DOPO IL 17 FEBBRAIO A REGGIO: A MANI NUDE, MA VINCEREMO

19 02 2007

di Giovanni Pecora

Ecco, beccatevi 'sto 'flop'!Mi dicono che Dario Fo, nel suo intervento dal palco della manifestazione di Vicenza, svoltasi contemporaneamente a quella contro la mafia organizzata dal movimento “Ammazzateci tutti” a Reggio Calabria, abbia concluso dicendo «Stasera qualcuno avrà le lacrime agli occhi, soprattutto qualcuno del mondo politico che pensava che oggi a Vicenza ci sarebbe stato il disastro».
Caro vecchio romantico di un Dario Fo! Ancora credi alla tua età, dopo averne viste tante (ma non tutte…) che esistano politici che possano piangere, sia pure per rabbia o per delusione?
I politici, caro Maestro, sono quasi sempre quelli della ‘razza padrona’, anche se mettono il loro culetto sugli scranni che stanno alla sinistra del presidente della Camera, non te lo scordare.
Specialmente ‘questi’ politici, che non si sono vergognati di passare alla storia come i primi parlamentari ‘nominati-e-non-eletti’ dell’era democratica in un Paese occidentale.
I politici italiani sono quasi tutti (facendo le dovute lodevoli eccezioni) ‘razza padrona’, e piangono solo quando vengono trombati alle elezioni, punto e basta.
Negli altri casi, come ad esempio quando qualcuno osa alzare la testa, si infuriano e sciolgono i cani.

Dopo la meravigliosa manifestazione di Reggio Calabria auto-organizzata ed auto-finanziata dai giovani di “Ammazzateci tutti”, una manifestazione che aveva come titolo “Mafie: consenso negato”, una classe politica ‘normale’ avrebbe innanzi tutto partecipato senza bisogno di inviti, e comunque avrebbe gioito della sua riuscita spettacolare nonostante tutti i problemi, perché la lotta alla mafia dovrebbe essere un patrimonio condiviso tra le persone per bene in una terra martoriata come la Calabria. E invece…
Prima hanno provato il black out mediatico, coadiuvati splendidamente dalla fida sede regionale della Rai, governativa perinde ac cadaver, che ha osato l’inosabile e per dimostrarsi obbediente fino al sacrilegio ha persino censurato il messaggio inviato agli organizzatori della manifestazione dal Presidente della Repubblica, che ha concesso ai ragazzi di “Ammazzateci tutti” il suo Alto Patronato per la manifestazione. Se un Tg regionale non riporta un messaggio inviato dal Capo dello Stato a dei cittadini della sua regione, decidete voi se è una redazione normale o ‘normalizzata’.
Poi si è saputo di pressioni ‘diplomatiche’ fatte ad ogni livello per chiedere di ‘ignorare’ quella iniziativa di scostumati che avevano osato teorizzare la possibilità di organizzare una manifestazione senza partiti e senza padrini.
E quando è finalmente arrivata la mattina del 17 febbraio ci si  è accorti appena arrivati in piazza che… incredibile! Mancava il palco e non c’era alcun allaccio alla corrente elettrica dove collegare l’impianto di amplificazione. Erano entrambi negli accordi presi con il sindaco di Reggio, che aveva subito convenuto, il giorno della richiesta, sulla necessità di dare una mano ad un’iniziativa che comunque avrebbe portato Reggio al centro dell’attenzione nazionale almeno per una volta in senso positivo. Perché il sindaco di Reggio Calabria, come tutte le persone normali, apprezza gli sforzi di testimonianza di legalità di questi ragazzi, a prescindere dal fatto che appartengano o meno ad una ‘parrocchia’ politica.
Non si sa cosa sia successo e di chi sia stata la colpa di quel disguido che ha costretto ad oltre un’ora e mezza di ritardo la manifestazione, decretando di fatto l’impossibilità alla maggior parte dei ragazzi, che avevano previsto il rientro a casa con i pullman entro le 13.30: l’unica cosa certa è che il sindaco non c’entrava nulla in quella storiaccia di sabotaggio vero e proprio, perché era più infuriato degli organizzatori ed ha fatto l’impossibile per tentare di mettere a posto le cose, così come hanno fatto i dirigenti della Polizia che erano di servizio alla manifestazione, così come hanno fatto tutte le persone per bene: perché la lotta alla mafia sta a cuore alle persone per bene, e te lo vogliono dimostrare. Specialmente quando hanno visto con i loro occhi quel chilometro di ragazzi e ragazze, belli come il sole, allegri come solo i ragazzi sanno essere quando sono insieme e sanno di fare qualcosa di buono. Li abbiamo contati solo all’inizio, quando avevamo qualche timore: ma quando abbiamo visto colorarsi di tutti i colori dell’arcobaleno piazza De Nava, l’abbiamo vista brulicare di occhi e di labbra sorridenti, riempirsi di suoni e di canti, e del ritmo dei bongos e dei tamburi, non li abbiamo contati più. Che senso aveva? Mille, duemila, tremila giovani e meno giovani… I giovani di “Ammazzateci tutti” avevano fatto il miracolo, e tutti quei giovani d’anagrafe e di cuore stavano dimostrando fisicamente quanto ormai appariva grottesco quell’anatema lanciato con sguardo torvo e voce roca qualche mese addietro dal presidente del Consiglio Regionale più inquisito d’Italia, Peppe Bova: «Ammazzateci tutti non esiste…è solo Aldo Pecora e qualcun altro! ». Ipse dixit, non c’è che dire. «Stasera qualcuno avrà le lacrime agli occhi, soprattutto qualcuno del mondo politico che pensava che oggi a Reggio sarebbe stato un disastro», direbbe Dario Fo, il sognatore.
Sicuramente un travaso di bile ci sarà stato in qualche fegato, dopo aver visto o saputo di quel chilometro di “Aldi Pecora”, per dirla con Bova, che stava ballando e saltando sul corso di Reggio, ma altro che piangere… Gli uomini della nuova sinistra ormai agiscono come quelli della vecchia destra – nèmesi storica – e quando non possono vincere con le buone passano alle cattive. E sciolgono i cani.

