DOCUMENTO UFFICIALE DEL MOVIMENTO “E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI”

27 02 2007

(con richiesta di pubblicazione integrale e pari risalto rispetto agli articoli che si ritengono gravemente ingiuriosi e diffamatori apparsi alle pagine 6 e 7 del quotidiano ‘Calabria Ora’ di domenica 25 febbraio u.s., ai sensi dell’art. 8 L. 8 febbraio 1948, n. 47) 

Rimaniamo sconcertati dal risalto che il quotidiano ‘Calabria Ora’ ha dato sia in prima pagina che nel ‘Monitor’ regionale alle esternazioni diffamatorie ed insensate del Sig. Gullace e della sua compagna Martina Raschillà, ex appartenenti al Movimento ‘Ammazzateci tutti’  ed allontanati dallo stesso per gravi e privati motivi.
La domanda che ci poniamo davanti a queste scelte è di quelle, inevitabilmente, dietrologiche: ‘chi sta dietro’ a questa squallida operazione diffamatoria e denigratoria? Chi usa questi due fin troppo evidentemente eterodiretti ragazzi come armi improprie per colpire ‘Ammazzateci tutti’?

Noi siamo preoccupati: è chiaro che tutto quello che sta accadendo nei confronti del Movimento non può essere casuale ed è sempre più il  frutto di un preciso disegno messo in atto da noti ‘poteri forti’ che, scossi dall’ingestibilità di noi ragazzi, pensano di difendersi screditando ed attaccando subdolamente ciò che rappresenta “Ammazzateci tutti”, proprio adesso che ci stiamo contando e le cifre dei partecipanti alla marcia di Reggio, strumentalmente e falsamente definita un ‘flop’ , rendono l’idea che chi diceva che il Movimento fosse “espressione di Aldo Pecora e pochi altri”, aveva detto un’enorme bugia, forse frutto di pessimi consiglieri. E adesso marce indietro non se ne devono fare, come il generale Buttiglione dei famosi film comici, che non si arrendeva mai ‘nemmeno di fronte all’evidenza’.
Del resto i ‘poteri forti’, sono tali proprio perché hanno infiltrati in  tutti i settori vitali di una società, come la politica, la pubblica amministrazione e la stampa. Appunto.
Ci fa amaramente specie il fatto che assuma dignità di notizia regionale il gossip de “I due fidanzati contro Ammazzateci tutti”, piuttosto che i gravissimi fatti di censura informativa avvenuti nei giorni che hanno accompagnato la Manifestazione Nazionale contro le mafie tenutasi a Reggio Cal. il 17 febbraio scorso ed investita dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, manifestazione oculatamente ignorata dal TG3 regionale, che ha perfino omesso di riportare il messaggio di vicinanza a noi giovani del Presidente Napolitano.
Anzi, quando è stata diffusa dall’Ansa la notizia-bufala  sui presunti ‘500 partecipanti’ alla suddetta Manifestazione (notizia rettificata dalla stessa Ansa dopo più di 3 ore) lo stesso lancio d’agenzia è servito come ‘assist’ per dare modo, proprio dalle colonne di ‘Calabria Ora’, ad un ben noto giornalista di pontificare sulla serietà dell’antimafia svolta da noi ragazzi, (e da che pulpito…!).
Ma in fondo siamo in ‘questa’ regione dove lo stesso Super Prefetto De Sena ha scritto che la mafia ed i poteri ad essa collegati hanno infiltrato tutto e tutti, qui, nella nostra Calabria dove addirittura la Direzione Nazionale Antimafia diretta dal Procuratore Nazionale Piero Grasso, la più Alta Magistratura antimafia nazionale dunque, non un qualunque giornalista ‘amico’, ha scritto testualmente nella sua relazione annuale presentata alla Commissiona Parlamentare Antimafia che alcuni giovani che lottano coraggiosamente la mafia in Calabria devono fare i conti non solo con la stessa mafia, ma anche con le istituzioni che usano metodi mafiosi.
Ed è in ‘questa’ Calabria che un quotidiano come ‘Calabria Ora’ che fino ad ieri era apparso equidistante nel dare sempre la parola a tutti, noi compresi, già per due domeniche di seguito ci fa attaccare pesantemente senza darci modo di replicare nello stesso contesto, come sarebbe eticamente e deontologicamente corretto.
Bene, alla luce di questo non possiamo non dirci preoccupati.

