Giovanni Lamanna ci ha lasciati: se ne va un ragazzo di Locri di 87 anni

20 02 2007

A nonno Giovanni Lamanna 

L'On. Giovanni LamannaCe lo avevi detto che eri stanco, che non riuscivi più a farti obbedire dalle tue gambe, e noi scherzando ti abbiamo risposto che finchè dimostravi la giovinezza delle tue idee avresti avuto la forza di un ventenne.
Noi ci credevamo davvero, non avremmo mai pensato che invece te ne saresti andato così presto, proprio ora che più di ogni altro momento sentivamo bisogno di te, delle tue parole forti con i prepotenti e dolci con noi ragazzi.
Il tempo ha le sue leggi, ma tu eri un ribelle come noi, avresti dovuto vincere questa maledetta battaglia contro la malattia, e chissenefrega delle leggi della natura.
Due giorni fa sei sceso per l’ennesima volta al nostro fianco, a scaldarci il cuore indignato per il vile attacco che la stampa di regime ci aveva sferrato con falsità e disinformazione, proprio come i padroni di una volta scioglievano i cani contro i contadini che si ribellavano contro lo sfruttamento.
E come mezzo secolo fa sei sceso in campo con i contadini, tu che provenivi da una famiglia agiatamente borghese e che secondo i canoni avresti dovuto stare con i padroni, appena ti sei accorto che noi, i nuovi ribelli calabresi, venivamo attaccati dai novelli latifondisti del potere politico da subito sei sceso in campo al nostro fianco, e ci hai difeso con vigore da ventenne quando  ci hanno mandato contro i loro massari, non più armati di lupara ma della altrettanto oggi pericolosa penna.
La tua presenza era solo intellettuale, ovviamente, ma dalle colonne del Quotidiano della Calabria i tuoi articoli erano per noi una corazza invulnerabile, perchè tu come noi eri protetto da quel metallo inviolabile che è l’onestà cristallina.
E ora ci lasci soli?
Va bene nonno Giovanni, ci hai salutati domenica con una delle tue dolcissime espressioni nei nostri confronti, che riportiamo a parte come tuo ultimo ricordo.
Ma noi abbiamo bisogno ancora di te, perchè ancora lungo è il cammino di liberazione per queste terre, come per quelle di Melissa, e i padroni ci vogliono morti piuttosto che liberi.
Non te ne andare, nonno Giovanni, resta ancora un po’ con noi a scaldarci il cuore…

I tuoi Ragazzi di Locri del Movimento “E adesso ammazzateci tutti”

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