Comunicato stampa in merito all’attacco dal quotidiano ‘Calabria Ora’ contro ‘Ammazzateci tutti’

25 02 2007

COMUNICATO STAMPA
(con richiesta di pari risalto ai sensi dell’art. 8 L. 8 febbraio 1948, n. 47)

Faccio riferimento allo ‘speciale’ – ben due pagine interne di ‘Monitor’ regionale con strillo in prima pagina di domenica 25 febbraio –  che il quotidiano ‘Calabria Ora’ ha inteso dedicare ad una coppia di fidanzati allontanati con gravi motivazioni tempo addietro dal Movimento ‘E adesso ammazzateci tutti’, che oggi, a freddo, per vendetta assolutamente personale, scaricano una quantità industriale di fango sul Movimento, sul sottoscritto e persino sulla mia famiglia.
Con questo ‘scoop telecomandato’, che certamente verrà annoverato negli annali del giornalismo vista l’ampiezza concessa al pari della crisi di Governo da ‘Calabria Ora’, che viene subito dopo l’utilizzo strumentale che questo stesso quotidiano ha fatto della ‘bufala’ giornalistica dei presunti ‘cinquecento partecipanti’ alla nostra manifestazione di sabato 17 febbraio, per un troppo frettoloso, per non essere sospetto, ‘de profundis’ di ‘Ammazzateci tutti’ vergato domenica 18 febbraio da un ‘famoso’ giornalista oggi responsabile della redazione romana dello stesso quotidiano, ritengo che si sia superata abbondantemente ogni soglia di sopportazione e di benevolenza verso questo quotidiano che, in tutta evidenza, mi ha, e ci ha, usati per propria convenienza in passato, quando evidentemente aveva bisogno di materiale esclusivo che gli consentisse consistenti balzi in avanti nelle vendite, se proprio non vogliamo innescare processi a fin troppo facili dietrologie.

Nessun giornalista degno di questo nome si sarebbe dovuto prestare a tanto squallore umano come l’intervistatore Pablo Petrasso nella suddetta intervista ‘sporca’ – giornalista che peraltro ha sempre brillato, per noi inspiegabilmente, per palese ostilità al nostro Movimento – ai due fidanzati lividi di rancore, dando ai due congiunti allontanati, che non hanno avuto mai seguito all’interno del Movimento e della cui fuoriuscita non si era accorto nessuno, addirittura dignità di ‘strappo nel Movimento’ stesso, senza informarsi dalla controparte sui fatti esposti, e senza doverosamente lasciare uno spazio adeguato nello stesso contesto, visto che in quell’intervista si lanciavano pesantissime accuse personali, alle persone denigrate fino a fatti personali che nulla hanno a che fare con il Movimento.

Così solitamente fà un giornale serio e super partes, così aveva fatto fino a ieri anche ‘Calabria Ora’ sia quando noi abbiamo esposto nostre accuse, sia quando le abbiamo ricevute.

Ma evidentemente da qualche tempo qualcosa è cambiato in ‘Calabria Ora’, e vi assicuriamo che vigileremo con molta attenzione per capire cosa. Per il momento ne prendiamo atto sia io che mio padre, ‘lo strumentalizzatore folle’ mio e addirittura di tutto il Movimento, visto che non ci guadagnerebbe nulla come ammettono gli stessi diffamatori.
Lui non vuole parlare né replicare.
E’ troppo disgustato e deluso, lui che non aveva esitato neanche per un istante a difendere ‘Calabria Ora’ ed il suo direttore quando lo attaccavano violentemente, accettando così anche di mettere a repentaglio importanti e vecchie amicizie per dare sostegno ad una nuova creatura giornalistica che riteneva bisognosa di sostegno per la novità che rappresentava.

Ora ci difenderemo tutti, io, il Movimento e mio padre, con gli unici strumenti che conosciamo, cioè quelli della Giustizia, chiedendo in ogni opportuna sede conto di quanto ha scritto ‘Calabria Ora’, e non solo nell’articolo di Petrasso, ma anche in precedenti occasioni su cui per ‘carità di patria’ avevamo preferito sorvolare dando il beneficio della buona fede ad un giornale che non ci appariva in ciò che oggi, in tutta evidenza, ci appare.
Che sia un giudice terzo a stabilire se si può fare giornalismo così in Calabria, usando la penna, metaforicamente parlando, come una lupara da dietro una siepe alle spalle di ignari cittadini.
Il resto lo faranno – ma forse lo stanno già facendo – i lettori, che sono i giudici supremi di ogni prodotto editoriale.

Che delusione dopo tanta speranza, direttore Leporace! Che delusione! Ma questa volta nella furbata della polemica aumenta-copie non ci caschiamo più. Fine delle comunicazioni in esclusiva, ma senza omettere di ringraziare quei bravi ed onesti giornalisti che collaborano e lavorano nelle redazioni locali di ‘Calabria Ora’, che continueranno ad avere la mia stima personale e tutta la mia solidarietà.

Roma, 25 febbraio 2007

Aldo Pecora
Portavoce del Movimento “E adesso ammazzateci tutti”

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