Adesso noi ragazzi vogliamo esprimere la nostra piena ed incondizionata solidarietà ad Aldo Pecora,  fondatore e portavoce del Movimento, che sta pagando a caro prezzo la sua scelta coraggiosa ed intransigente di ribellismo senza padrini e senza padroni.
Ed è proprio la sua indipendenza, la sua ‘ingestibilità’, e soprattutto il suo rigore morale che danno fastidio sia ai potenti che a chi pensava, travestendosi da ‘Ragazzo di Locri’, di poter gestire ed utilizzare per scopi personali l’intero Movimento.
Per quanto infine riguarda il papà di Aldo, vigliaccamente attaccato dalle colonne di ‘Calabria Ora’ dai due velenosi fidanzatini e dai loro ‘mandanti’, vogliamo dire solamente una cosa: caro Giovanni tutti noi ti diamo testimonianza che non solo non c’è mai stata una tua presenza ‘ingombrante’ nel Movimento (a parte la tua notevole mole fisica, di cui sei il primo a sorridere), ma che semmai sei sicuramente il nostro ‘papà virtuale’, quel papà che, come tutti i padri, è sempre pronto a dare tutto senza ricevere nulla, pronto a rispondere alle nostre richieste senza mai avanzarne una, pronto a prendere sulle sue forti spalle i pesi che ci potrebbero schiacciare.
Tu ci hai presi per mano quando eravamo smarriti, ma ci hai sempre lasciato camminare (ed anche sbagliare) da soli, a cominciare dai tuoi figli. E quante volte non hai condiviso nostre scelte e quelle di Aldo… Lo sanno benissimo anche i due fidanzati, ma siccome sono in malafede hanno scritto il contrario, come faceva comodo a loro ad ai loro mandanti.
Ti dobbiamo dunque una testimonianza di verità: innanzi tutto conosciamo bene le motivazioni che hanno mosso la tua candidatura alle elezioni di maggio: nessun interesse personale (non avresti aspettato l’ultima ora dell’ultimo giorno per candidarti), ma solo lanciare una sfida, che è la nostra sfida, alla mafia e prendere le distanze da un innaturale accordo elettorale nella Margherita provinciale a Reggio Calabria, accordo ‘contro natura’ sul quale volevi lasciar traccia indelebile della tua avversione. Allora la signorina Raschillà era sui palchi ad elogiarti, e ora invece…

E quando si dice la ‘malafede’: i due denigratori si rifanno a tue ‘sonore sconfitte’ in precedenti elezioni, ma stranamente ‘dimenticano’ lo strepitoso risultato che hai ottenuto alle precedenti elezioni politiche con la tua candidatura al Senato in una lista che si poneva alternativa alla destra ed alla sinistra: potremmo quasi dire, scherzando, che hai pagato in termini di consensi la tua scelta di lottare insieme a noi ‘giovani contro’.
Caro Giovanni, in Calabria sembra non ci sia spazio per gli uomini liberi: o con i poteri forti o a morte, come peraltro ti hanno minacciato diverse volte scrivendolo persino sui muri della tua città. Ma anche questo i due fidanzatini, e chi sta dietro a loro, non lo dicono. Come non dicono che sei una delle persone più trasparenti ed oneste che abbiamo mai potuto conoscere nella nostra terra, uno che ha scelto di restare in Calabria mentre innegabili e pubblici successi professionali lo avevano gratificato fuori dalla nostra regione. Ma d’altronde il fatto stesso che in un attacco così diretto (ma sarebbe meglio dire ‘eterodiretto’) non si sia potuto scrivere di te neanche di una multa per divieto di sosta la dice lunga sulla tua cristallina moralità, mentre altri ragazzi sfortunati non possono certo vantarsi di padri che spesso sono o pregiudicati o affiliati a strane massonerie, o nella migliore delle ipotesi ignavi e preoccupati solo egoisticamente del proprio portafogli e del proprio lavoro.

Concludiamo ribadendo che noi tutti, ragazzi e ragazze del Movimento ‘Ammazzateci tutti’, siamo orgogliosi di te. Noi siamo giovani, mica scemi! Riusciamo a capire la differenza tra un ‘padrino’ ed un padre di famiglia, senza incarichi pubblici né ricche consulenze alle spalle.
E noi siamo i tuoi figlioli adottivi, non i tuoi ‘figliocci’, e la differenza si vede sulla stampa: vedi? A  noi attribuiscono, mentendo spudoratamente, il ‘flop’ di una purissima e meravigliosa manifestazione antimafia che in una regione ‘normale’ sarebbe esaltata in ogni caso, e che non è costata un centesimo alle tasche dei contribuenti calabresi, mentre se tu fossi stato un ‘padrino’ non avrebbero avuto il coraggio di farlo! Per i ‘figliocci’ che nemmeno sotto il palco di strapagati  divi della musica leggera (strapagati con i soldi degli ignari contribuenti calabresi) riescono a radunare una pattuglia di volenterosi, i giornalisti che scrivono piegati a 90 gradi, si guardano bene dal parlare di ‘flop’. Lì hanno paura, lì c’è il Potere che può costruire e distruggere le carriere, il Potere che è più importante della Verità, della loro stessa dignità. Qualche buona volta ne dovremo pur parlare del ‘problema informazione in Calabria’, ma in un contesto scientificamente vero, non mentre si consegnano improbabili premi a destra e a manca.
Giovanni chiedi, come sempre, Giustizia davanti alla Legge, e noi saremo tutti al suo fianco, perché il tuo esempio sia di sprone a tutti i papà e le mamme calabresi, che se come te cominceranno ad operare insieme ai loro figli nella battaglia quotidiana di cambiamento per la nostra regione, allora la Calabria la cambieremo davvero. E chi pensa di intimidirti, o di intimidirci, ha sbagliato indirizzo.

Per il Coordinamento Nazionale del Movimento
Simone D’Ascola, Giulia Moliterno, Michele Scendo, Arianna Pani

Per il Coordinamento Regionale del Movimento
Daniele Quartuccio, Francesca Sorgonà, Gregorio Marzano

Per il Coordinamento Provinciale di Reggio Calabria del Movimento
Francesco Nasso, Danila Zindato, Domenico Bulzomì, Giuseppe Cantarella

 

 

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