Proposta di legge per le Primarie: motivi di una adesione

5 03 2007

Comunicato Stampa Associazione “Sentiero Nonviolento”

Diventa sempre più profondo e largo il fossato che divide cittadini e partiti, movimenti sociali e forze politiche di governo e opposizione. Basta pensare a ciò che è avvenuto lo scorso mese di febbraio a Vicenza, quando le forze politiche di governo (e, in esse, anche i partiti che sul tema dell’antimilitarismo facevano ben sperare) hanno deciso di non manifestare con i cittadini e i movimenti sociali per “senso di responsabilità” (quale?).
La verità – sempre più manifesta – è che la politica dei partiti e delle coalizioni vive di laceranti contraddizioni: da un lato, infatti, chiede il consenso ai cittadini mentre, dall’altro, risponde ai poteri finanziari ed economici mondiali. È per questo motivo che il ‘governo Prodi’ ha aumentato del 13 % le spese per gli apparati militari, non ha mantenuto la promessa di impegnarsi per la costituzione dei Corpi Civili di Pace, non vuole proprio saperne di colmare il vuoto lasciato dall’abolizione del servizio militare con un anno di servizio obbligatorio per tutti i cittadini affinché si formino per la Difesa Popolare Nonviolenta.
Il meccanismo politico che maggiormente manifesta le contraddizioni della politica dei partiti e il loro distacco dal Paese reale è dato dalle candidature. Sono le segreterie, infatti, che scelgono chi deve essere ‘imposto’ al popolo e chi deve aspettare il … proprio turno!
Con la proposta delle Primarie, elevate a legge vincolante per qualsiasi sistema elettorale e per la scelta delle candidature, noi cittadini possiamo recuperare un importante spazio di partecipazione e di sovranità democratica.

L’idea è questa: con l’introduzione stabile (e per legge) delle Primarie, le segreterie dei partiti avrebbero solo il potere di proporre, e non più quello di decidere e imporre, le singole candidature. Una volta proposte, saremmo noi cittadini a decidere se confermarle o rifiutarle con il nostro voto. Non solo: saremmo noi cittadini a poter decidere chi deve governarci; se, cioè, il solito professionista della politica partorito dalle segreterie dei partiti o un cittadino, magari anonimo, ma serio, competente e realmente connesso con gli altri cittadini. 
Le Primarie, allora, ci sembrano un valido strumento di partecipazione democratica e di riappropriazione del potere che, in questo modo, tornerebbe nelle nostre mani.
Uno strumento pienamente nonviolento.
Battendo questo sentiero, la politica potrebbe tornare ad essere luogo e mezzo di servizio dei poveri e del bene comune.
Un po’ come scriveva Gandhi: “il servizio reso volontariamente al prossimo richiede il meglio di cui un individuo è capace e deve avere la precedenza su qualsiasi affare personale”.

per l’ Associazione Sentiero nonviolento
Coordinatore Vincenzo Altomare

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