Gratteri ad ‘Ammazzateci tutti’ – “Bravi ragazzi, avete imparato la lezione: via certi politici dai cortei”

19 08 2007

da “La Riviera” del 18 agosto 2007

 «C’è una differenza sostanziale tra Cosa Nostra e la ‘ndrangheta. Mentre la prima ha avuto uno scontro frontale con lo Stato, costringendolo in qualche modo a reagire, la seconda ha agito in maniera molto più subdola, cercando il consenso popolare, rendendosi in qualche modo meno asfissiante ed apparentemente meno oppressiva per la popolazione. Tanto che con ignoranza e superficialità è stata considerata anche una specie di datore di posti di lavoro. La gente in Calabria ha preso meno coscienza del fenomeno e lo Stato centrale lo ha trascurato, sottovalutandolo e ritenendo la ‘ndrangheta una sorta di mafia stracciona o di serie B».
E’ questa l’opinione di Nicola Gratteri, Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, che abbiamo avuto modo di incontrare in occasione della tre giorni di Legalitalia, il primo meeting dei giovani contro la mafia, organizzato dal movimento Ammazzatecitutti a Reggio Calabria.
Gli ex-ragazzi di Locri, oggi diventati solo quelli di “ammazzatecitutti”, sono cresciuti e sono stati capaci di organizzare una manifestazione che ha avuto il grande merito di offrire il palcoscenico a magistrati come Boemi, Gratteri e de Magistris, alle vittime di mafia e ai giovani provenienti da tutta Italia piuttosto che a questo o quel politico. «Avete imparato la lezione», dice con un tono affettuoso Gratteri salutando Aldo Pecora.
Meglio, quindi, che anche i pochi politici invitati alla fine abbiano avuto altri impegni, come il ministro Melandri, colto da improvviso “impegno istituzionale” nel mare delle Eolie.
Forse, se si fosse commemorato Fortugno invece che il giudice Scopelliti, il ministro avrebbe trovato il tempo di venire a Reggio. E’ curioso, infatti, che nella sfrenata ricerca di simboli e paraventi con cui coprire le proprie inadempienze, la politica trascuri una figura così significativa ed emblematica come quella del magistrato ucciso il 9 agosto del 1991 e passato alla storia come il giudice solo.
Ma quello che è ancora più curioso è ascoltare le parole di chi è impegnato in prima linea nel contrastare la criminalità ed accorgersi di quanto siano forti le carenze dello Stato che, nei fatti, non fa la sua parte. Bisognerebbe operare su due piani, per dirla con Gratteri. Il primo, nel breve periodo, riguarda una serie di norme sbagliate e carenze legislative da colmare: «Basterebbe – ha detto – cambiare dieci-quindici articoli dei codici di procedura penale e dell’ordinamento giudiziario per consentire alle forze della magistratura di lavorare in maniera molto più efficiente».
Un esempio? «Abolire il patteggiamento in Appello che consente sconti di pena anche a chi ha commesso reati gravissimi». Per il secondo, nel lungo periodo, la strada è quella della cultura, della partecipazione civile, della crescita delle coscienze. Questi concetti, detti da un magistrato in prima linea, suonano meno retorici che se fossero stati pronunciati dal politico di turno. La strada è quella tracciata dai giovani, in sostanza.
Ma non da tutti.
L’opinione del magistrato, a questo proposito è chiara ed anche per molti versi illuminante: «Dopo l’omicidio Fortugno c’è stata una grande attenzione mediatica e sono nati questi movimenti di giovani; inizialmente in modo massiccio e corale. Poi, forse, ci sono stati degli eccessi di individualismo che hanno portato a spaccature e frizioni. Qui c’è una grossa responsabilità degli adulti che si sono messi a corteggiarne alcuni facendoli salire sui palchi di alcuni partiti e creando dei personaggi più in vista rispetto ad altri, invece di lasciarli in pace ad urlare la loro rabbia. L’importante, ora, è che rimanga accesa questa fiaccola. Certo, sta ai ragazzi rimasti fare da catalizzatori memori, mi auguro, dell’esperienza dello scorso anno cioè dell’essere stati usati e di essersi fatti usare. Memori di questo grosso scotto che hanno avuto, devono cercare di ricostruirsi e ricostruire quell’immagine con credibilità e con coerenza».
Il consiglio che si può dare a questi ragazzi qual è? «Studiare, non essere proni al potere e non fare entrare nei cortei i politici, soprattutto quelli che poco prima, poco dopo o durante hanno avuto responsabilità di governo».

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: