Chiesa calabrese, un quadro davvero inquietante

21 07 2007

di Giorgio Durante

La squallida vicenda dell´Istituto Papa Giovanni, si inserisce in un contesto sociale e politico di grande degrado morale ed etico.
Colpisce molto la vicenda per via del coinvolgimento di Preti ed alti Prelati, che si arricchivano alle spalle dei più deboli, e questa volta le vittime davvero erano incapaci di qualsivoglia capacità di difesa. Una vergogna che peserà molto sulla curia Cosentina e su tutta la Chiesa, che come nel caso dei Preti pedofili tende a minimizzare, condanna con una terminologia volutamente vaga ed equivoca.
Nessuna condanna sulla condotta morale, diretta, ad alta voce, nessuna reazione veemente o dai toni forti, solo un velato messaggio che ad una lettura più attenta serve a rassicurare gli inquisiti che la chiesa, ed il Signore li sosterrà, come ha detto il Vescovo di Cosenza Monsignor Nunnari. Niente strali o maledizioni o scomuniche solo una tiratina di orecchie ed un invito a restituire il maltolto, e come se la restituzione di beni materiali o di danaro sanasse o ridasse la dignità tolta a decine di infermi o malati mentali, la cui situazione personale è stata sicuramente compromessa dai comportamneti della direzione dell´istituto. Nei miei numerosi scritti quando indicavo i mali che attanagliano questa Regione, nella Politica, nella cattiva informazione, nella giustizia connivente ed addomesticata, nei servizi segreti deviati, e nella Massoneria, ogni tanto inserivo una chiesa ottusa e codarda, ma mai avevo immaginato complice e fiancheggiatrice del malaffare.
L´intreccio appare sempre più complesso, ma nello stesso tempo più chiaro, tutti i poteri presenti sul territorio, per anni, insieme hanno depredato un´intera popolazione sottomettendola per via dello stato di bisogno e di una sempre più diffusa indigenza.
Volendo fare una provocazione, che paradossalmente è inconfutabile, l´unica organizzazione presente su questo territorio che adempie pienamente al suo compito istituzionale è la “Ndrangheta”, tutte le altre, istituzioni comprese, operano in discrasia totale con gli obiettivi istituzionali assegnatigli.
Non ci resta che fare, un´ultima, amara considerazione, chi difende un così vetuperato popolo?
Una volta almeno c´era la comprensione e l´assistenza morale e spirituale della Chiesa, un rifugio che oggi si è dimostrato, non la casa del padre, bensì la casa degli orchi.

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LA NOTIZIA

Già lo scorso anno la struttura era balzata all’attenzione della cronaca

Cosenza, arrestato sacerdote ex presidente istituto ‘Papa Giovanni’

Alfredo Luberto, 49 anni, è ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e appropriazione indebita. Indagini anche su un ex arcivescovo. Sotto accusa la gestione dei fondi erogati dalla Regione Calabria: sarebbero stati occultati ricavi per 13 milioni di euro

Cosenza, 17 lug. (Adnkronos/Ign) – E’ stato arrestato dalla Guardia di Finanza l’ex presidente dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza. Alfredo Luberto, 49 anni, sacerdote, è ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e appropriazione indebita. Su ordine del giudice per le indagini preliminari di Paola, Afredo Paola, che ha firmato le richieste del sostituto procuratore Eugenio Facciolla, è stato arrestato anche Fausto Arcuri, 40 anni, ex componente del consiglio di amministrazione dello stesso Istituto.
Secondo l’accusa, don Alfredo Luberto, Arcuri e altre persone che risultano indagate (in tutto 24), avrebbero dato vita a un vero e proprio comitato d’affari che avrebbe gestito per altri fini una parte consistente dei fondi erogati dalla Regione Calabria all’Istituto Papa Giovanni, gestito da una fondazione della Curia arcivescovile di Cosenza.
Nell’ambito dell’inchiesta la Guardia di Finanza sta svolgendo indagini anche sull’operato dell’ex arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino. Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti stanno cercando di verificare il perché dei mancati controlli e quindi delle mancate rilevazioni di tutti gli illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dei fondi destinati all’attività dell’istituto di assistenza per persone con problemi psichici.
Le gravi violazioni fiscali vanno dall’occultamento di ricavi per 13 milioni di euro, all’esposizione di costi indeducibili per quasi 2 milioni di euro, al mancato versamento di contributi previdenziali per ben 15 milioni di euro.
L’istituto ‘Papa Giovanni XXIII’ di Serra D’Aiello era balzato all’attenzione della cronaca lo scorso anno a seguito delle indagini della Procura e della Guardia di Finanza di Paola che avevano evidenziato come quella che in teoria avrebbe dovuto essere una casa di accoglienza e cura per persone disabili, anziane o affette da disturbi psichici, era in realtà una struttura in degrado dove i pazienti venivano tenuti in condizioni di abbandono in assenza delle più elementari norme igieniche.

 

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