Ore 13.32: appare sui monitor di tutta Italia un lancio di agenzia Ansa sulla manifestazione di Reggio.
Dice: “Circa cinquecento persone alla manifestazione antimafia di Reggio Calabria, secondo le stime delle forze dell’ordine”, e aggiunge persino una breve dichiarazione di Aldo Pecora, leader del movimento “Ammazzateci tutti”.
Peccato. Potevano stare zitti e continuare nella congiura del silenzio, e nessuno se ne sarebbe accorto della catena corta che portano al collo certe notizie.
Invece hanno voluto strafare, ed allora da oggi in poi tutti sapranno che l’Ansa calabrese diffonde notizie false, perché è falso che le forze dell’ordine abbiamo diffuso la notizia di cinquecento partecipanti al corteo (le abbiamo avute anche noi le loro stime, e parlano di circa mille manifestanti alle ore 10.00, quando a Vicenza ne davano 20.000), ed inoltre Aldo non ha rilasciato alcuna dichiarazione all’Ansa, così come ha fatto con l’inviato – personalmente incolpevole, peraltro –  delTg3 Calabria.
Ma il danno ormai era fatto, perché giustamente i giornalisti credono all’Ansa, che in tutta Italia, meno che evidentemente in Calabria, è attendibilissima. Ed ecco che anche Paride Leporace, direttore di solito off shore di “Calabria Ora”, si convince che la manifestazione di Reggio è stato un vero ‘flop’, e fa passare un altro pezzo con la catena corta, un editoriale non suo che è un unico, prolungato latrato di odio. Cosa dire? Al direttore di “Calabria Ora” chiediamo solo di dare un’occhiata allo speciale che i ragazzi stanno montando con le immagini della manifestazione per valutare obiettivamente intanto se è stata veramente un ‘flop’ numerico, perché un giornalista vero può giocare con le opinioni, ma sulla verità oggettiva non può mentire, altrimenti è meglio che cambi mestiere. Poi si regoli sul da fare.

Ma per concludere vorrei permettermi anch’io un’opinione, perché anche chi non ha generi assunti nelle segreterie delle strutture regionali o chi non passa telefonate ai potenti Ds può avere un’opinione, checchè se ne pensi.
Giorni addietro c’è stata una manifestazione a Catanzaro per protestare contro lo spostamento a Benevento della Scuola di Magistratura; protesta ‘legittimissima’, appoggiata da tutti i partiti politici cittadini, dai sindacati, dalla società civile vera e presunta. Mi dicono amici catanzaresi lì presenti che ci siano state meno di cinquecento persone a partecipare alla manifestazione, il che in una città di centomila abitanti tutti interessati al problema non fa fare salti di gioia.
Ma nessuno, dico nessuno, si è permesso sui giornali di scrivere che quella manifestazione sia stata un ‘flop’, e ci mancava pure. O che sia stato un ‘flop’ la fantasiosa cerimonia di assegnazione di certi premi che avevano visto in una saletta una trentina di presenti dei quali dieci erano i premiati più i loro accompagnatori, ma che avevano avuto dignità e risalto di paginone su qualche quotidiano.
E adesso diventa un ‘flop’ addirittura una manifestazione antimafia in una delle città a più alta penetrazione mafiosa d’Italia? Diventa un ‘flop’ perché i presenti non devono essere almeno il triplo di quelli stimati dalla Questura? Ma allora la Questura dice circa un migliaio, l’Ansa li calcola in euro (in tutti i sensi…) e dice cinquecento, ed io vi dico: vi sembrerebbero un ‘flop’ cinquecento ragazzi che hanno il coraggio civile di dire “No!” alle mafie in una regione come la Calabria, in una città come Reggio Calabria? Io gioirei, come gioisco (ancor di più sapendoli migliaia e migliaia) e sarei orgoglioso di essere con loro, ad incoraggiarli ed a puntare su di loro per realizzare il primo grande movimento antimafia calabrese.
Allora se qualcuno dice che quanti giovani volete voi, 500, 400, 300, anche 100 se preferite, quando gridano “No!” pubblicamente alla mafia fanno un ‘flop’ la mia opinione è che qui c’è puzza di bruciato, e siccome non voglio girarmi i film non dico che chi pronuncia questa bestemmia è un mafioso, ma che certamente ha qualcosa da nascondere lo penso e lo dico a voce alta.

Forse qualcuno avrebbe voluto che i ragazzi di “Ammazzateci tutti”, o noi che abbiamo dato una mano all’organizzazione della manifestazione, si reagisse in maniera scomposta a queste palesi menzogne, a queste evidenti provocazioni.
E invece no. Non avranno questa soddisfazione, anche perché…
Abbiamo avuto contro il presidente Bova, ma abbiamo avuto a favore il Presidente della Repubblica: non vorrei essere blasfemo nel paragone, ma forse il bilancio mi appare ‘lievemente’ a nostro favore.
Non abbiamo avuto il Governo, ma abbiamo avuto la Chiesa: Mons. Mondello, Arcivescovo Metropolita di Reggio e della Calabria, presidente della Conferenza Episcopale Calabrese, ha voluto con grande gesto di generosità verso i ragazzi e con grande sacrificio a causa del protrarsi dei disagi dovuti alla mancanza di energia elettrica al palco fino alle 13.00 a causa del noto sabotaggio misterioso, esprimere la sua testimonianza e la sua esortazione ad operare per il bene comune, accolta dai ragazzi come una pioggia d’amore dopo tante parole di odio pronunciate nei loro confronti dal presidente del Consiglio regionale della Calabria. Senza parlare del grandioso messaggio inviato ai giovani da Mons, Bregantini, Vescovo di Locri-Gerace, letto da una ragazza durante il corteo e che ha avuto un interminabile applauso di gratitudine, come il messaggio di Pippo Callipo, già presidente di Confindustria Calabria, che non è un vescovo ma che i ragazzi calabresi di “Ammazzateci tutti” amano come un padre.
E se mancavano i politici di professione (ma i giovani presenti non credo ne abbiano poi sofferto molto di questa assenza, per la verità…), c’erano intanto al gran completo i rappresentati istituzionali calabresi di un partito, quello dei Comunisti Italiani, che evidentemente la lotta alla mafia ce l’hanno nel Dna, e non c’è malumore di potenti che tenga. Loro c’erano, insieme ai loro ragazzi della FGCI. E c’erano anche i rappresentanti di Rifondazione Comunista, con molti giovani, anche se qualche altro loro rappresentante istituzionale, soprattutto per motivi anagrafici, non nascondo che l’avremmo voluto. Ma ognuno risponde delle sue azioni. E poi c’erano i veri politici, i sindaci e gli assessori, molti dei quali con i gonfaloni comunali, e c’erano vecchi amministratori giovani dentro, come Mommo Tripodi e Peppino Lavorato, gente che la mafia l’ha combattuta rischiando la pelle. Figuriamoci se potevano pensare ai diktat o alle esortazioni a disertare… loro ‘sono’ l’Antimafia in Calabria.
E mi scuso con quelli che non nomino per non averli visti o per non ricordarli in questo momento, ma tanto se sono venuti l’hanno fatto con il cuore, non per avere incensamenti.
Ed infine se abbiamo dovuto subire l’oscuramento mediatico ed il silenzio di alcuni media come il Tg3 Rai Regionale, abbiamo avuto l’aiuto e l’incoraggiamento di tutte le tv locali calabresi, e soprattutto quello della stampa libera ed antimafia a livello nazionale, come il settimanale Casablanca e Tele Jato in Sicilia, Arcoiris Tv, Articolo 21, Aprile on line, Unimondo, Peacelink e tantissimi altri amici su internet, che hanno fatto diventare un evento nazionale questa manifestazione, che ha visto partecipanti da tutta Italia, che sono venuti a loro spese e da noi non hanno potuto avere neanche un panino, perché l’unico sostegno che abbiamo avuto sono stati i supporti logistici del Comune di Reggio e lo sponsor tecnico per la grafica di Progetto5. Ah… dimenticavo i settanta euro raccolti tra i negozianti di Reggio, quegli stessi negozianti che i rapporti delle Forze dell’ordine dicono che paghino tutti il pizzo alla ‘ndrangheta. Ai mafiosi si, a chi vuole aiutarli a cacciar via la mafia niente.
Cosa scrivevate? Avete detto ‘flop’ dei ragazzi antimafia a Reggio Calabria? Ok… tutto a posto.
Avevamo chiesto un piccolo aiuto economico ‘istituzionale’, per fornire un minimo di accoglienza ai nostri ospiti, all’Amministrazione Provinciale, ma da quelle parti è peggio della Siberia, e non c’è figuraccia che tenga: nessuna intelligenza col nemico!
Abbiamo percepito in uno dei latrati portatici dal vento che la vera antimafia è quella di ‘Libera’ e di don Ciotti, altro che questi di “Ammazzateci tutti”. Latrati. Il cane da guardia latra e non distingue cosa si muove davanti al suo grugno bavoso, altrimenti si sarebbe accorto che sul palco della manifestazione c’era Mimmo Nasone, rappresentante di ‘Libera’ a Reggio Calabria, che parlava a  nome di don Luigi Ciotti che con amore infinito per questi meravigliosi ragazzi di ”Ammazzateci tutti” aveva inserito questa manifestazione reggina nel programma “Cento passi verso il 21 marzo a Polistena” ed aveva personalmente telefonato ad Aldo per chiedergli scusa dell’imprevista assenza dovuta esclusivamente ad improvvisi problemi di natura privata, come ha testimoniato e ribadito dal palco Mimmo Nasone. Quindi dire “Libera” e non “Ammazzateci tutti” come movimento antimafia è solo cagnara, perché ‘Libera’ è con “Ammazzateci tutti” come questo movimento è sempre stato con ‘Libera’, anche agli Stati Generali dell’Antimafia a Roma, come colonna portante della gioventù antimafiosa calabrese, quella vera, che si paga le spese per andare a quelle manifestazioni, non se le fa pagare dalla Presidenza  del Consiglio Regionale. Latrati, appunto, schiuma bavosa e latrati.
I cani da guardia latrano e digrignano i denti a tutti, senza rispetto, perché in fondo sono solo cani, e da chi è abituato a leccare la mano solo a colui che gli butta un osso da rosicchiare non bisogna aspettarsi che ci reciti la divina commedia.  Solo latrati e digrignar di denti. O silenzio se sta mangiando.
Solo latrati, anche contro quelle persone delicate che sono i familiari di vittime della mafia, quelle figure piegate, ma non spezzate, dal dolore di essersi visto portare via dalla violenza un padre, un figlio, un fratello.
Laddove ci sono i fiori c’è il profumo della primavera, e laddove ci sono i giovani, i sacerdoti, i testimoni di lotta alla mafia, i familiari delle vittime della violenza mafiosa, c’è la speranza di una Calabria migliore che sta già cominciando, una Calabria dove la tracotanza e l’arroganza del potere e della violenza mafiosa saranno solo un triste ricordo. Vogliamo sperarlo. Dobbiamo sperarlo tutti.
Speriamo a mani nude, ma con il cuore puro. Per questo vinceremo la nostra battaglia.

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