire.
Gente comune, rappresentanti delle istituzioni, parlamentari, con striscioni, materiale per raccogliere le firme per una petizione a favore del magistrato. Il tutto mentre da Roma rimbalzano le notizie dei rilievi mossi dagli ispettori del Ministero della Giustizia, che stanno alla base della richiesta di Mastella. Gli ispettori, tra l’altro, accusano De Magistris di avere gestito il suo ufficio “in modo macroscopicamente inadeguato”, con conseguenti “gravi e sistematiche violazioni del segreto” sull’inchiesta “toghe lucane”. La replica del pm non si fa attendere: alle accuse a mezzo stampa, “mentre sono a lavoro come sempre – dice – non risponderò a mezzo stampa, ma in tutte le sedi istituzionali, convinto di dimostrare non solo la correttezza del mio operato, ma anche di avere sempre agito nell’interesse esclusivo della giustizia”. Il pm, che per tutto il pomeriggio resta chiuso nel suo ufficio, annuncia che tutelerà la sua serietà e dignità professionale “mortificata attraverso dichiarazioni di appartenenti alle istituzioni e propalazione di atti provenienti dal Ministero a me non conosciuti”. Anche Mastella interviene nuovamente sulla vicenda per dire che “non sono né pazzo né sciocco, se ho preso quel provvedimento c’é sicuramente una motivazione”. Il confronto a distanza tra il Guardasigilli ed il Pm sfugge ai manifestanti, ma non è importante. Loro sono in piazza non per difendere questo o quel magistrato ma per tutelare, dice una signora, “la democrazia e le sue regole”. In piazza ci sono gli striscioni: “e adesso trasferiteci tutti”, vergato dai ragazzi del movimento di Locri “E adesso ammazzateci tutti”; “La Calabria ha bisogno di magistrati con un po’ di coraggio ed un vero amore per la giustizia”. Parte anche un coro che inneggia a De Magistris. Dal microfono si susseguono gli interventi. Il deputato dello Sdi Giacomo Mancini ricorda che dopo la strage di Duisburg “é stato detto che bisognava far sentire la presenza dello Stato; se questo è il modo, è difficile distinguere lo Stato dall’antistato”. Beniamino Donnici, promotore di una petizione che al primo giorno ha già raccolto un migliaio di firme, parla di conflitto di interessi perché “Mastella fa parte di un Governo il cui Premier è indagato dal pm e perché agli atti ci sono intercettazioni di imbarazzanti conversazioni dello stesso ministro con alcuni indagati”. Aldo Pecora, portavoce di “E adesso ammazzateci tutti”, invita tutti a Roma per l’8 ottobre, quando il Csm dovrà decidere sulla richiesta di Mastella, per “far sentire e vedere che la Calabria c’é “. Quella di oggi, però, non è una manifestazione politica. E la gente comune lo fa capire quando subentra ai politici, per gridare al microfono la propria rabbia. “La Calabria ha bisogno di magistrati che lottino contro lo strapotere politico” dice qualcuno; “se il Csm deciderà per il trasferimento sarà difficile credere nella giustizia” dicono altri. Altri ancora se la prendono con i partiti e la politica. E venerdì si riprende, sempre davanti al Tribunale, con un’altra manifestazione per dire no al trasferimento di De Magistris. (Ansa)

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