“Sono cattolico e faccio politica”, parola di vescovo

28 01 2007

di Fulvio Ascensi

Mons. Marcello Semeraro, Vescovo di AlbanoLaicità dello stato. Necessità di fare leggi per tutti, cristiani, buddisti, islamici e così via. Concetti perorati dalla Costituzione italiana (art. 3). Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali (art. 7). Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi (un trattato che riconosce l’indipendenza e la sovranità della Santa Sede e che crea lo Stato della Città del Vaticano). Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale (art. 8). Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. La Costituzione parla di uno Stato laico, libero da concetti religiosi, libero di legiferare per il bene di tutti e non per pochi appartenenti ad un credo.

Il vescovo della diocesi di Albano, Mons. Marcello Semeraro, in un’intervista ad un giornale locale, non sembra essere d’accordo: “Un cristiano che non viene fuori e non si espone – parla di politica – non è uno che imita Dio… i problemi sono talmente grandi che occorrono delle convergenze di più agenti educativi. La Chiesa è uno di essi, ma non si può pensare che la chiesa come struttura e organizzazione possa affrontare da sola tutta le problematiche del territorio. Occorre qui una grande alleanza prima di tutto con il mondo della politica… occorrono un grande recupero di cultura e di attenzione e poi un’alleanza, perché noi possiamo avere mete differenti, però non c’è dubbio un punto che ci interessa tutti: la persona umana”. Il vescovo ha recepito in toto il contenuto dei patti Lateranensi e della Costituzione italiana. Ma non termina qui l’intervento, alla domanda se c’è gente di valore nella politica locale, risponde: “Al momento io non ne ho incontrati, mi dispiace profondamente dirlo… ora come cristiani abbiamo il disagio che non riusciamo a far decollare scuole di formazione politica, mentre sul sociale siamo dei campioni… anche noi abbiamo bisogno di recuperare un’attenzione nuova nel rapporto con il mondo della politica, abbiamo bisogno di ricostruire qualche cosa. Noi abbiamo un’ottima ispirazione probabilmente, visto che tutti si richiamano, a destra e a sinistra, alla dottrina sociale della Chiesa…”.

Il Monsignore parla anche di politica economica e di ambiente: “La turbogas, che non soltanto mi produce energia ma insieme con l’energia mi produce fattori non controllabili di inquinamento sia dell’ecosistema, del microclima che della persona, allora non può esser fatta… non lo può decidere solo il politico, ma anche le persone competenti con il coinvolgimento dei cittadini”. Verso la fine dell’intervista il vescovo fa riferimento direttamente alla persona politica: “C’è bisogno di uomini politici che abbiano non solo il senso dei numeri e dei soldi, ma anche di qualcos’altro”. Il vescovo parla di alleanze con la politica, di coinvolgimento della religione e dei religiosi nella politica. Forse i politici ci guadagnano da questa alleanza con il mondo cattolico. Vi ricordate quando in chiesa dicevano: “Votate cristiano e democratico”? La Democrazia cristiana poi ha regnato per cinquant’anni. Insomma, una persona che non crede nel Cristo, secondo il Vescovo Semeraro, deve rispettare leggi cristiane, perché moralmente più elevate. Questa non è un’esagerazione, il vescovo lo dice chiaramente:” Noi abbiamo un’ottima ispirazione probabilmente, visto che tutti si richiamano, a destra e a sinistra, alla dottrina sociale della Chiesa”.

“Libera Chiesa in libero stato”. Le leggi devono essere laiche, per tutti, senza indirizzi religiosi. Ogni cittadino, nella libertà morale, può scegliere. Se una legge laica dice che si può abortire, io cattolico sono contrario, allora non abortisco. Se la legge laica dice che posso divorziare, io sono cattolico e non divorzio. Se la legge laica riconosce le coppie di fatto, io cattolico continuo a sposarmi in chiesa con una donna. Ma la cosa interessante è che moltissimi dipendenti del popolo, ovvero politici, che si definiscono cattolici, hanno due o tre matrimoni alle spalle, tradiscono e poi legiferano con la morale. Pier Ferdinando Casini, è un cattolico, ma è anche un divorziato, con due figli e adesso ha una relazione sentimentale con Azzurra Caltagirone, con la quale ha un terzo figlio. Forse il riconoscimento delle coppie di fatto farebbe comodo anche a lui. Perché un uomo ateo deve morire di una malattia curabile tramite la ricerca sulle cellule staminali, ed un Prelato può fare politica? Non vogliamo esprimere un parere personale ma offrire uno spunto di riflessione. Un vescovo può fare politica e cercare accordi con essa? Un vescovo può occuparsi del potere temporale, prendendo posizioni chiare come il Monsignor Semeraro?

26/01/2007

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: